Alle 2 di stanotte, Caracas, capitale del Venezuela, è stata scossa da almeno sette esplosioni accompagnate dal rumore di aerei che volavano a bassa quota. Le esplosioni hanno acceso colonne di fumo in diverse zone della città, tra cui quartieri come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices. Diverse aree sono rimaste senza elettricità, in particolare nei pressi di una grande base militare nella zona meridionale della capitale. Alcuni residenti hanno raccontato di essersi svegliati di soprassalto a causa del rumore, con finestre che tremavano e palazzi che vibravano.
Secondo alcune fonti nel mirino degli attacchi sarebbe finita pure l’abitazione privata del ministro della Difesa Vladimir Padrino Lopez.
Il governo venezuelano: “Un’aggressione militare”
Il governo del Venezuela ha accusato gli Stati Uniti di aver attaccato installazioni civili e militari in varie regioni del paese. Secondo le autorità venezuelane, i bombardamenti hanno colpito le zone di Miranda, Aragua, La Guaira e Caracas. “Gli Stati Uniti non riusciranno a mettere le loro mani sulle nostre risorse, ci difenderemo,” ha dichiarato il presidente Nicolás Maduro, che ha anche proclamato lo stato di emergenza e ordinato la “mobilitazione” della popolazione. Maduro ha inoltre attivato il comando per la difesa integrale della nazione.
Le minacce di Trump
L’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela è esplosa dopo che il presidente americano Donald Trump aveva dichiarato che “i giorni di Nicolás Maduro sono contati.” Trump, che ha dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi, ha paventato nei giorni precedenti la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela, accusando il governo di Maduro di narcotraffico. La Casa Bianca e il Pentagono, tuttavia, non hanno commentato ufficialmente l’accaduto.
Molti residenti della capitale sono scesi per strada durante la notte, spaventati dalle esplosioni. Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto fumo che si levava da una base militare e di aver avvertito vibrazioni causate dai bombardamenti. “La terra ha tremato, è stato terribile,” ha detto Carmen Hidalgo, una giovane residente di Caracas. Le immagini degli incendi sono state ampiamente condivise sui social media e sui portali di notizie, mostrando la distruzione in diverse aree della città.
Le reazioni internazionali
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha confermato tramite i social che “Caracas è stata bombardata” e ha richiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione degli Stati Americani. In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che il governo sta seguendo attentamente la situazione con particolare riguardo alla comunità italiana presente in Venezuela.
Oltre agli incendi e ai danni causati dai bombardamenti, diverse zone della città hanno subito interruzioni di corrente. La Cnn e altri media internazionali hanno confermato che la zona meridionale della capitale, vicino alla base militare colpita, è rimasta al buio. Anche gli stati di Miranda, Aragua e La Guaira hanno riportato danni. Tra le infrastrutture colpite, ci sarebbero il palazzo presidenziale di Miraflores, il Fuerte Tiuna e l’aeroporto della Carlota.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).






