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La guerra in Ucraina

Ucraina, gli Usa svelano il vero obiettivo: “Perché vogliamo indebolire la Russia”

Ancora guerra nel Donbass. Missione Usa a Kiev, Zelensky chiede armi sempre più potenti

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Eccolo, il piano Usa che sembrava ormai chiaro a tutti ma a cui mancava il sigillo dell’ufficialità. L’obiettivo dell’amministrazione Biden per l’Ucraina non è quello di concludere il prima possibile la guerra, di far cessare le ostilità, di evitare morti, bombe e massacri. Lo scopo è quello di “indebolire la Russia” per interposto ucraino. Una sfida tra superpotenze, combattuta dai militari di Zelensky con armi occidentali come aveva denunciato, e forse predetto, Toni Capuozzo diverse settimane fa.

Di rientro dopo la visita lampo a Kiev insieme al segretario di Stato Antony Blinken, il capo del Pentagono Lloyd Austin ha delineato lo scopo del sostegno Usa alla resistenza ucraina. “Noi vogliamo vedere la Russia indebolita a un livello tale che non possa più fare cose come l’invasione dell’Ucraina”, ha detto Austin, “ha già perso molte delle sue capacità militari e molte truppe, per essere franchi, e noi non vorremmo che possa ricostruire rapidamente tali capacità”.

Da giorni pare infatti che sul fronte occidentale si siano create due scuole di pensiero. Da una parte quella americana e britannica, che sembra puntare a dare una spallata a Putin, sia sul fronte interno (implementando le sanzioni) che su quello prettamente militare. E dall’altra quella europea, con la Francia e la Germania in prima linea, che sostengono Zelensky senza però voler tagliare i ponti con il Cremlino. Non è un caso se il presidente ucraino, accogliendo i due emissari di Biden, ha definito gli Usa “gli alleati più vicini all’Ucraina insieme ai britannici” grazie ad una “partnership più forte che mai”. E non è un caso neppure se sull’asse Kiev-Berlino ci siano invece forti dissapori, diventati plastici dopo il rifiuto ucraino di accogliere il presidente tedesco.

Ad americani a britannici, più che ai partner europei, l’Ucraina sta chiedendo sempre più armi. Il presidente Zelensky ha presentato la lista di aiuti militari di cui ha bisogno, con armamenti sempre più potenti per far fronte alla guerra nel Donbass. Mariupol sembra ormai perduta. Mosca punta a prendersi il Sud-Est del Paese. E Odessa rischia di essere il prossimo obiettivo. “Non potete venire a mani vuote, ci aspettiamo non solo qualche regalo, ma cose specifiche”, è stato il discorso di Zelensky agli alleati. Kiev chiede sistemi anti-missile, sistemi anti-aerei, veicoli corazzati e carri armati. Biden ha già risposto con 3,4 miliardi di dollari di sostegni, altrettanto hanno fatto i partner della Nato. Ma all’Ucraina non bastano. “Noi crediamo che l’Ucraina possa vincere – assicura il Pentagono – Crediamo che possano vincere con un adeguato equipaggiamento e il giusto supporto. E noi faremo qualsiasi cosa in nostro potere”.

E le trattative? E i negoziati? E la mediazione guidata dalla Turchia? Ormai non ne parla più nessuno. Putin avrebbe abbandonato l’idea di sedersi al tavolo con Zelensky, ma anche dall’altra parte della barricata non si fa a gara per cercare un compromesso. Kiev non intende rinunciare al Donbass, idem per la Russia. Così la missione di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, sembra destinata al fallimento.