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“Una palla di fuoco sulle scale”. I verbali della strage di Crans Montana

Il racconto di chi è sopravvissuto e dei testimoni della strage di Capodanno al Constellation in Svizzera

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La notte di Capodanno, un devastante incendio ha ridotto in cenere il lounge bar Le Constellation di Crans-Montana, causando la morte di 40 persone e ferendone 116. Tra le vittime anche una giovane cameriera di 24 anni, Cyane Panine, che si trovava nel seminterrato del locale quando le fiamme hanno avvolto la sala. Il rogo sarebbe stato innescato da scintille di bengala utilizzati su bottiglie di champagne che hanno raggiunto il soffitto rivestito di materiale altamente infiammabile. L’incendio si è propagato rapidamente, portando al caos e rendendo impraticabili molte vie d’uscita.

Le accuse contro i gestori del locale

Jacques Moretti, proprietario del locale, e sua moglie Jessica sono attualmente accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Jacques Moretti si trova in carcere, mentre Jessica è ai domiciliari. Durante gli interrogatori, Jacques avrebbe ammesso che una delle uscite di sicurezza al pianterreno era chiusa dall’interno con un chiavistello. Ha dichiarato di aver forzato lui stesso la porta per accedere al locale in fiamme. Inoltre, è emerso che al momento dell’incendio il locale ospitava il doppio delle persone consentite.

Testimonianze drammatiche e carenze nella sicurezza

I racconti dei sopravvissuti, come emergono dai verbali delle testimonianze, descrivono scene di panico totale. Molti giovani hanno dichiarato di essersi trovati ammassati nelle scale, senza trovare una reale via di fuga. Alcuni hanno sottolineato che nel seminterrato non era chiara la presenza di un’uscita di emergenza. Secondo i verbali, il locale era dotato di quattro estintori, ma tre di essi si trovavano altorve. Inoltre, sembra che i dipendenti, inclusa Cyane Panine, non fossero stati formati su norme antincendio o piani di evacuazione.

Dopo che il fuoco si è propagato nel seminterrato, riporta un 17enne nei verbali, “qualcuno ha aperto la porta d’ingresso del bar ed in quel momento che c’è stata una palla di fuoco che è salita lungo le scale“. Quando i vigili arrivano, si trovano davanti una scena apocalittica. Steven, uno di loro, mette a verbale: “Abbiamo visto centinaia di persone in preda al panico che vagavano per la strada (…) abbiamo sfondato tutte le porte per evacuare chi stava dentro. Siamo scesi al seminterrato ed abbiamo visto che la porta di emergenza era tenuta aperta da uno sgabello da bar”.

Drammatico anche il racconto di Selim, come riporta il Corriere: “Sono salito a prendere un estintore mentre le persone urlavano e un fumo denso saliva”, ha detto. Poi è tornato a prendere la fidanzata: “Tutti erano in panico, si calpestavano. Era orribile. Quando sono sceso, ho preso la mia ragazza per mano e l’ho tirata via. C’erano 200 persone che volevano risalire le scale”. Quando qualcuno apre la porta del locale, scatta il flashover: “Le fiamme sono arrivate fino a noi all’improvviso. La mia ragazza urlava dietro di me. L’ho tirata via, aveva i capelli che fumavano”.

La storia e le accuse sulla gestione del locale

Jacques Moretti aveva trasformato il seminterrato del locale nel 2015, senza richiedere una concessione edilizia al Comune. Gli interventi includevano l’installazione di spugna fonoassorbente, che si sarebbe poi rivelata un accelerante del fuoco. Un precedente gestore ha confermato che il seminterrato era originariamente una sala giochi senza rivestimenti infiammabili o modifiche strutturali per uso notturno. Gli inquirenti stanno verificando anche possibili carenze nei controlli istituzionali sul locale.

Il racconto tragico di Cyane Panine

Cyane Panine, la cameriera di 24 anni riconosciuta come “la ragazza con il casco” nei video virali dell’incendio, è morta cercando di aiutare i clienti a fuggire. La giovane, che aveva trascorso il Natale con i Moretti ed era legata a loro da un rapporto personale, non era stata formata sui rischi del locale. La famiglia ha dichiarato che Cyane non aveva alcuna responsabilità per il rogo e che il disastro poteva essere evitato se le norme di sicurezza fossero state rispettate. La ragazza era stata mandata nel seminterrato per supportare i colleghi a causa dell’alto numero di ordinazioni.

In Italia e in Svizzera continuano fiaccolate per onorare le vittime, tra cui il sedicenne Giovanni Tamburi. Intanto il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato che il governo si costituirà parte civile nel processo per garantire piena chiarezza sulle responsabilità. Anche le famiglie delle vittime chiedono che sia fatta giustizia, specialmente alla luce delle evidenti mancanze nelle misure di sicurezza e nella gestione del locale.

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