"Martello di Mezzanotte": ecco spiegata l'operazione Usa in Iran
Il Pentagono ha diffuso i dettagli dell’attacco Usa all’Iran. Clicca qui per leggere l’approfondimento.
Vance: "Nessun soldato in Iran"
“Non abbiamo alcun interesse a mettere ‘boots on the ground'”, ha detto Vance ai microfoni di Nbc News. “Le valutazioni della nostra intelligence ci hanno spinto ad agire contro l’Iran”. Ma non ci sarà un conflitto sul campo: “Vogliamo parlare con l’Iran di una soluzione a lungo termine. Ora lavoreremo per smantellare in modo permanente il programma nucleare iraniano nei prossimi anni” Ma “non temo che questo si trasformi in un conflitto prolungato”.
L'Iran conferma: danni ai siti nucleari
“L’industria nucleare è profondamente radicata nel nostro Paese e le sue radici non possono essere distrutte”, ha detto il portavoce dell’agenzia statale iraniana per l’energia atomica, Behrouz Kamalvandi.
“Ci sono danni inflitti ai siti, ma non è la prima volta che la nostra industria nucleare viene danneggiata e la nasconderemo di nuovo”.
Meloni sente anche Elly Schlein
“C’è stato un lungo contatto telefonico fra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito democratico Elly Schlein a seguito degli attacchi degli Usa all’Iran“. Lo fanno sapere fonti del Pd.
Meloni sente Starmer e Merz
A seguito degli sviluppi della situazione in Iran, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha intrattenuto colloqui telefonici con il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer e con il cancelliere della Repubblica Federale di Germania Friedrich Merz.
Conte: "Grave attacco Usa"
Ecco il post pubblicato da Giuseppe Conte.
“L’attacco in Iran di Trump, a fianco del criminale Netanyahu, è un atto grave e pericoloso che può avere conseguenze catastrofiche portandoci verso un conflitto dagli esiti incalcolabili, generando tensioni e insicurezze in tutto il mondo.
Trump non dà seguito ai suoi iniziali propositi di comporre crisi e conflitti per via negoziale e adotta la dottrina Netanyahu: “la pace attraverso la forza”. Questo significa licenza di calpestare il diritto internazionale e rischia di produrre sempre maggiore instabilità: se abbandoniamo la via negoziale e degli sforzi diplomatici per gestire gli scenari critici, anche le peggiori autocrazie, per garantirsi sopravvivenza, si danneranno per riempire i propri arsenali, soprattutto di testate atomiche, per affermare la propria forza. Stanno riportando indietro le lancette della storia, stiamo ritornando alla legge del più forte. Tutto questo allontana la prospettiva di ricostruzione di un nuovo equilibrio mondiale che dia a tutti, nel segno della giustizia condivisa e non certo delle iniquità imposte, maggiore sicurezza e porti la pace.
In tutto ciò, qual è la posizione dell’Italia? Il Governo va in ordine sparso. Il Ministro degli Esteri Tajani: “ci auguriamo che dopo questo attacco si possa arrivare alla de-escalation”. Il Ministro della Difesa Crosetto, all’opposto: “si apre una crisi molto più grande”. Mentre Meloni metterà ancora una volta la testa sotto la sabbia, come fa da tre anni, esprimendo “forte preoccupazione”?
Noi crediamo e ribadiamo che più armi e più guerre non siano una via per la pace e la sicurezza. Ucraina, Afghanistan, Libia, Iraq non ci hanno insegnato nulla? Fermatevi”.
L'Iran: "Pronti a reagire"
“L’Iran si riserva tutte le opzioni per difendere i suoi interessi di difesa del suo popolo”, ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “Stiamo calcolando i danni, e non solo alle infrastrutture, ma anche alla carta dell’Onu e al Trattato di non proliferazione. L’Iran non ha fatto nulla di sbagliato, non capiamo perchè dovremmo essere attaccati in base a false accuse”. E ancora: “Sono 20 anni che cerchiamo di dimostrare che il nostro programma è pacifico e resterà pacifico”.
“Non importa quanti danni siano stati arrecati – ha aggiunto Araghchi – Attaccare una struttura nucleare è di per sé una violazione imperdonabile del diritto internazionale e deve essere condannata”. “Ieri, ho avuto dei colloqui con una alcuni ministri degli Esteri della regione, quasi tutti loro sono molto preoccupati e interessati a svolgere un ruolo nel porre fine all’aggressione di Israele. Avevano menzionato un possibile attacco degli Usa, ma ieri si è parlato di come fermare l’aggressione di Israele”, ha proseguito. “Certamente, la porta alla diplomazia deve sempre rimanere aperta, ma non è questa la situazione ora. Il mio Paese è sotto attacco, sotto aggressione e dobbiamo rispondere, sulla base del legittimo diritto all’autodifesa e lo faremo fino a quando sarà necessario”.
Lavrov: "Rischio caos nel mondo"
“Se il diritto all’autodifesa di ogni Paese, sancito dalla Carta delle Nazioni Unite, viene interpretato in modo tale che ‘decido io stesso quando esercitare questo diritto, e non voglio guardare alla Carta delle Nazioni Unitè, questo, ovviamente, non sarà un ordine mondiale, ma un caos totale”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.
Von der Leyen: "L'Iran si impegni a soluzione diplomatica"
“L’Iran non deve assolutamente entrare in possesso della bomba. Con le tensioni in Medio Oriente che hanno raggiunto un nuovo picco, la stabilità deve essere la priorità. Il rispetto del diritto internazionale è fondamentale. È giunto il momento che l’Iran si impegni in una soluzione diplomatica credibile. Il tavolo dei negoziati è l’unico luogo in cui porre fine a questa crisi”. Lo ha scritto sui social Ursula von der Leyen
L'Iran accusa Grossi di complicità
Il capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran (Aeol), Mohammad Eslami, ha scritto una lettera al direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, accusandolo di complicità nei bombardamenti contro i siti nucleari di Natanz, Fordow e Isfahan. “L’Iran ha adottato le iniziative necessarie per difendere i propri diritti di sovranità e adotterà le opportune misure legali, in particolare contro l’inazione e la complicità da parte sua in un crimine così sfacciato, attraverso gli organismi internazionali”, si legge nella missiva.
Media: "Gli Usa avevano avvevtito Teheran"
Secondo quanto riporta Amwaj.media, gli Usa avrebbero avvertito l’Iran poco prima dell’attacco. L’obiettivo era quello di non raggiungere uno scontro totale. La fonte ha confermato, come già affermato da altri alti funzionari iraniani, che gran parte delle scorte di uranio arricchito erano già state trasferite in luoghi sicuri e segreti.
Inoltre, gli Usa avrebbero anche rassicurato Teheran che l’obiettivo dell’attacco non è quello di provocare un regime change in Iran.
L’AIEA ha affermato di non aver rilevato aumenti di radioattività nei pressi dei siti bombardati, indicando che non vi sarebbero state perdite dalle riserve di uranio immagazzinate. Secondo alcune fonti iraniane citate dall’agenzia di stampa Mher “contrariamente a quanto affermato” dal presidente Usa, il sito nucleare di Fordow “non ha subito gravi danni”. “Non si è verificata alcuna emissione di materiale pericoloso dal sito nucleare dopo l’attacco, poiché il materiale a rischio era stato evacuato dal sito”, ha detto Mohammad Manan Raisi, deputato del Parlamento iraniano di Qom. Inoltre, secondo un’altra fonte iraniana citata dalla Reuters, la maggior parte dell’uranio altamente arricchito presente nel sito era stato trasferito in una località segreta prima dell’attacco.
L'Ue chiede una de-escalation
“All’Iran non deve essere consentito di sviluppare un’arma nucleare, poiché ciò rappresenterebbe una minaccia alla sicurezza internazionale. Esorto tutte le parti a fare un passo indietro, a tornare al tavolo delle trattative e a impedire un’ulteriore escalation. Domani i ministri degli Esteri dell’Ue discuteranno della situazione”, ha detto l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas. “Esorto tutte le parti a fare un passo indietro, a tornare al tavolo dei negoziati e ad evitare qualsiasi ulteriore escalation”.
Domani riunione dell'AEIA dopo l'attacco Usa in Iran
“Alla luce dell’urgente situazione in Iran, ho convocato una riunione d’emergenza del consiglio dei governatori dell’Aiea per domani”, ha detto sui social il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi. La riunione è prevista per domani e dovrà valutare anche gli effetti dell’attacco americano in Iran.
L'IDF monitora Hezbollah
Israele si aspetta che ora Hezbollah decida di entrare in guerra al fianco dell’Iran. Intanto per la prima volta Teheran ha utilizzato missili Kheibar contro le città dello Stato Ebraico.
Per la precisione, l’IDF ha fatto sapere che 40 missili iraniani sono stati lanciati nelle ultime ore e di questi 30 hanno attraversato lo spazio aereo israeliano. Alcuni sono stati abbattuti dai sistemi di difesa, altri invece hanno colpito aree abitate a Tel Aviv, Haifa e Sharon.
Gli Usa si preparano ad una ritorsione entro 48 ore
Dopo l’attacco di questa notte, e la promessa di una reazione da parte dell’Iran, gli Stati Uniti si aspettano una ritorsione iraniana entro 48 ore. Tutte le basi Usa in Medio Oriente sono in allerta visto che Teheran ha dichiarato di considerare ora un obiettivo “legittimo” ogni cittadino o base americana nel mondo.
I Pasdaran: "Americani obiettivo legittimo in tutto il mondo"
“Gli Stati Uniti dovranno sopportare le conseguenze di questo attacco aggressivo, come abbiamo ripetutamente avvertito. Le sue basi in Medio Oriente saranno ridotte in cenere”. Lo hanno comunicato i Pasdaran dopo l’attacco condotto dagli Stati Uniti nella notte. Subito dopo sono ripartiti gli attacchi iraniani ad Israele. I Pasdaran hanno annunciato di aver “usato missili a lungo raggio con combustibile solido e liquido, con testate distruttive e nuove tattiche per aggirare la difesa del nemico”. “Gli attacchi hanno preso di mira l’aeroporto, un centro di ricerca biologica dell’entità sionista e basi di supporto e centri di comando e controllo a vari livelli del nemico”
Netanyahu ringrazia Trump
“Cari cittadini di Israele, fratelli e sorelle. Nell’operazione Rising Lion abbiamo ottenuto insieme risultati senza precedenti nella storia di Israele – ha detto il premier Netanyahu in un video, dopo l’attacco Usa all’Iran – Prima, in piena coordinazione tra me e il presidente Trump, e con pieno coordinamento operativo tra le forze di difesa israeliane e l’esercito Usa, gli Stati Uniti hanno attaccato i tre siti nucleari iraniani: Fordow, Natanz e Isfahan. Questo programma minacciava la nostra sopravvivenza ed era anche un rischio per la pace dell’intero mondo. Subito dopo il completamento dell’azione, il presidente Trump mi ha telefonato. È stata una conversazione molto calorosa, molto commovente. Mi ha fatto i complimenti, ha elogiato i nostri soldati e ha lodato il nostro popolo. Anch’io l’ho ringraziato, i piloti statunitensi e il popolo americano“.
E ancora: “Trump sta guidando con coraggio il mondo libero. È un grande amico di Israele, un amico senza eguali. A lui, a nome mio e di tutti i cittadini di Israele, a nome di tutto il popolo ebraico, rivolgo un ringraziamento di cuore profondo. E so, cittadini di Israele, che parlo dal profondo del cuore di ciascuno di voi. Siamo uniti, combattiamo insieme, e, con l’aiuto di Dio, vinciamo insieme. E come si dice nella parashat della settimana: ‘Saliamo e saliamo perché possiamo prevalere su di loro”.
Così Trump ha annunciato sui social il raid
“Abbiamo completato con successo il nostro attacco ai tre siti nucleari in Iran, tra cui Fordow, Natanz ed Esfahan. Tutti gli aerei sono ora fuori dallo spazio aereo iraniano. Un carico completo di bombe è stato sganciato sul sito principale, Fordow. Tutti gli aerei stanno rientrando sani e salvi. Congratulazioni ai nostri grandi guerrieri americani. Nessun altro esercito al mondo avrebbe potuto fare questo. ORA È IL MOMENTO DELLA PACE!» Grazie per l’attenzione”.
L'Iran: ci difenderemo
“La Repubblica islamica dell’Iran riconosce il proprio diritto a resistere con tutte le sue forze all’aggressione militare degli Stati Uniti”, lo ha detto il ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione. “Il mondo non deve dimenticare che sono stati gli Stati Uniti, nel bel mezzo di un processo diplomatico, a tradire la diplomazia”. Gli attacchi secondo l’Iran sono una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale. Trump così “si assume la piena responsabilità delle gravi conseguenze e delle terribili ripercussioni di questo crimine efferato“.
Per Teheran è “legittimo diritto dell’Iran resistere pienamente e risolutamente all’aggressione militare statunitense e ai crimini commessi da questo regime canaglia e difendere la sicurezza e gli interessi nazionali dell’Iran con tutti i mezzi necessari”.
La storica foto nella situation room
L’account della Casa Bianca ha diffuso gli scatti, storici, di Donald Trump nella Situation Room che segue l’attacco americano ai siti nucleari iraniani.
L'attacco Usa all'Iran
Durante la notte tra sabato 21 e domenica 22 giugno 2025, gli Stati Uniti hanno effettuato un attacco a sorpresa contro tre siti nucleari in Iran. L’ordine è stato impartito dal presidente americano Donald Trump direttamente dalla Situation Room. L’attacco, definito dallo stesso Trump un “successo militare spettacolare”, si è svolto a partire dalle ore 2:00 della notte italiana.
Obiettivi colpiti: Fordow, Natanz ed Esfahan
I tre siti nucleari presi di mira sono Fordow, Natanz ed Esfahan. Natanz, già attaccato pochi giorni prima da Israele, è il principale impianto di arricchimento dell’uranio dell’Iran. A Fordow, situato in profondità sotto terra, sono state sganciate bombe anti-bunker, note come “bunker busters”. Esfahan, invece, si ritiene fosse prossimo alla produzione di armi nucleari, secondo fonti statunitensi. Gli attacchi sono stati compiuti utilizzando bombardieri B-2 stealth, supportati dal lancio di circa 30 missili Tomahawk da sottomarini americani.
Trump annuncia il raid e lancia un ultimatum
Dopo l’attacco, Donald Trump ha parlato alla nazione, accompagnato dal vicepresidente J.D. Vance, dal segretario di Stato Marco Rubio e dal segretario alla Difesa Pete Hegseth. Il presidente ha dichiarato che “i siti nucleari chiave iraniani sono stati completamente distrutti”. Ha aggiunto: “Questo è un momento storico per gli Stati Uniti, Israele e il mondo”. Trump ha avvertito l’Iran che il futuro del paese dipende dalla scelta tra “pace o tragedia”. Ha inoltre minacciato ulteriori attacchi in caso di ritorsione e affermato: “Non esiste esercito al mondo che avrebbe potuto fare ciò che abbiamo fatto noi questa notte”.
La risposta iraniana e le prime conseguenze
Subito dopo il raid, l’Iran ha risposto attaccando Israele, lanciando missili contro città come Tel Aviv e Gerusalemme. Sirene antiaeree sono risuonate in tutto lo Stato ebraico. L’Aeronautica israeliana ha avviato operazioni di difesa per intercettare le minacce. Teheran ha descritto l’attacco americano come “oltraggioso”, mentre il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che l’Iran “difenderà la sua sovranità”. Attraverso un canale affiliato ai Pasdaran, sono state promesse “conseguenze eterne” per gli Stati Uniti e si è minacciato di colpire le basi militari americane nella regione.
Israele al fianco degli Stati Uniti
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato pubblicamente Donald Trump, definendo la decisione americana una “mossa coraggiosa”. Netanyahu ha affermato che il programma nucleare iraniano rappresentava una minaccia esistenziale per Israele e per la pace mondiale. Gli Stati Uniti e Israele hanno coordinato l’operazione, considerata cruciale per neutralizzare la capacità nucleare iraniana.
Incertezze e rischio escalation
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha espresso preoccupazione per una potenziale escalation, indicando la situazione come “pericolosa”. Intanto, il governo americano ha ribadito che gli attacchi non mirano a un cambio di regime in Iran, ma solo a disattivare le capacità nucleari di Teheran. Tuttavia, il timore di rappresaglie contro i militari statunitensi nella regione ha portato numerosi esperti a temere un peggioramento della crisi in Medio Oriente.


