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Tutti i fallimenti del chiacchierone Emiliano

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Se invece del bravo Massimiliano Fedriga, il centro destra avesse indicato Attilio Fontana come candidato alla presidenza della Conferenza Stato-Regioni, credo che il Pd si sarebbe stracciato le vesti. Non solo il Pd. E con qualche ragione. Non si tratta di compilare una lista di buoni e di cattivi, ma solo di cogliere le buone performance amministrative di un presidente di Regione. Fontana ha fatto bene in Lombardia? Probabilmente no, se ha dovuto cercare aiuti e stampelle autorevoli – dalla Moratti a Bertolaso – per tentare di uscire da una pessima figura, almeno sul tema delle vaccinazioni.

La campagna vaccinale – piaccia o non piaccia – è la questione più calda e urgente con cui si stanno confrontando gli amministratori pubblici, non solo in Italia. Difficile trovare chi abbia manifestato critiche o contestazioni a quanto ha saputo mettere in campo il Lazio di Nicola Zingaretti. Sarà il più bravo governatore? Non lo so. Di certo è riuscito a fare nel Lazio quello che poche Regioni italiane hanno saputo organizzare.

Il disastro Puglia: tutti in fila

Di certo non così la Lombardia. Ma nemmeno la Puglia di Michele Emiliano. Antonio Polito scriveva così qualche giorno fa: “Emiliano non ha alcun merito da vantare nella battaglia al Covid e men che meno nella campagna vaccinale. La Puglia ha raggiunto l’ultimo posto, ex aequo con la Calabria, tra tutte le regioni italiane nella classifica sulle vaccinazioni messe a punto da You Trend”. Non sarà penultima, ma terzultima, nella classifica delle dosi somministrate in proporzione alla popolazione; o quartultima nella classifica delle persone vaccinate in rapporto alla popolazione. Ma sempre di questo si tratta.

Quando poi si sente che per adeguarsi alla circolare del Commissario straordinario, che invita le Regioni a rimuovere ogni altro criterio di chiamata al vaccino, che non sia quello anagrafico, Michele Emiliano non sa che proporre il più arcaico e inefficiente dei metodi: niente prenotazioni, tutti chiamati a mettersi in fila. Tutti in fila? Ma nemmeno negli uffici pubblici più vetusti si indica la fila come soluzione. La fila è un problema per l’utente e una pessima prestazione per l’amministrazione. Una sconfitta del buon senso e del buon servizio. Chi ordina la fila? Chi ne sopporta i disagi?

La demagogia di Emiliano

L’incredibile demagogia di Michele Emiliano – ben oltre e ben prima della pessima prestazione sulla campagna vaccinale – si era manifestata in questi anni, proporzionale solo all’arroganza di un magistrato che né da sindaco di Bari, né da Governatore bis della Regione Puglia, ha sentito il dovere di dimettersi dalla magistratura. Dal punto di vista tecnico (diciamo così) Emiliano dice che questo obbligo non c’è, mentre molti altri dicono di sì, in ogni caso il buon senso dovrebbe consigliare di non sommare al potere politico quello giudiziario, visto che le moderne democrazie occidentali, diciamo da Montesquieu in poi, sono fondate su questo elementare principio. La questione è rilevante per un semplice iscritto a un partito, diviene importante per un politico – magistrato che ricopra ruoli istituzionali.

Il Pd ha fatto campagne reboanti sul conflitto di interesse, e sulla inopportunità di rivestire più ruoli; sarebbe opportuno che non accettasse l’eccezione Emiliano. Il già citato Zingaretti, il presidente uscente della Stato-Regioni, Bonaccini, anche l’istrionico De Luca, a modo suo, rappresentano con stili diversi la qualità della “scuola politica” del Pd, fatta di buoni amministratori, di competenze e dedizioni al territorio e alle sue peculiarità. Ma perché scegliere Emiliano come “punta” dei propri Governatori, per fare da “vice” alla presidenza del centrodestra? Solo perché occorreva un governatore del Sud per controbilanciare un governatore nordista della Lega? Basta questo per soprassedere su anni d battaglie anti-storiche contro il rigassificatore di Brindisi, o sulla ambigua gestione dell’emergenza xylella, così come sull’appiattimento alle posizioni dei Cinque Stelle a esempio sul caso Ilva?

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Corsaro Nero
Corsaro Nero
15 Aprile 2021 12:26

kim evita di scrivere cretinate e soprattutto documentati prima ma è evidente che non ne sei capace. In quanto al continuo fango che si getta sulla Lombardia perchè governata da un leghista che non fa la soubrette in televisione cercheremo di rimandare a casa loro tutti quelli che vengono qui a curarsi e che visto che la Lombardia fa schifo che restino nelle loro regioni capaci. Perchè venire quì?……….

Franca
Franca
15 Aprile 2021 7:05

Gli attacchi alla zgiunta lombarda non si lesinato neanche qui. Acessero lanostra sanità le altre regioni si leccherebbero le dita. Di Zingaretti si nascondono sotto il tappeto le colpe per Fontana si continua.

Kim
Kim
14 Aprile 2021 17:51

Gli incapaci e corrotti al governo lombardo al servizio degli interessi politico mafiosi del nanetto e del noto cazzaro si sono rivelati degni rappresentanti della casata.
Il solito mix di incompetenza e malafede corruttiva a difesa degli interessi dei privati.
Hanno pagato tutti quei poveracci che sono morti o si sono ammalati a causa loro.
La magistratura deve fare il suo corso e gli farà assaggiare le patrie galere almeno in custodia cautelare.
Patetica e ipocrita la solita penosa difesa accusando le amministrazioni delle altre regioni che avrebbero fatto gli stessi scempi ma in quanto rosse non verranno toccate.
Ma la folla ubriaca di passione contro le nefandezze lombarde non dimentica e aspetta il suo momento di sfogo.

rosario nicoletti
rosario nicoletti
14 Aprile 2021 17:47

Nella politica di oggi il “fare” conta molto, ma molto meno del “dire”. Emiliano ha dalla sua parte la “stazza”, la voce profonda, la vis polemica. E’ un personaggio in ogni talk-show: il suo modo di pensare e di fare, tra il sinistro ed il grillesco “incontra” ben di più di quello di un Fontana, dall’aria spaurita e la voce incerta. Signori, è questa la politica di oggi.

alessandro
alessandro
14 Aprile 2021 17:37

Caro Draghi, ti mandano a dire che non vali 1 C**** :

“Non sei stato eletto, ma nominato per l’incarico. Prima di definire Erdogan in questo modo, dovrebbe conoscere la storia del tuo Paese, ma non l’hai fatto, come possiamo vedere. Continueremo a servire il nostro popolo con il potere che ci hanno dato. Pertanto, non è nemmeno necessario pensare a ciò che il Primo Ministro italiano ha e non ha detto. Continueremo il nostro lavoro” – ERDOGAN