Giustizia

Tutti a criticare Trump, ma questo video virale sbugiarda i paladini della magistratura italiana

Il caso dei giudici americani messi all'angolo da Blumenthal sta facendo il giro del web. Ma la lettura che se ne dà in Italia è completamente distorta

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C’è un video che gira da un po’ sui social. È l’estratto di una seduta della Commissione Giustizia del Senato degli Stati Uniti che si occupa della nomina dei nuovi giudici federali. Nel video si vedono tre candidati che devono rispondere a una domanda semplice semplice, posta dal senatore Richard Blumenthal del Connecticut, esponente del Partito Democratico. La domanda è: chi ha vinto le elezioni presidenziali del 2020?

Ebbene, nessuno dei tre candidati riesce a dire che a vincerle sia stato Joe Biden, preferendo tutti nascondersi dietro un generico “Biden è stato certificato vincitore”. Incalzati da Blumenthal, ripetono tutti e tre la stessa risposta, finché il senatore non fa notare la loro incapacità di ammettere che la vittoria di Biden sia un fatto, per poi passare a una sonora paternale sulla loro reticenza, dovuta alla paura di contrariare l’ex presidente Trump, che da quelle elezioni uscì sconfitto. Quella di Blumenthal è una bocciatura a tutto tondo dei tre candidati, basata sulla debolezza e sulla pateticità degli aspiranti giudici. Un discorso molto coinvolgente e assolutamente condivisibile, va detto.

Ovviamente questo video è diventato una clava per tutti gli oppositori di Trump, ma in Italia ha preso una piega particolare: infatti, per diverse persone che hanno commentato sui social, è la plastica dimostrazione del rischio che abbiamo corso con il referendum sulla separazione delle carriere o sulla giustizia, in caso di vittoria del sì. I commenti classici sono: “Questo è ciò che volevano fare in Italia” e robe del genere.

Ora, a me fa un po’ sorridere che questo video venga fatto passare come la dimostrazione che con la vittoria del no, in Italia, l’abbiamo scampata bella. Perché è proprio il contrario. Intanto chiariamo che in nessuna parte del quesito referendario veniva indicata la sottomissione della magistratura alla politica, ma transeat: immaginiamo pure che, con le opportune modifiche successive, questo sarebbe realmente avvenuto. Ma allora perché questo video dimostra esattamente il contrario rispetto a ciò che si sostiene?

Perché è assolutamente vero che negli USA le nomine dei giudici federali avvengono per mano della politica, ma, come si vede, la commissione che se ne occupa è composta anche da membri dell’opposizione (il senatore Blumenthal, idolatrato per il suo discorso, è appunto del Partito Democratico). Ed è proprio il vaglio di questa commissione bipartisan che evita che a certi ruoli accedano figure pavide, deboli e patetiche; gente sottomessa al volere del potente di turno.

In Italia, invece, chi impedisce che a occupare ruoli nevralgici della magistratura accedano persone di tale infimo spessore? L’ANM? Il CSM? Bocca taci, per carità. Per cui sì, questo video dimostra proprio come il vaglio da parte della politica di un candidato al ruolo di giudice federale possa impedire la nomina di soggetti discutibili e condizionabili. Insomma, esattamente il contrario di ciò che alcuni, richiamando il referendum, sostengono si sarebbe voluto realizzare in Italia. E questo nonostante al sottoscritto un sistema con la magistratura assoggettata alla politica – come avviene anche in Spagna, ad esempio – ripugni profondamente.

Gugliemo Mastroianni, 21 maggio 2026

 

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