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Ucraina, l’Ue ora si mette l’elmetto: “Addestriamo i soldati di Kiev”

esercitazione militare ucraina

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Nuova missione dell’Unione Europea: addestrare i militari ucraini. I leader degli Stati membri, in occasione del vertice dei ministri della Difesa, si riuniranno proprio oggi a Praga per valutare la proposta. “Questa è la via la più ragionevole in una guerra che dura da tempo e che sembra essere destinata a durare ancora”, ha dichiarato a riguardo il capo della diplomazia europea Joseph Borrell. “Ecco perché è richiesto uno sforzo non solo in termini di forniture di attrezzature ma anche in termini di formazione e aiuti per l’organizzazione dell’esercito”.

Il coinvolgimento dell’Unione Europea, come si evince dalle parole di Borrell, rischia ovviamente di inasprire le tensioni in questa guerra allontanando ancor di più la via diplomatica.

Il piano prevede che gli ucraini vengano addestrati non in territorio di guerra, ma in altri Stati per evitare il rischio di un coinvolgimento diretto nel conflitto. In realtà, ci sono già Stati che addestrano i militari di Kiev e sono la Repubblica Cieca, la Polonia, la Germania, la Francia e l’Inghilterra, ma lo fanno in modo autonomo. Quello che auspica Borrell, invece, è una missione centralizzata e gestita da Bruxelles in strettissimo contatto con Regno Unito e Stati Uniti. L’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, ricordando l’impegno già in atto da questi paesi, afferma: “Stiamo fornendo armi abbastanza sofisticate, è necessario addestramento per farle funzionare”. Dichiarazione che sembra sottintendere che esercito ucraino non sia in grado al momento di gestire le potenti armi che ricevono.

I termini e le condizioni di questa missione verranno discusse. In ogni caso gli addestramenti, se verranno accettati all’unanimità, avverranno nei paesi confinanti con l’Ucraina. In realtà questa proposta non è nuova. La stessa Unione Europea, l’aveva proposta a partire dall’ottobre scorso per poi trattarla concretamente nel gennaio 2022. In quell’occasione alcuni membri, tra cui l’Italia, si erano opposti in quanto ritenevano la mossa una provocazione nei confronti della Russia e un pretesto per una possibile invasione di Putin. La stessa Germania aveva detto no all’addestramento, cambiando facilmente idea poco tempo dopo. I nostri leader italiani ancora non si sono esposti sul tema, resta da capire se resteranno della stessa idea o se si allineeranno alla guida targata non solo Ue, ma Uk e Usa.

La decisione di addestrare militarmente gli ucraini, nel clima mondiale di tensione che viviamo, non è banale: da un lato fa riflettere sull’effettivo uso degli armamenti spediti fino a ora che i soldati di Kiev potrebbero non essere in grado di utilizzare. Dall’altra, il sì unanime all’addestramento militare ucraino potrebbe essere letto a Mosca come un’ulteriore “dichiarazione di guerra” da parte del blocco occidentale. Non più interessato a quanto pare a cercare soluzioni diplomatiche.

Dopo che Kiev ha richiesto oltre ad ulteriori armi anche sostegno dal punto di vista medico e per le attività di sminamento e per addestrare tiratori scelti, Borrell ha affermato: “Addestriamo i militari in Mozambico e non vedo perché non dovremmo farlo in Ucraina”. Se è vero che la missione in Mozambico, che già vede il reclutamento di militari italiani per tutto il 2022 e il 2023, prevede l’addestramento, è vero anche che lo scopo è la preparazione dei soldati africani in caso di possibile scontro. Non è certo paragonabile alla guerra che abbiamo alle porte sulla quale, dopo più di sei mesi di bombardamenti, la logica bellica sembra imporsi a tutti i costi a discapito dei tentativi di risoluzione diplomatica.

L’obiettivo sembrerebbe quindi quello di voler accerchiare l’aggressore russo con una vera e propria discesa in campo dell’Occidente che, forse per la prima volta, fa sapere al mondo che “questa guerra non è destinata a finire”.

Bianca Leonardi, 30 agosto 2022