Esteri

Trump sbaglia a censurare. Ma la morale dai dem anche no

Quelli che sponsorizzano la cultura woke si permettono di impartire lezioni al presidente americano

La chiusura del programma di Jimmy Kimmel Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Trump sbaglia, e sbaglia di grosso, a censurare i suoi detrattori. La libertà di opinione non si difende eliminando quella degli altri. Ma attenzione: non facciamoci impartire lezioni di morale dalla internazionale dem, liberal e socialista che per anni, a suon di tasse, obblighi, divieti e prepotenze ha imposto a tutti il vero pensiero unico – woke, ecodistopico, statalista – e ancora oggi in Europa e in buona parte dell’Occidente bolla ogni voce fuori dal coro come “fascista”, “odiatore”, “negazionista climatico”, e chi dissente dalla vulgata è da mettere in galera o da trattare come reietti a cui sputare in faccia.

Trump rispetto a tutto questo è stato una salutare rottura, ma se inizia a censurare non sarà la soluzione. La vera sfida resta quella di scardinare l’egemonia culturale che ha preteso di riscrivere il linguaggio, la scienza, l’economia e perfino la vita privata delle persone piegando tutto sulla base delle proprie ideologie. Lo si deve fare con provvedimenti concreti e non zittendo i detrattori con la censura. Ma chi oggi si scandalizza per le censure di Trump dovrebbe guardarsi allo specchio: la libertà non è a senso unico e non va agitata solo quando fa comodo.

Andrea Bernaudo, 24 settembre 2025

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