Una scusa per le armi

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

6.3k 16
IMG-20250712-WA0010(1)

Qui al bar ci chiediamo: ma la conferenza di Roma sull’Ucraina riguardava la ricostruzione o le armi? No, perché si è parlato di 2.000 accordi siglati ma poi l’unico argomento su cui titolano i giornali sono i 4 milioni di droni che Ue e Kiev dovrebbero costruire insieme attraverso joint venture industriali, come ha annunciato il commissario alla Difesa, Andrius Kubilius; e, al limite, i soldi del fondo Safe che i Paesi europei dovrebbero chiedere in prestito (dopo averli elargiti alla cassa comune) per comprare armi dagli ucraini, come ha proposto Ursula von der Leyen.

D’altronde, la guerra è ancora in corso; i russi non la stanno perdendo; è dal Vecchio continente non è mai partita una iniziativa diplomatica, ancorché quelle di Donald Trump non si stiano rivelando particolarmente efficaci. In questo clima, mentre Vladimir Putin continua a distruggere il Paese, blaterare di ricostruzione appare come minimo prematuro. Si ha invece l’impressione che, dietro la foglia di fico dell’aiuto a rimettere in piedi una nazione distrutta, si celino i soliti interessi che ruotano attorno al business del riarmo. Alla faccia dei soldati che, ahinoi, cadono a centinaia, forse migliaia al giorno. Forse, oggi, è proprio meglio berci su un caffè.

Il Barista, 12 luglio 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version