Trump tradisce i curdi, pessima notizia

È notizia di queste ore che la Casa Bianca ha dato ordine ai 1100 militari americani di stanza nel nord della Siria di smobilitare e lasciare campo libero alle forze armate turche per procedere contro i guerriglieri curdi delle Ypg. Si tratterà di una vera e propria invasione di terra, annunciata in passato e, di fatto, in corso dalle prime ore di questa mattina quando l’esercito turco ha spostato truppe, tank e veicoli corazzati verso il confine.

Stephanie Grisham, la portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato: “la Turchia lancerà presto un’operazione militare nel Nord-Est della Siria, azione da tempo programmata, e che per questo le truppe americane verranno spostate e non saranno più nell’area circostante”. La Grisham ha continuato dicendo che: “Le forze armate degli Stati Uniti non sosteranno questa operazione e, avendo sconfitto il califfato territoriale dello Stato Islamico, non saranno più nell’area circostante».

La signora Grisham ha anche aggiunto, con una nonchalance più francese che americana, che da ora non poi sarà la Turchia, e non gli Stati Uniti, a prendersi la responsabilità per tutti i combattenti dell’Isis provenienti dall’Europa, o da altri parti del mondo, che sono stati catturati negli ultimi due anni dopo la sconfitta del califfato territoriale a opera degli Stati Uniti.

Possiamo immaginare quanto saranno rispettate le convenzioni di Ginevra dopo aver messo i lupi a guardia del gregge, anche se quel gregge in passato si è macchiato di crimini inenarrabili. La decisione di lasciare i Curdi in pasto ai Turchi è arrivata dopo di una telefonata tra Donald Trump ed Erdogan, telefonata durante la quale i due leader hanno discusso del conflitto in Siria e stabilito di incontrarsi a Washington nel prossimo novembre.

Quello che lascia stupiti è che il Nord-Est della Siria, per un’area pari a un quarto del paese, nel 2013-2014 era stato invaso dall’Isis, e solo l’intervento delle truppe americane, affiancate proprio dai guerriglieri curdi delle Ypg, Unità di Protezione Popolare, permise di sconfiggere i jihadisti e liberare inizialmente Al-Raqqa, nell’ottobre del 2017, e in seguito tutta la regione.

La stessa Ypg che viene in queste ore lasciata da sola, e se non è tradimento questo è difficile trovarne uno più lampante, a fronteggiare uno dei più potenti eserciti della Nato in una guerra dove la vera perdente sarà la credibilità degli USA e del suo Presidente.

Credibilità a pezzi davanti agli altri alleati, Israele prima di ogni altro, che sentiranno in questa decisione decine di sirene d’allarme e vedranno come per Washington sia facile cancellare gli alleati con un colpo di spugna come fossero segni di gesso su una lavagna.

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28 Commenti

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  1. @DavideV8. Chiedo venia Le ho attribuito una parte del testo di Stalin. Confermo invece quanto ho scritto, pur sapendo che Stalin mentiva spudoratamente. Ma il mio concetto di libertà non è solo negativa, perché fame e malattie la rendono inesistente se non possono essere affrontate. E ripeto la libertà economica è fondamentale, ma risolve i problemi solo di alcuni.

  2. @DavideV8.Caro Davide, premesso che Roosevelt è unanimemente considerato uno dei più grandi presidenti della storia Usa, una domanda : senza il new deal chi avrebbe sottratto alla morte per fame 25 milioni di americani? Il mercato? Non credo proprio, ma il liberismo ideologico ha cercato di far passare questa visione inesistente. La libertà non è mai solo negativa, lo ha spiegato molto bene Amartya Sen, ma assume caratteristiche positive (che libertà sarebbe la mia se non potessi assicurare le cure ad una persona cara). Sono assolutamente d’accordo che si ha libertà dove non esiste sfruttamento, povertà, dove esiste la disponibilità di beni fondamentali, ma questi non possono essere assicurati dal solo egoismo delle forze di mercato. Che libertà si chiede Lei può avere chi rischia di perdere il lavoro; nessuna se non esiste una tutela che certo non gli sarà garantita dal solo mercato. La libertà economica è fondamentale, ma fa pochi vincitori e molti sconfitti, per i quali è necessario prevedere delle forme di salvaguardia. Un’ultima considerazione su questo : se i paesi europei hanno tassi di mortalità inferiori per singola patologia a quelli Usa e se l’aspettativa di vita da noi è in costante aumento, mentre da loro, negli ultimi tre anni, è in continuo calo, forse una giusta coniugazione di libertà e servizi di welfare è la risposta migliore. Anche perché la vita umana é più importante del pil che, come diceva Bob Kennedy, misura tutto tranne quello per cui la vita merita di essere vissuta. Cordialmente.

    • Tra l’altro,caro Branzanti,negli USA con una sanità basata sulle assicurazioni hanno,in rapporto al pil federale,una spesa superiore di quella italiana.
      Uno si chiede come possa essere possibile dal momento che se nn sei un diseredato le tue cure,se sprovvjsto di assicurazione,si fermano ad un primo soccorso raffazzonato.
      La risposta l’ho trovata quest’estate guardandomi la serie “the resident” sulla rai 1(o 2? Nn ricordo precisamente) e ho capito il dilemma.
      In USA hanno un enorme problema di povertà,altro che disoccupazione al 3%,e gli ospedali tengono per le palle i dottorandi con la minaccia,se si azzardano a mettere in pratica il giuramento d’Ippocrate,di essere bollati in modo imperituro con prospettive di carriera di molto ridimensionate.
      Consiglio caldamente la visione di tale serie.
      Quando entreranno in recessione per Trump credo che sarà il momento di espatriare.

      • Restrizioni all’offerta: il numero di nuovi medici negli Usa è sostanzialmente lo stesso da 40 anni a questa parte, nonostante la popolazione sia aumentata di quasi il 50% e nonostante la ovvia maggiore domanda di servizi sanitari.
        Questa è la FOLLIA di una corporazione che restringe l’accesso alla professione in modo indegno (praticamente in tutto il mondo), e di un sistema legale pubblico che le consente di farlo.
        D’altronde, visto che gli errori medici sono la terza causa di morte negli Usa (circa 250k morti, circa il 10% del totale dei morti), perchè non affidarsi ciecamente a loro?
        E perchè non farlo anche in Italia, con le nostre migliaia di morti ogni anno per infezioni ospedaliere, nel loro menefreghismo?

        Corporazione che sta facendo lo stesso in Italia: da anni raccontano la balla per cui bisogna formare “pochi medici” altrimenti “non c’è qualità”.
        Vedrete quanti soldi pretenderanno tra 5/10/20 anni. Vedrete e piangerete.
        Perchè il pubblico non sarà assolutamente in grado di sostenerne il peso, e se anche lo facesse li paghereste comunque con le tasse.
        E la colpa non sarà “del mercato”, ma dello statalismo becero, ignorante, miope ed avido che ha agito negli ultimi anni e tuttora agisce in tal senso.

        I dottorandi, gli studenti, gli specializzandi, sono semplicemente POCHI, molti meno di quelli che dovrebbero essere, e di quelli che vorrebbero fare quel lavoro, ma trovano porte sbarrate.
        In nome della qualità al servizio dei pazienti, ovviamente.

    • 1) Roosevelt è considerato bene da chi? Da Obama? Dai fan dello statalismo keynesiano che pensano le stesse cose errate?
      Roosevelt è stato dannosissimo per gli Usa. Dannosissimo. Ma per saperlo bisogna studiare e capire, e non accontentarsi delle banalità statolatriche che insegnano.
      2) La grande depressione è frutto della negazione del mercato: espansione monetaria prima, rigidità dei mercati dopo.
      Quello che forse non sa è che fu una crisi creata nel decennio precedente, quando con la creazione della Fed cominciarono a pompare soldi, gonfiando i mercati e quant’altro (come prima della crisi del 2008).
      Poi quando tutto scoppia (come nel 2008) diventa colpa del fantasma formaggino (come nel 2008).
      La quantità di balle razionalmente incosistenti che raccontano è inarrivabile.
      Se le banche falliscono, onestà intellettuale vuole che si capisca perchè sono fallite.
      3) La libertà è negativa. Ripeto la provocazione: se è d’accordo con Stalin e non con Locke, non le sembra che ci sia qualcosa su cui riflettere?
      4) L’aspettativa di vita negli Usa è minore perchè la gente ignorante ha un pessimo stile di vita, mangia porcherie, ed 1/3 della popolazione è obeso. Con differenze razziali importanti, peraltro, che spiegano discreta parte della differenza.
      5) Il sistema sanitario Usa è inefficiente non perchè non sia pubblico (sa che il loro pubblico spende tanto quanto il nostro, rispetto al pil?), ma perchè è il trionfo – contro il mercato – delle lobby e delle restrizioni dell’offerta, a cominciare da quella dei medici (ma noi li stiamo intelligentemente copiando, fidandoci delle scemenze che raccontano per poterlo fare).

      • Caro Davide, qualche considerazione su alcuni punti.
        1. Roosevelt è considerato un grande presidente dalla larga maggioranza degli storici, dei politologi e degli economisti, non da una minoranza di liberisti ideologici. Esercitò una leadership efficace, fornendo obiettivi di rinascita ad un paese caduto nel baratro, seppe infondere fiducia e guidare con forza il paese in una guerra iniziata con la più rovinosa e vigliacca delle aggressioni. I suoi interventi di welfare saranno stati ispirati dallo statalismo, ma salvarono da morte certa, per fame e malattie, milioni di suoi concittadini. Nel mio pantheon personale troverà sempre posto.
        2. La popolazione Usa è obesa (40%) e mangia male, ma non solo perché è ignorante, soprattutto perché il junk food è l’unico alla portata dei suoi modesti redditi. Ho avuto modo di acquistare frutta e verdura in alcuni negozi Whoole food, è di buona qualità, ma i suoi prezzi sono inaccessibili per la maggioranza degli americani; il problema è economico.
        3. So bene che in percentuale sul pil gli Usa spendono per la sanità pubblica quanto la Germania, i risultati sono molto inferiori. A mio avvuso dipende da un sistema centrato non sul malato, ma sugli interessi di alcune lobbies, assicurazioni ed industria farmaceutica assai prima dei medici; ma sono lobbies che finanziano (o corrompono?) la politica.
        Le giustamente critica il ruolo delle lobbies, ma la loro crescita è un effetto inevitabile del mercato, almeno quanto dei sistemi corporativi.
        Sui medici italiani posso dirle che ho molti amici, alcuni fraterni, nella categoria e, per esperienze passate, conosco dall’interno il sistema sanitario e Le posso assicurare che le sue critiche possono rigurdare solo una minoranza di loro. Moltissimi sentono davvero la responsabilità della loro professione ed agiscono in conseguenza
        4. La libertà. Io credo non possa essere solo di, ma anche fa. È più importante la libertà di portare armi o di essere al sicuro da chi porta armi? Casco e cinture di sicurezza sono costrizioni, ma hanno salvato molter vite in incidenti. È una restrizione accettabile? Per me si. E comunque, caro Davide, mi scusi la franchezza, non è rivolta a Lei e non vuole essere irriverente, ma, se in Italia, la libertà fosse solo DI, io sarei vedovo. Cordialmente.

        • Postilla. La libertà non può essere solo di, ma anche da.
          Ed il numero chiuso alla facoltà di medicina è come la corazzata Potemkin per Fantozzi.

  3. In sintesi : Trump si è ritirato unilateralmente dal Jcpoa, accordo non perfetto, ma che consentiva di mantenere un livello di controllo sul nucleare iraniano oggi saltato (e quando gli hanno detto che pacta sunt servanda si è imbufalito ricordando che odia lo spagnolo).
    Ha attaccato qualsiasi istituzione internazionale capitasse a tiroo,compresa la Nato caposaldo di settant’anni di politica estera Usa.
    Ha compiuto spericolate contorsioni sull’applicazione di dazi punitivi nei confronti di quelli che dovrebbero essere gli alleati, oggi trattati alla stregua di nemici.
    Il capolavoro di oggi è la sintesi, con l’abbandono dei curdi nelle mani feroci di Erdogan e con gli israeliani che certamente pensano che il solo spostare l’ambasciata non offre tranquillità con un soggetto così imprevedibile.
    Tralascio ogni riferimento a diritti umani, ambiente, contrasto alla corruzione perché so che sia a Trump che ai suoi convinti sostenitori, come dicono a Roma nun gliene po frega’ dde meno.
    La credibilità internazionale degli Usa e la fiducia nei confronti del paese sono state spazzate via
    Naturalmente è colpa di Obama, di Biden, della dea Kali e del mago Otelma, anche se al dipartimento di stato, al pentagono e nelle ambasciate si stanno davvero preoccupando.
    Suggerisco per le prossime trattative con gli Usa, stante l’aleatorieta’ della situazione, di non inviare diplomatici, ma allibratori. Con il suo passato di biscazziere, Trump si intende meglio con loro (peraltro ha fatto bancarotta pure lì).

    • In sintesi:
      -l’Iran da anni fa quello che gli pare col nucleare, e riesce a fare fessi giusto statisti di primo piano come la Mogherini.
      -la maggior parte delle “istituzioni internazionali” ormai sono solo un covo di parassiti che pensano di essere proprietari del mondo, e quindi di avere il diritto di imporre la loro agenda statalista, terzomondista, ecotalebana, a tutti. Smantellare e depotenziare.
      -nella Nato è comprensibile ricordare ai soci anche che non devono pagare tutto gli Usa.
      -gli “alleati” sono stati condannati dal WTO per quella mangiatoia pubblico – assistenziale chiamata Airbus, che ha quindi danneggiato gli Usa e la loro industria con una concorrenza sleale (e poi vedremo se per Boeing sarà lo stesso). Curioso comportamento per “alleati”.
      -occorre cominciare ad entrare nell’ottica di un’Europa che tende sempre più a diventare unione sovietica, e quindi rendersi conto che potremmo essere noi quelli dalla parte sbagliata.
      Anche se sui giornaletti di propaganda scrivono il contrario.
      Immagino sulla Pravda scrivessero lo stesso.
      -il caos siriano – e non solo quello – è opera del nobel per la pace Obama, ma veramente, quindi le battutine sono irrilevanti.
      -ripeto che i conti si faranno più avanti: abbiamo visto negli ultimi 20 anni i “successi” di certe politiche eccessivamente interventiste all’estero.
      -sì, tralasci, perchè sull’ambiente, come le ho già spiegato, ha totalmente ragione Trump a volersi sottrarre all’agenda che rappresenta la più grande minaccia per la libertà e per l’uomo dai tempi di Stalin.
      -quando pensa ai “diritti umani”, pensi a come vogliono farci diventare schiavi con quella mostruosità marxista chiamata “green new deal”.
      -Trump non è certamente perfetto. Ma al momento ci dobbiamo accontentare, stante la completa distruzione culturale ed ideologica della classe politica Usa, del tutto incapace di partorire e far emergere personaggi minimamente degni di fare quel lavoro.
      Se pensiamo che i repubblicani hanno appoggiato anche gente come Bloomberg, la situazione è molto peggio di quanto si creda.

      • Gentilissimo Davide, davvero in Lei mi rivedo giovane (spero non La infastidisca), pienamente convinto del ruolo degli Usa come faro dell’umanità; Lei argomenta meglio, ma mi rivedo a scrivere appassionate parole a favore di quel paese (da qualche parte potrei ritrovare articoli ed interventi in questo senso).
        Vede, più di quarant’anni fa, giovane dirigente della Federazione Pallavolo, intervenni a due esibizioni che una selezione della famigerata DDR sostenne in Romagna. Un evento organizzato dal Pci e collaterali con chiaro obiettivo politico. Dopo la seconda partita, finimmo a cena (si fa per dire) in una sezione comunista a Forlì ed alla tavolata mi trovai di fronte due giovani coniugi. Indossavano una camicia di disegno e colore davvero scadente, ma alla domanda da dove provenisse mi risposero, come parlando di una reliquia, che l’avevano comprata nella Germania democratica. Dopo i fatti dell’89-91 mi è capitato di ripensare a quelle due persone, al tumulto che doveva avere sconvolto la loro fede e che, magari, alle ultime elezioni cittadine, avranno votato per il centrodestra, vincente per la prima volta. Non sapevo che il mio 89 sarebbe stato il 2016 e che il mio muro di Berlino sarebbe stato Trump. Anche perché ho capito che la mia posizione pro Usa (o filoamericana) aveva caratteristiche ideologiche, dogmatiche non dissimili dalla passione dei due giovani camiciati per l’orrore della DDR. Non voglip paragonare gli Usa con la Ddr (non ancora almeno, ma se continua Trump chissà), ma l’approccio ideologico (sto parlando solo di me) impedisce di comprendere i limiti, i difetti, le storture di ciò che abbiamo davanti. E così di Trump non posso proprio accontentarmi. Cordialmente.

        • Caro Branzanti,il tuo rimembrare segue una linea ben tracciata,divide il grano dal loglio.
          La fede del raziocinio.
          È indubitabile che un occidentale guardi con occhio benevolo verso gli USA e cerchi in essi molte delle risposte legate al governo dei propi Stati.
          Nn si può negare che nella loro giovane storia abbiano dato prova di essere padroni delle propie paure e,affrontandole a viso aperto con una ingenuità di fondo che li ha fatti amare dalle persone a cui hanno regalato l’attuale libertà di pensiero,di parola dentro ad un guscio protettivo chiamato democrazia permettendogli di crescere al riparo dai totalitarismi.
          Ovviamente ad oggi è ridicolo tirare fuori codeste “virtù” di cui abbiamo goduto grazie,in larga parte,agli interventi statunitensi nella seconda guerra mondiale. I nostri dazi li abbiamo pagati abbondantemente e ancora oggi insistono nei territori di più loro aggrado,insediamenti militari in cui essi si autogestiscono in regime giudiziario interpretato come un porto franco e la vicenda del Cermis è li con i suoi morti senza nessuna giustizia fatta,a ricordarcelo in continuazione.
          Furono “ingenui” e fortunati,ma si sa che la fortuna aiuta gli audaci,ma già nel primo dopoguerra si fecero molto più scaltri e col tempo si fecero crescere un pelo sullo stomaco irto come una selva. É in quel momento che ci fu,in occidente,la chiusura degli occhi in cambio di una crescita economica sempre meno equa.
          Il liberalismo finì nello stesso istante che in Italia Croce ed Einaudi nn ebbero un seguito e,con gli occhi chiusi da un fazzoletto di seta in cui baluginare era facile,l’occidente si mise in fila dietro ai suoi armigeri.
          Sicuramente migliori di quelli dell’altro schieramento,ma pur sempre impietosi nel chiedere dazio.
          Ci furono,sempre per stare alla nostra storia patria,le occasioni per redimere una via liberalsocialista allo sviluppo e il caso dell’eni di Mattei ne è stato il primo e più luminoso caso. Ma sappiamo com’è finita la sua vita e con essa,dietro un muro di gomma bipartisan,ci avviammo alla trista vita del mendicante tenuto sempre pasciuto per amor di verità,s’intende.
          Io al contrario di te,caro Branzanti,sono sempre stato un tiepido verso gli USA.
          In gioventù addirittura li aborrivo,ma era podromico al mio essermi sempre interessato di politica e al fatto che le notizie erano veline sempre di parte.
          Anche qui sempre di bipartisan si tratta.
          Veline bipartisan in cui la “verità” era segnata su ognuna di esse,da qualunque parte arrivasse.
          Con la mia crescita e l’arrivo della rete iniziò il flusso sempre più copioso di notizie il cui contenuto era deflagrante!
          Cadevano muri di gomma e propaganda come in un domino. E fu lì che ebbi fede negli USA in cui si era da poco insediato il Clinton Bill. Un liberalsocialista quasi in purezza che del web capì l’importanza tanto che parlava di digital divide già nel 1996 e dal web fece riemergere gli USA da un declino quasi inevitabile rendendogli ancora una nuova frontiera da conquistare.
          Paradossalmente,la sicumera di essere gli unici in grado di rendere il web un posto dove ridisegnare un futuro mondiale legato all’equitá sociale a reso i “liberal” nuovamente “ingenui” e nel tal paradosso si sono riscoperti audaci.
          Ci sono ampie visioni al loro interno che si spargono da un loro estremo all’altro,ma è indubbio che sia nel loro campo che usciranno le idee che renderanno ancora l’occidente il faro del Mondo.
          Reputo Trump un errore di valutazione da nn rifare più,ovviamente. Altrimenti si entrerà nel diabolico! 🙂
          Vedremo alle primarie chi uscirà e nn credo che sarà Biden o la Warren. A questo girò si apre un nuovo ciclo basato sulla redistribuzione legata a una visione dove il punto da invidiare si innesterá in coloro che fanno della competenza,del merito,il loro vivere. Oppure ci si volta indietro e ci si ringinocchierá davanti ad una fantasia regressista e anti illuministica.

          • Caro Orlo ti ringrazio per il tuo commento. Appartengo alla generazione dei baby boomers (sono del 1955) che non ha conosciuto gli orrori della guerra, se non nel racconto dei genitori, ed ha sempre dato per scontato la propria libertà di scelta e di pensiero, protetta dal sistema democratico. Chi si riconosceva in quella libertà, come scrivi tu, non poteva che guardare con occhio attento, e maggiore o minore adesione, gli Usa; anche quando pagavamo dei dazi come il Cermis. Dopo la fine del sistema sovietico molti hanno davvero creduto alla fine della storia (io no) e che il trionfo della democrazia liberale fosse irreversibile. L’ultimo decennio ha clamorosamente smentito tale previsione e la democrazia è stata messa in discussione da forze inizialmente guardate con sufficienza, poi con preoccupazione. La circostanza che il più virulento di questi fenomeni si sia scatenato in quella che consideravamo la culla della democrazia non poteva che provocare sgomento e revisione di molte idee consolidate. Credo anch’io che Trump sia un errore di valutazione da non rifare, se vogliamo dare una speranza alla democrazia ed allo stato di diritto. Cordiali saluti.

        • Caro Alfredo, brevemente:
          -apprezzare alcune mosse controcorrente di Trump significa proprio aver compreso i limiti degli Usa, non santificarli, ed appoggiare a volte un cambio di rotta rispetto al recente passato.
          Il tema è che su tante cose non sbaglia Trump, ma sbagliano ed hanno sbagliato altri, negli Usa, che non sono affatto perfetti, anzi.
          -la politica estera dei soldati sempre in tutto il mondo in pianta stabile, dopo i risultati fallimentari degli ultimi 15 anni, è una di quelle cose da rivedere.
          -il “faro” corrisponde più all’idea di un esercito sempre in giro per il mondo. E’ proprio su questo che Trump, forse, fa marcia indietro.
          -non c’è nulla di male nell’appoggiare le “ideologie” (preferisco dire “idee”) giuste. Il problema è quando si appoggiano quelle sbagliate.
          Il pensiero e la filosofica politica, economica, sono fatti di idee e di “ideologie”.
          -io paragono eccome gli Usa di Obama, dei loro media contapalle, del loro controllare in modo totalitario ed oppressivo persone e comunicazioni, della dittatura del politicamente corretto che epura chi non si allinea al pensiero unico, alla DDR.
          Non vedo perchè non farlo.

          • Caro Davide certamente una minore presenza delle truppe Usa nel mondo non sarebbe negativo, ma andrebbe attuata in modo programmato e senza abbandonare al proprio destino un popolo orgoglioso che ha combattuto per te. In questo ed in altri ambiti le mosse di Trump non le definirei controcorrente, ma contraddittorie e, spesso, incomprensibili. Sono assolutamente d’accordo che le idee debbano essere un riferimento fondamentale, le ideologie (che per chi ha la mia età sono il comunismo ed il nazismo), con il loro corollario di acritica accettazione e di assenza di dibattito non sono un riferimento per chi crede nella libertà delle persone. Non condivido invece in alcun modo un paragone fra Obama e la Ddr. Vede, in occasione di quella trasferta della nazionale di volley ebbi la sola occasione di contatto con quel paese (ho visitato i paesi dell’ex patto di Varsavia solo dopi il 90), in quanto mi fu affidato l’incarico di riceverli a Milano e di accompagnarli in Romagna. Il capodelegazione era l’unico con cui parlare ed aveva un aspetto simile a quello di alcuni personaggi de Le vite degli altri. Ricordo ancora che quando ci fermammo in Autogrill ordinò lui per tutti diciassette panini al salame e diciassette Coca Cola (ahi ahi) e che l’episodio mi fece accapponare la pelle. No non c’entra proprio niente con Obama, che ha solo cercato di trovare, probabilmente sbagliando, un rimedio a problemi drammatici della larghissima parte della popolazione, come l’inaccessibilita delle cure mediche. Io, che ho sempre pensato che il welfare non debba essere invasivo e che posseggo un’assicurazione sanitaria integrativa da moltissimi anni, ho potuto purtroppo apprezzare la disponibilità di un servizio sanitario pubblico che garantisce, da cinque anni, sofisticate e costose cure ad una persona a me molto vicina. Che in Usa non avrebbe ricevuto un livello nemmeno paragonabile, per continuità ed efficacia, di cure. Credo che una larga maggioranza di cittadini Usa, se sapesse cosa in realtà si nasconde, sotto l’assurda vulgata del socialismo, nel welfare europeo, vorrebbe immediatamente fare cambio. Nelle quattro libertà di Roosevelt c’era anche quella dal bisogno, una lezione che il liberismo ideologico (non tutti i liberisti lo sono) ha completamente oscurato.

          • Caro Alfredo, non vedo alcuna contraddizione nel voler ritirare un po’ di truppe.
            E’ inevitabile che ogni volta si scelga di non intervenire, o di ritirarsi, ci sia qualcuno cui viene negato appoggio, e che rimane sostanzialmente fregato. Spesso è spiacevole, certo. E può essere un errore.
            Siano coreani, vietnamiti, o chiunque altro.
            Ma, ripeto, i conti si faranno dopo: le chiare minacce di Trump alla Turchia potrebbero essere molto più efficaci dei discorsi da parolai col nobel, o di truppe all’estero in pianta stabile ottenendo disastri (basti vedere cosa sia successo in Iraq).

            Il paragone tra gli Usa degli ultimi 10 anni, di cui Obama è solo la punta dell’iceberg, e la DDR, è perfettamente lecito dato che c’è da un lato un livello di controllo, in stile 1984, probabilmente superiore a quello della DDR, data la tecnologia oggi disponibile.
            Dall’altro, la restrizione delle libertà che sta avvenendo, in modo continuo e drammatico, è frutto delle stesse idee che giustificavano quanto avveniva in DDR: in nome del “bene comune” si impone il pensiero unico, e si toglie sempre più libertà di scelta, dignità ed indipendenza alle persone.
            Questo fa chi vorrebbe semplicemente vietarla o ipertassarla, la Coca Cola, perchè lo stato etico crede sia di sua competenza ciò che mangio e bevo (preciso che non ne bevo praticamente mai proprio perchè la ritengo malsana, così sgombriamo il campo da ogni conflitto di interessi).
            Ed anche il salame lo vedo male, in quanto chiaramente nemico di una minoranza religiosa, e quindi da bandire per tutti in nome del “rispetto”.
            Su alcune cose non siamo ancora a quei livelli chiaramente, ma su altri sì.

            Roosvelt: credo sia in pole position per giocarsi con Obama il ruolo di peggior presidente Usa di sempre.
            La sferzata di statalismo oscena di cui si è reso protagonista, che ha rovinato dalle fondamenta gli Usa, è qualcosa di ingiustificabile, e che è stato giustificato solo dalla sua propaganda nel riscrivere la storia economica di quegli anni.
            Se c’è un esempio di “la storia la scrivono i vincitori”, la grande depressione è forse l’esempio principale.
            Tra gli altri, solo Milton Friedman ed Anna Schwatrz, oltre a Rothbard, hanno scritto qualcosa di utile per capirla. Ovviamente del tutto diverso rispetto alla vulgata keynesiana.

            Le “4 libertà”, ed in particolare quella che cita, sono appunto un cambiamento ideologico (vede che siamo sempre lì) in direzione del tutto opposta a qualsiasi genere di liberalismo.
            Le libertà vere sono negative: liberi dalla costrizione imposta da altri esseri umani.
            La “libertà dal bisogno” che cita è invece una cd libertà positiva, e come tale niente altro che una costrizione, violenta, imposta ad altri esseri umani.
            Non a caso assomiglia moltissimo all’idea di libertà che aveva Stalin, di cui le dedico una citazione presa dalla sua pagina su wikipedia:
            https://it.wikiquote.org/wiki/Iosif_Stalin
            “Noi abbiamo costruito questa società non per ledere la libertà personale, ma perché la persona umana si senta realmente libera. L’abbiamo costruita nell’interesse di una effettiva libertà personale, di una libertà senza virgolette. Per me è difficile immaginare quale può essere la “libertà personale” di un disoccupato che ha fame e non trova lavoro. La libertà effettiva si ha soltanto là dove è abolito lo sfruttamento, dove non c’è oppressione di una persona da parte di un’altra, dove non c’è disoccupazione e accattonaggio, dove l’uomo non trema al pensiero che domani potrà perdere il lavoro, l’abitazione, il pane. Soltanto in tale società è possibile una libertà personale, e qualsiasi altra libertà, effettiva e non fittizia.”
            Forse, se nel dibattito attuale la concezione di libertà assomiglia più a quella di Stalin che a quella dei filosofi liberali, qualche domanda dovremmo farcela, non crede?

  4. Stiamo a vedere, perchè i conti si fanno alla fine, non prima.
    In linea di massima, non è sbagliata l’idea di Usa che non stiano in pianta stabile ovunque (i libertari Usa la pensano così da molti anni), perchè abbiamo visto benissimo come non funzioni, nemmeno quando a capo c’è un nobel per la pace.
    Poi in concreto non mi sbilancio.
    Visto che è stato citato, a sproposito, Reagan, ricordo che questi non si è distinto per invio e permanenza di truppe all’estero. Anzi.
    Al limite qualche bombardamento per far ragionare gli irragionevoli.

  5. Hai fatto molta confusione,caro Cambiasso.
    Lo sciita a Baghdad arrivò dopo un altro vostro idolo. Il Bush jr,quello del “gog e magog”,per intenderci.
    Il Bush senior puntava sull’altro figlio,Jeb,ma il “cristiano redento” parve molto più adatto per smerciare l’armamento residuale(financo il residuo di uranio impoverito si distribuí sul territorio iraqeno)e la sua totale insipienza fece la felicità di bravi ragazzi sullo stile di Cheney Dick.
    I 30 miliardi di export seccamente perso,altro che il miliardino segato dalle sanzioni russe come piace ricordare al tuo “capitan fracassa”,sono scaturiti dall’iniziativa del tuo “idolo della bancarotta” di daziare chiunque nn accettava “America first” come mantra sovra-sovranista( 🙂 ) per ridurre il popolo iraniano a più miti consigli.
    Ovviamente da un bancarottiero dedito ad ogni capriccio reso esaudito nn è parso vero che gli iraniani hanno tenuto ben dritta la schiena,temprati dalla guerra degli 8 anni voluta dall’altro idolo di voi amici del fracassa,il “mitico” Reagan.
    Certamente il Blair è uno dei miei politici di riferimento benché nell’ultimo tratto della sua vita politica si sdraio ai piedi del Bush jr. Ma i suoi primi anni sono stati la molla del realizzo di una visione del liberalsocialismo applicato.
    Daltronde anche un altro grande del panorama(un’ avanguardia)lib-lab quale fu il Craxi,nn comprese appieno le potenzialità della UE tanto da snobbare l’entrata alla pari di Francia e Germania nel consorzio airbus,ma la sua visione è stata di tracciatura del solco in cui il Renzi ha inserito anche la cultura sociale della sinistra cristiana che,ad oggi, è attaccata ai massimi livelli(papa Francesco)dai regressisti nascosti sotto le gonnelline delle versioni ortodosse del credo di Pietro.
    Caro Cambiasso,oltretutto mi avevi illuso con una premessa di narrazione rapida…invece sei stato molto prolisso.
    Bravo! 😉

  6. i curdi potevano anche allearsi con Assad ed i russi, ma fecero la scelta scellerata di ubbidire alle volontà statunitensi.
    Prima illusi di formare uno stato e poi abbandonati alle grinfie turche. Per combattere un nemico che gli stessi stati uniti hanno per certi versi incentivato: l’isis ed ora che i russi li hanno sconfitti, gli americani propagandano il loro impegno per la loro lotta al califfato.
    La Turchia è un nostro alleato e per spirito di corpo atlantico nessun governo oserà obiettare al prossimo imminente sterminio.
    L’unica speranza di salvezza per i curdi è accettare la Siria di Assad e consegnare i propri territori al legittimo Stato siriano.
    Conseguenze del conflitto? migliaia di profughi alle porte d’Europa.
    L’arma umana usata per scardinare l’antagonista potenza commerciale europea.
    E cosa dirà la sinistra che ha supportato lo YPG anche con combattenti italiani?

    • I curdi sono entrati in possesso di quei territori in modo abusivo come ribelli armati in aperta guerra civile con lo stato Siriano. Chi li ha armati ed illusi che quei territori sarebbero diventati loro e’ l’america di Obama, quella responsabile della guerra civile siriana. I curdi non avrebbero combattuto l’ISIS per restituire il maltolto ad Assad e quei territori occupati, al pari dell’esistenza stessa dell’ISIS, nom sarebbero mai stati oggetto di una contesa senza che Obama ed i suoi alleati sunniti avessero armato ribelli contro Assad. Trump ora deve prendersi la responsabilita’ dei disastri ereditati dal suo sucessore. Il nobel per la pace Obama ha sponsorizzato 4 golpe in 8 anni, 2 sono riusciti (Libia ed Ucraina) e 2 sono falliti, Siria e Turchia. A chi s’accanisce contro quest’amministrazione Usa rivolgerei una semplice domanda, quanti Golpe o conflitti armati sono stati scatenati dal 2016 ad oggi? Anticipo che se qualche fazioso sacentino mi rispondera’ non saro’ stupito di leggere mille parole per sintetizzarne (o meglio giustificarne) una, ZERO.

      • Quelle che tu chiami “golpe” nn sono altro che normali attività di intelligence che hai tempi di Obama funzionava ancora bene.
        Nn credere che dietro Guado nn ci fosse lo zampino della cia sotto mandato di Trump.
        La differenza sta tutta nei risultati,tutti,fallimentari del tuo idolo. Il quale sta rendendo ogni straccio di accordo fatto in passato carta straccia…sostituendolo,mi si scusi la battuta viste le povere persone a cui tutti questi giochetti da bimbo viziato passano sopra le loro teste innocenti,con la carta da ****,per giunta di seconda mano…
        Obama aveva una visione in cui il MO si sarebbe dovuto autogestire,puntava a rendere la Cina uno Stato più assuefatto ai diritti civili ed era un grande fautore della firma del ttip che sarebbe stato un toccasana per tutto il nostro agroalimentare,per dire un settore che oggi risentirà delle “ire” del bimbi viziato che difendi.

        • Obama aveva le visioni, non la visione.
          Il peggior presidente degli stati uniti dalla loro fondazione.
          Questa sciagurata guerra in Siria è solo ed esclusivamente colpa della incapacità di un presidente eletto solo perchè diversamente colorato.

        • Il mio idolo? Sei ridicolo Orlo, sei tu quello che vive idolatrando dei falliti certificati, renzi, obama, l’UE, ecc…riesci a descrivere i loro disastri come grandi successi come se non ci fossero dei drammatici risultati li fatti per essere giudicati. Citi Guado, me l’aspettavo, e spiegaci campione, quali gravi ripercussioni internazionali ci sono state? Con quale dei 4 esempi che ho citato lo vorresti paragonare? Ucraina, libia, turchia o siria? Ma non ti limiti ad incensare dei disastri cerificati, condisci il tutto con insulti da bar dello sport verso quelli che disprezzi come il povero Farage. Francamente il tuo atteggiamento fazioso è roba da stadio o bar dello sport più che da discussioni politiche e/o geopolitiche. Sei il tipo illuminato di sinistra, non capisci nulla e dai lezioni agli altri. Uno che per documentarsi guarda le serie TV. Lo sapevi che l’obamacare e’ la piu clamorosa torta assicurativa della storia? Che grazie a quello, oltre ad esplodere il debito pubblico americano, i costi assicurativi per le coperture sanitarie sono volati alle stelle x tutti? Sull’iraq il passaggio agli sciiti si concretizza tra le elezioni del 2010 ed il sucessivo ritiro completo delle truppe americane nel 2011, era bush jnr o che so magari snr il presidente all’epoca? L’apoteosi della tua ignoranza arriva con l’idolatrazione del peggior primo ministro della storia inglese, Blair. Io ci vivo in UK amico, conosco nel dettaglio i danni prodotti da quel criminale, per altro c’e’ pure l’Iraq tra le sue perle e metterla sul “s’e’ piegato a Bush” non la fa certo passare come giustificazione. Gli inglesi non lo possono vedere il tuo idolo, è uno dei politici più detestati del regno unito, un po come il tuo renzi, sara’ x questo che è un altro tuo idolo. Continua a regalarci perle di saggezza, almeno ci facciamo 2 risate fenomeno

  7. Caro Cambiasso,nemmeno l’evidenza che uno schierato come lo Sfaradi per gli USA trumpiani,ma più per l’Israele di Netanyahu,ti sbattono in fronte ti rendono gli occhi liberi dalle spesse fette di salame.
    Ciò che lo Sfaradi ha scritto,concedendosi una “attenuante” basata sul confronto di “nonchalance” tra USA e Francia,resta la sola realtà fattuale di un presidente statunitense fallimentare sia al suo interno(recessione sicura alle porte),che nei teatri esteri in primis in MO dove ha appoggiato malamente chi meritava(il principe saudita Mohammed bin Salman bin Abdulaziz al Saud,MBS per gli “amici”)e fortemente chi era da arginare in ogni frangente(il Netanyahu). Lasciando in mano alle crescenti potenze asiatiche Cina e India,le sorti iraniane tra l’altro,per farci i conti in tasca italiani sono per noi ben 30 miliardi di export perso seccamente!
    Insomma nn è questione di essere trumpiano o meno,mi sembra ovvio che sul fronte occidentale il presidente-guida sarebbe ora di cambiarlo con uno meno avezzo alle bancarotte e che come primo incontro post-elezione si fece un faccia a faccia nella Trump tower newyorchese con un pagliaccio dalla bocca larga chiamato Farage Nigel.
    In quanto alla guerra Siria che tu rendi in dote ad Obama per i suoi supporti all’area sunnita,è ovviamente una provocazione o in alternativa una chiara boutade dettata dall’ignorare chi fu il fautore dell’accordo sul nucleare iraniano propio in chiave di riequilibrio dell’area tra i sunniti sauditi e gli sciiti iraniani per porre Israele come ago della bilancia motivandolo all’azione diplomatica di pacificazione.
    Tenendo conto che,come si sta riproponendo oggi,le velleità del “sultano” Erdogan nn vennero prese in considerazione da Obama senza alzate di toni. Oggi invece Trump, col coraggio che soltanto un’essere completamente assorbito dal suo delirio egocentrico in cui l’empatia è merce mai vista affiorata, con molto pelo sullo stomaco può avere,lascia l’unico Popolo laico dell’area e vero artefice della sconfitta sul campo dei miliziani dell’isis,al suo triste destino versando pure evidenti lacrime di coccodrillo per riportarsi sotto l’ala un Saladino a cui a imposto duri dazi fino allo ieri.
    Uno scandaloso esempio di cos’è un “sovranista”!

    • Caro Orletto, da un irriducibile renziano come te cos’altro ci si poteva aspettare se uno tante forbte chiacchiere sacenti se non un poema sul dulla eccetto la faziosita” che ti contraddistingue ogni volta che metti mano alla tastiera. Cerchero’ al contrario di te di essere sintetico, anche perche’ la verita’ non rischiede tante parole a vuoto. I fatti sono questi amico caro, la Turchia e’ un paese della Nato e lo e’ da qusi 70 anni. Gli Stati Uniti hanno usato per tutto questo tempo le loro basi come piattaforma strategica per il medioriente. Poi arriva un grande presidente USA a cui appena eletto dano un premio nobel per la pace, uno degli idoli del tuo amico Renzi come il grande Micron e ci scommetterei pure Blair, quello della guerra in Iraq, che decide di sconvolgere tutti gli equilibri del medioriente e nord africa, oltre che riaprire contenziosi con la Russia. Tutto comincia con la vittoria sciita alle elezioni svoltesi con il presidio dell’america di Obama, forse non ricorderai che con tutti i difetti che aveva il vecchio Saddam, quantomeno era sunnita e quindi facente parte dell’ombrello saudita, come la Turchia del resto. Alche’ al geniaccio Nobel ed il suo egregio staff viene in mente un’idea geniale, rovesciare la Siria per far contenti i vari sunniti. Sfortunatamente poi salta fuori dal nulla l’ISIS, come tutti sanni sponsorizzari dai paesi sunniti, che coincidenza fornisce agli americani la scusa per mettere su l’occupazione siriana sfruttando i poveri curdi come esercito d’occupazione. Ma a quel punto e’ l’Iran che storce il naso, allo la grande amministrazione Obama decide di siglare un grande patto con il nemico di sempre dei suoi alleati storici Israele ed Arabia Saudita. Un capolavoro di cui tutti conosciamo sfortunatamente vari danni collaterali, anni di conflitto inutile che appena e’ intervenuta la Russia si e’ miracolosamente risolto in pochi mesi. Tornando alla Turchia, di certo da sempre nemica degli sciiti, dell’Iran e del siriano Assad, come poteva mai permettere agli Stati Uniti di mettere i curdi in condizione di creare il loro territorio? Hai idea delle ripercussioni che avrebbe sul loro paese un potenziale nuovo stato del curdistan? Piuttosto che permetterlo sarebbe uscito dalla Nato, ma visto che tra armare i loro nemici guidandoli verso l’invasione di un territorio straniero vicino e mettersi a fare lingue in bocca con i nemici giurati iraniani, la grande amministrazione obamiana ha pure pensato di tentare un golpe fallito. Andrebbe aggiunto che Trump fino dalla sua campagna elettorale prometteva il disimpegno dalla Siria e si direbbe che i conflitti americani, quantomeno quelli armati, fin qui siano diminuiti piu’ che aumentato. Su Israele poi contraddici quello che ho criticato nell’articolo, tu parli d’israele come di qualcuno da arginare, quindi hai chiaramente le idee ancora piu’ confuse Sfaradi. Poi parli di presunti 30 miliardi persi con la Cina, ma non si sa bene da escano i tuoi dati, mentre quelli persi con la Russia sono FATTI COMPIUTI! Ultima cosa i fallimenti interni vista l’imminente recessione, forse dovresti informarti su cos’ha fatto la FED da quando e’ stato eletto rispetto alle perle messe in campo durante l’era Obamiana, prima o poi ne pagheremo il conto, ma per gli ignoranti la colpa sara’ di Trump. Meglio sovranisti che ignoranti e’ il mio motto, il tuo presumo sia “Italia Viva”. Stammi bene Orluccio

  8. Un punto di vista molto discutibile e non lo dico da Trumpista convinto, ma da semplice osservatore attento e dotato di buona memoria. Trump e’ per il disimpegno dalla guerra Siriana, lo e’ sempre stato e personalmente glie ne sono grato. Trump e’ per un disimpegno generalizzato da guerre che si sono rivelate tanto inutili quanto costose, nel caso Siriano poi hanno scatenato migrazioni di massa verso dell’Europa di gente che preferiva di gran lunga starsene a casa loro, altro che le orde di migranti economici che hanno invaso il continente. L’ISIS e’ nato grazie all’america di Obama per mano dei suoi alleati sunniti, sia per l’Iraq che per la distensione con l’Iran, ed i poveri Curdi sono stati usati proprio da quell’america obamiana che il mondo sta cercando finalmente di lasciarsi alle spalle. Trump ha ristretto i rapporti con i Sauditi, principali mandanti dell’ISIS e per compensare l’abbandono della Siria ha riacceso il conflitto con gli iraniani. Ora mette a posto un’altra paturnia ereditata dal presidente Nobel per la pace, il guerrafondaio peggiore della storia recente degli USA, quella della Turchia, un paese Nato che si e’ visto sfidato direttamente prima con l’appoggio ai nemici giurati curdi e poi addirittura da un maldestro tentatvo fallito di golpe. E che dire degli Israeliani? Forse l’autore farebbe meglio a ripassare la storia dell’ultimo decennio per quanto riguarda le relazione israeloamericane, potrebbe rendersi conto d’averne sparata una a dir poco grossa. Certo che dispiace per i poveri curdi usati ed abbandonati, ma il dito va puntato su chi li ha armati ed illusi, non su chi adesso inevitabilmente li molla per ristabilire una buona relazione con la molto piu’ strategica ed importante Turchia, membro Nato ed alleata storica degli americani in medio oriente

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