La guerra Russia-Ucraina continua: sono stati superati i 1418 giorni di conflitto e la pace non sembra più così vicina o imminente, così come l’interesse del mondo e della gente pare rotolare sempre più in basso nelle prime pagine dei principali rotocalchi digitali. A dicembre l’Unione Europea ha deciso di raccogliere 90 milioni di euro di debito comune per sostenere la lotta dell’Ucraina, che potrà utilizzare questi fondi per esigenze di bilancio e militari per i prossimi due anni. In Svizzera, intanto, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha lanciato il secondo bando di concorso (“Call for proposals“) per progetti di ricostruzione in Ucraina da parte del settore privato elvetico.
Nel comunicato stampa del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca del 12 gennaio vengono spiegati i dettagli. Le imprese svizzere attive in Ucraina sono invitate a proporre progetti che rispondano alle esigenze prioritarie dell’Ucraina. Nel bando si legge che verranno finanziate proposte esclusivamente nel settore delle infrastrutture pubbliche, specialmente nei seguenti settori: energetico (energie rinnovabili ed efficienza energetica), acqua e servizi igienici, alloggi, mobilità pubblica, ospedali e scuole, agricoltura.
Le proposte verranno valutate da un comitato composto da rappresentanti delle autorità svizzere e ucraine e potranno, ciascuna, ottenere finanziamenti da 3 a 30 milioni di franchi, per un totale complessivo di 150 milioni. Le aziende potranno presentare i loro progetti fino al 8 marzo 2026. Il primo bando era stato realizzato nel 2025 ed aveva suscitato grande interesse e molte adesioni: una sessantina di aziende svizzere con quasi 80 progetti. I dodici progetti selezionati, già in fase esecutiva, vengono sostenuti dalla Confederazione con un totale di 93 milioni di franchi. I settori coinvolti riguardano le infrastrutture (energia e alloggi), trasporti pubblici, sanità e operazioni umanitarie di bonifica di zone minate.
Per il programma “Svizzera-Ucraina 2025-2036” per la ricostruzione sono stati stanziati dalla Confederazione addirittura 5 miliardi di franchi, di cui 1.5 miliardi per la Strategia di Cooperazione Internazionale 2025-28. Di questi, come deciso dal Consiglio Federale (il governo svizzero), 500 milioni di franchi saranno da utilizzare per opere di ricostruzione, riforma e sviluppo sostenibile che coinvolgano aziende elvetiche del settore privato.
Dunque la Svizzera, con interessante lungimiranza e pragmaticità, anche grazie alla sua storica neutralità, investe nella ricostruzione del martoriato territorio ucraino, producendo benessere in loco e, perché no, favorendo e sostenendo le proprie aziende. Una interessante situazione win-win che probabilmente dovrebbe diventare anche la priorità dell’Europa, ammesso che qualcuno a Bruxelles ci voglia pensare.
Andrea Gebbia, 16 gennaio 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


