Alaa Abd el-Fattah, attivista britannico-egiziano e figura di spicco delle proteste durante la Primavera Araba, ha pubblicamente chiesto scusa per una serie di post social scritti tra il 2008 e il 2014. Le sue dichiarazioni online, definite “scioccanti e offensive” da più parti, sono finite al centro di un’accesa polemica nel Regno Unito. Gli attacchi verso “tutti i sionisti” e i commenti contro polizia e britannici sono stati recentemente ripresi da politici e media, portando alcuni a chiedere la revoca della sua cittadinanza britannica.
Il 44enne ha ottenuto la cittadinanza britannica nel 2021 grazie a una legge che consente la trasmissione della cittadinanza da madre a figlio. Sua madre, infatti, era nata a Londra. Dopo anni trascorsi in carcere in Egitto sotto l’amministrazione di Abdel Fattah al-Sisi, è stato rilasciato e ha fatto ritorno nel Regno Unito la scorsa settimana. La sua liberazione e trasferimento sono stati accolti positivamente da Keir Starmer, leader del Partito Laburista, che si era detto “contento” della notizia. Tuttavia, non tutti i politici britannici hanno condiviso questo entusiasmo alla luce delle accuse mosse contro l’attivista.
I contenuti controversi dei suoi tweet
Nei vecchi post emersi, Abd el-Fattah aveva espresso sostegno a “uccisioni di sionisti” e usato un linguaggio dispregiativo nei confronti dei britannici, definendoli “cani e scimmie”. L’attivista ha dichiarato che molte di queste frasi sono state fraintese e, in alcuni casi, “intenzionalmente distorte”. Tuttavia, ha ammesso la gravità dei suoi post, spiegando che si trattava di “sfoghi di un giovane arrabbiato in un periodo di crisi regionali” come le guerre in Iraq, Libano e Gaza. Ha sottolineato di essersi opposto al sessismo, all’intolleranza religiosa e alla violenza nel corso della sua vita, ma ha riconosciuto di non aver considerato l’impatto delle sue parole all’epoca.
Reazioni dei politici e richieste di espulsione
Le polemiche hanno spinto figure politiche come Nigel Farage, leader del partito Reform UK, e Kemi Badenoch, capo del Partito Conservatore, a chiedere la revoca della cittadinanza di Abd el-Fattah. Farage ha anche riferito le dichiarazioni dell’attivista alla polizia britannica. Badenoch ha dichiarato: “Non voglio persone che odiano la Gran Bretagna nel nostro Paese”. Simili prese di posizione hanno acceso il dibattito sulla possibilità di rimuovere la cittadinanza a individui con doppia nazionalità in circostanze analoghe.
Gruppi per i diritti umani hanno definito “estremamente pericolosa” l’ipotesi di revocare la cittadinanza ad Abd el-Fattah. Organizazioni come Reprieve hanno denunciato che una misura simile rappresenterebbe una grave violazione delle libertà fondamentali e potrebbe dare origine a decisioni arbitrarie. Gli attivisti temono che, se obbligato a tornare in Egitto, Abd el-Fattah potrebbe essere nuovamente incarcerato o accusato con pretesti politici. Ahmed Attalla, direttore dell’Egyptian Front for Human Rights, ha dichiarato: “In Egitto, c’è il rischio concreto che le autorità lo facciano tacere ricorrendo ai ben noti schemi repressivi contro i dissidenti.”
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