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“Un chilo di esplosivo”. Una bomba distrugge l’auto di Sigfrido Ranucci

Il conduttore di Report: "Mia figlia passata lì poco prima, poteva morire". Meloni: "La libertà di stampa è sacra"

ranucci attentato
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“Questa notte un ordigno è stato piazzato sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L’auto è saltata in aria, danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”. Con questo il post pubblicato sul profilo social, la trasmissione Report ha annunciato l’attentato subito dal conduttore Rai.

I fatti

Nella serata del 17 ottobre 2025, due esplosioni hanno distrutto le automobili del giornalista e quella di sua figlia Michela. L’attentato è avvenuto intorno alle 22, davanti alla loro abitazione a Campo Ascolano, frazione di Pomezia, vicino Roma. Nessuno è rimasto ferito, ma la figlia aveva parcheggiato la sua macchina ed era passata pochi minuti prima dell’accaduto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la Digos, i vigili del fuoco e la polizia scientifica per indagare sull’accaduto.

La potenza dell’esplosione e i danni provocati

L’ordigno, collocato sotto l’auto di Ranucci, aveva una potenza tale da distruggere completamente entrambe le vetture, incendiarle e danneggiare anche il cancello e parte del giardino della casa. Secondo i primi accertamenti, sarebbe stato utilizzato almeno un chilo di esplosivo. I carabinieri stanno analizzando i residui e acquisendo eventuali filmati di telecamere di sorveglianza per identificare i responsabili. L’Antimafia, attraverso il pm Carlo Villani coordinato da Ilaria Calò, indaga sui fatti con l’aggravante del metodo mafioso.

Minacce precedenti e denuncia del giornalista

Sigfrido Ranucci, che vive sotto scorta continuativa dal 2021 per il suo lavoro da giornalista investigativo, ha riferito di minacce ricevute nei mesi scorsi. Tra queste, la presenza di proiettili fuori dalla sua abitazione e pedinamenti da parte di figure sospette. In un messaggio, ha dichiarato: “Hanno usato almeno un chilo di esplosivo. Sarebbe potuta morire mia figlia. Voglio capire se c’è un collegamento con le inchieste annunciate di recente.”

“Sono in auto con la scorta dei carabinieri e sto andando a denunciare quanto accaduto”, ha spiegato all’Ansa il conduttore. “Mia figlia ha posteggiato la sua auto ed è passata da lì venti minuti prima dell’accaduto. Sembra che si tratti di un ordigno rudimentale, ma ora bisogna vedere la natura dell’esplosivo. Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice”.

La solidarietà di Meloni

La notizia ha scatenato reazioni in ambito politico e giornalistico. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso solidarietà a Ranucci tramite un messaggio: “Esprimo piena solidarietà al giornalista Sigfrido Ranucci e la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio. La libertà d’informazione è un valore fondamentale della democrazia.”


Articolo in aggiornamento

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