Trump sbaglia, e sbaglia di grosso, a censurare i suoi detrattori. La libertà di opinione non si difende eliminando quella degli altri. Ma attenzione: non facciamoci impartire lezioni di morale dalla internazionale dem, liberal e socialista che per anni, a suon di tasse, obblighi, divieti e prepotenze ha imposto a tutti il vero pensiero unico – woke, ecodistopico, statalista – e ancora oggi in Europa e in buona parte dell’Occidente bolla ogni voce fuori dal coro come “fascista”, “odiatore”, “negazionista climatico”, e chi dissente dalla vulgata è da mettere in galera o da trattare come reietti a cui sputare in faccia.
Trump rispetto a tutto questo è stato una salutare rottura, ma se inizia a censurare non sarà la soluzione. La vera sfida resta quella di scardinare l’egemonia culturale che ha preteso di riscrivere il linguaggio, la scienza, l’economia e perfino la vita privata delle persone piegando tutto sulla base delle proprie ideologie. Lo si deve fare con provvedimenti concreti e non zittendo i detrattori con la censura. Ma chi oggi si scandalizza per le censure di Trump dovrebbe guardarsi allo specchio: la libertà non è a senso unico e non va agitata solo quando fa comodo.
Andrea Bernaudo, 24 settembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


