Esteri

Usa e Israele attaccano l’Iran. Gli sms agli iraniani: “Lasciate Teheran”. Il regime risponde: “Colpita una base militare Usa”

Rasa al suolo la residenza di Khamenei. Gli Ayatollah_ "La nostra risposta sarà devastante". Allarme a Tel Aviv e Gerusalemme. Missili iraniani intercettati in Qatar

Live Aggiornato
Israele
2026-02-28T18:58:33+01:00

Altri attacchi sull'Iran

L’operazione israelo-americana contro l’Iran entra in una fase ancora più intensa. Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno annunciato di aver impiegato circa 200 aerei da combattimento in un attacco definito “massiccio”, con 500 obiettivi colpiti simultaneamente in diverse aree del Paese. Secondo l’esercito, i caccia hanno sganciato centinaia di munizioni contro sistemi di difesa aerea, lanciamissili e infrastrutture strategiche.

Israele parla apertamente del “più grande attacco nella storia della nostra aeronautica militare”.

Nuova ondata su Teheran

Poche ore dopo la prima offensiva, l’IDF ha confermato una nuova ondata di raid contro i lanciatori di missili balistici e i sistemi di difesa nell’area centrale dell’Iran, compresa Teheran.

Il capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha ribadito che “qualsiasi nemico che minaccia Israele pagherà un prezzo alto”, definendo l’operazione “significativa, fatale e senza precedenti” e finalizzata a distruggere le capacità del “regime iraniano”.

Teheran: “Tutte le basi ostili saranno obiettivi legittimi”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una lettera al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha accusato Stati Uniti e Israele di aver violato il diritto internazionale.

Teheran avverte che “tutte le basi, strutture e mezzi delle forze ostili nella regione saranno considerati obiettivi militari legittimi” nell’esercizio del diritto di autodifesa.

Nel frattempo, il presidente Masoud Pezeshkian ha definito “barbaro” l’attacco contro una scuola femminile nel sud del Paese, che secondo le autorità iraniane avrebbe causato almeno 85 vittime tra le studentesse.

Stretto di Hormuz, traffico fermo

L’effetto più immediato e potenzialmente globale riguarda lo Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.

Fonti iraniane riferiscono che il passaggio è stato chiuso e che numerose petroliere risultano ferme all’ingresso del Golfo Persico. Diverse compagnie di navigazione e major energetiche hanno sospeso temporaneamente le spedizioni per motivi di sicurezza.

Se la situazione dovesse protrarsi, l’impatto sui mercati energetici potrebbe essere immediato e significativo.

Washington: niente truppe di terra

Negli Stati Uniti si discute della portata dell’operazione. Il generale David Petraeus, ex direttore della Cia, ha dichiarato che non prevede l’invio di soldati americani sul terreno, ipotizzando al massimo presenze molto limitate in aree sicure.

La Casa Bianca ha confermato che il presidente Donald Trump ha seguito l’operazione dalla Florida insieme al suo team per la sicurezza nazionale e che il Congresso è stato informato prima dell’attacco.

Allerta nel Golfo e italiani bloccati

La tensione si estende anche agli Emirati. A Dubai un edificio nella zona di Palm Jumeirah è stato colpito da quello che le autorità definiscono un “incidente” legato al conflitto: quattro feriti e traffico aereo in forte perturbazione.

Secondo fonti italiane, circa 200 ragazzi italiani sarebbero rimasti bloccati a Dubai per la chiusura degli spazi aerei. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, presente negli Emirati per motivi personali, non ha potuto rientrare per la cancellazione del volo.

Aiea: nessun impatto radiologico

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha comunicato di non aver rilevato finora segnali di impatto radiologico sugli impianti nucleari iraniani, pur mantenendo un monitoraggio costante della situazione.

Uno scenario aperto

Con 200 caccia in azione, 500 obiettivi colpiti e lo Stretto di Hormuz paralizzato, la crisi si muove ormai su tre piani: militare, energetico e diplomatico.

Il rischio di un conflitto regionale allargato è concreto. Le prossime ore – tra eventuali nuove ondate di raid, risposte iraniane e la riunione del Consiglio di Sicurezza – saranno decisive per capire se l’escalation continuerà o se si aprirà uno spiraglio negoziale.

2026-02-28T16:38:13+01:00

Gli sms del regime a Teheran: "Lasciate la città"

“Tenute in conto le operazioni congiunte condotte dagli Stati Uniti e dal regime sionista (Israele) contro Teheran e alcune grandi città, dirigetevi, se possibile e mantenendo la calma, verso altre località”, recita il messaggio fatto recapitare dal regime agli abitanti di Teheran.

2026-02-28T16:37:18+01:00

Trump e Netanyahu a colloquio

l primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Donald Trump avrebbero avuto un contatto telefonico nelle ultime ore

2026-02-28T16:21:17+01:00

Teheran smentisce la morte di Khamenei: "Leader tutti vivi"

L’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a scuotere gli equilibri globali. Dopo i raid congiunti su Teheran e altre città iraniane e la risposta missilistica della Repubblica islamica, la diplomazia internazionale si muove in ordine sparso nel tentativo di contenere una crisi che rischia di allargarsi a tutto il Medio Oriente.

Onu, convocato il Consiglio di Sicurezza

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato convocato per le 16 di New York (le 22 in Italia) su richiesta di Russia e Cina.

Il segretario generale Antonio Guterres ha lanciato un appello accorato: “Cessare immediatamente le ostilità”. Ha ricordato che la Carta dell’Onu proibisce l’uso della forza contro l’integrità territoriale degli Stati e ha avvertito del rischio di “un conflitto regionale più ampio, con gravi conseguenze per i civili”.

Anche l’Alto Commissario per i diritti umani, Volker Türk, ha deplorato gli attacchi e le rappresaglie, sottolineando che “sono i civili a pagare il prezzo più alto”.

Unione europea, riunioni straordinarie

Da Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato la convocazione per lunedì di un collegio speciale dei commissari sulla sicurezza.

“Per la sicurezza e la stabilità regionale è fondamentale che non si verifichi un’ulteriore escalation attraverso attacchi ingiustificati dell’Iran contro i partner della regione”, ha scritto su X.

Già domani è prevista una riunione straordinaria degli ambasciatori Ue. La presidenza di turno ha inoltre convocato il gruppo di lavoro sugli affari consolari per valutare la situazione dei cittadini europei nell’area.

Nel frattempo, Germania, Francia e Regno Unito hanno precisato in una dichiarazione congiunta di non aver partecipato ai raid americani, pur restando in stretto contatto con Washington e Tel Aviv.

Il presidente francese Emmanuel Macron presiederà alle 18 un Consiglio di difesa.

Londra mobilita i caccia, Ankara chiude lo spazio militare

Il premier britannico Keir Starmer ha confermato che aerei del Regno Unito “sono in volo” verso il Medio Oriente nell’ambito di operazioni difensive coordinate per proteggere “il nostro popolo, i nostri interessi e i nostri valori”.

La Turchia, invece, ha smentito qualsiasi sostegno ai raid e ha chiuso il proprio spazio aereo alle operazioni militari, mantenendolo aperto ai voli civili.

Mosca e Pechino contro Washington

Il Cremlino ha fatto sapere che il presidente Vladimir Putin ha riunito il Consiglio di Sicurezza russo per esaminare la situazione.

Il ministero degli Esteri russo ha definito “non provocata” l’azione di Stati Uniti e Israele, accusandoli di spingere la regione verso una “escalation incontrollata” e dichiarandosi pronto a contribuire a una soluzione politico-diplomatica.

Anche la Cina ha espresso “profonda preoccupazione”, chiedendo il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Iran.

Teheran: “Tutti i leader sono vivi”

Dal fronte iraniano, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha assicurato che la Guida Suprema Ali Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian “sono vivi” e che “quasi tutti gli ufficiali sono sani e salvi”.

Araghchi ha definito la guerra “non provocata e illegale” e ha ribadito che l’Iran considera “obiettivi legittimi” tutti i siti da cui sono partite operazioni contro il Paese. “La nostra difesa si fermerà non appena cesserà l’aggressione”, ha dichiarato.

Intanto, secondo fonti citate da Reuters, negli attacchi sarebbero rimasti uccisi il ministro della Difesa Amir Nasirzadeh e il comandante delle Guardie rivoluzionarie Mohammed Pakpour, notizie non confermate ufficialmente da Teheran.

Raid e vittime civili

Sul terreno, le notizie più drammatiche arrivano dal sud dell’Iran: il bilancio del raid contro una scuola femminile a Minab è salito ad almeno 70 morti e 90 feriti, secondo le autorità locali.

Israele ha annunciato di aver completato una vasta ondata di attacchi contro i sistemi di difesa aerea iraniani, compreso un sistema SA-65 nell’area di Kermanshah. Nel frattempo, nuove sirene sono risuonate nel nord di Israele per il lancio di missili iraniani.

Washington divisa

Negli Stati Uniti il Congresso si spacca. Il repubblicano Thomas Massie parla di “atto di guerra senza autorizzazione”, mentre il senatore Lindsey Graham difende l’operazione come “necessaria”.

Il presidente Donald Trump, che ha seguito l’operazione da Mar-a-Lago, ha dichiarato al Washington Post: “Voglio solo la libertà per il popolo iraniano. Voglio una nazione sicura”.

Secondo media americani, i piani militari prevederebbero ulteriori attacchi intervallati da pause per valutare i danni.

2026-02-28T13:18:26+01:00

Rasa al suolo la casa di Khamenei, leader dell'Iran

Secondo l’Idf, l’Aeronautica militare ha colpito «centinaia di obiettivi militari, tra cui basi di lancio del regime iraniano». Il sistema di difesa aerea israeliano è entrato in funzione quasi simultaneamente per intercettare le minacce in arrivo dall’Iran.

Le sirene sono risuonate a Tel Aviv e Gerusalemme. Da Teheran sarebbero stati lanciati almeno 35 missili balistici: alcuni intercettati, altri caduti in aree aperte. Si registra un ferito lieve a Umm al-Fahm, nell’area di Haifa.

Secondo il giornalista di Axios Barak Ravid, citando un alto funzionario americano, Washington avrebbe concentrato i propri attacchi sul programma missilistico iraniano, mentre Israele punterebbe anche ai vertici politico-militari della Repubblica islamica.

Teheran nel mirino: esplosioni e leadership colpita

Media iraniani riferiscono di esplosioni a Teheran, Isfahan, Shiraz, Tabriz e in diverse città occidentali, oltre che nei pressi di porti strategici del Golfo Persico come Asaluyeh, fondamentali per il commercio petrolifero.

L’emittente israeliana Channel 12 sostiene che la residenza della Guida Suprema, Ali Khamenei, sarebbe stata distrutta. Immagini satellitari citate dal New York Times mostrerebbero danni significativi al compound di Teheran. Non è chiaro se Khamenei si trovasse all’interno: fonti iraniane parlano di un trasferimento in una località sicura.

Circolano inoltre notizie – non ufficiali – sulla possibile uccisione del comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour e del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. L’agenzia Mehr sostiene invece che l’intero vertice delle forze iraniane non sia stato colpito.

La risposta iraniana: “True Promise 4”

I Guardiani della rivoluzione islamica hanno annunciato l’operazione “True Promise 4”, dichiarando di aver colpito basi americane nel Golfo, incluso il quartier generale della Quinta Flotta in Bahrain, oltre a strutture in Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Le autorità israeliane affermano che non vi sarebbero vittime.

Il conflitto si allarga dunque oltre i confini bilaterali, coinvolgendo indirettamente assetti statunitensi e potenzialmente l’intera regione.

Il dramma dei civili

Sul fronte umanitario, le notizie più gravi arrivano dal sud dell’Iran. A Minab, nella provincia di Hormozgan, un attacco avrebbe colpito una scuola elementare femminile. Un primo bilancio parlava di 5 studentesse morte; successivamente l’agenzia Tasnim ha riferito di 40 vittime e 48 ferite. Numeri che al momento non trovano conferme indipendenti.

La Francia ha invitato i propri cittadini alla massima cautela. «Siamo in una situazione di guerra», ha dichiarato alla tv France-2 il sottosegretario alla Difesa Alice Rufo, sottolineando che la priorità è la protezione delle forze francesi schierate nella regione.

 

 

2026-02-28T13:18:23+01:00

L'Italia: "Nessun connazionale coinvolto"

Da Roma arrivano segnali di monitoraggio costante. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito che in Iran si trovano circa 500 italiani e che è pronto un piano di evacuazione verso l’Azerbaigian. Nessun connazionale risulta coinvolto negli attacchi.

In una nota di Palazzo Chigi, al termine di una riunione presieduta da Giorgia Meloni con i vertici dell’esecutivo e dell’intelligence, l’Italia ha espresso «vicinanza alla popolazione civile iraniana».

La situazione resta fluida e altamente instabile. Mentre si rincorrono notizie di raid mirati ai vertici del regime e di bombardamenti su infrastrutture strategiche, il rischio concreto è quello di un conflitto regionale su vasta scala, con ripercussioni economiche – a partire dal petrolio – e geopolitiche globali.

Il “Ruggito del leone” potrebbe non essere che l’inizio.

2026-02-28T13:17:50+01:00

La Russia: aggressione immotivata

Durissima la reazione della Russia. Il ministero degli Esteri di Mosca ha definito gli attacchi «un’avventura pericolosa» che avvicina la regione a una «catastrofe umanitaria, economica e, non da escludere, nucleare». Secondo la nota ufficiale, si tratterebbe di «un atto di aggressione armata pianificato e immotivato contro uno Stato membro sovrano e indipendente delle Nazioni Unite».

Parole che alzano ulteriormente la temperatura diplomatica e rischiano di irrigidire i fronti internazionali.

2026-02-28T12:04:00+01:00

Colpite basi militari Usa

Dopo settimane di tensione e negoziati falliti, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un’operazione militare contro l’Iran definita “preventiva”, con l’obiettivo dichiarato di impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare. La risposta della Repubblica islamica non si è fatta attendere: missili balistici verso Israele e attacchi contro basi americane nel Golfo hanno aperto uno scenario di guerra regionale.

L’attacco e la risposta: pioggia di missili su Israele

Secondo le Forze di difesa israeliane (Idf), dall’alba sono stati lanciati dall’Iran circa 35 missili balistici contro Israele. Le sirene sono risuonate a Tel Aviv e Gerusalemme, mentre il sistema di difesa aerea ha intercettato parte dei vettori in arrivo. Alcuni ordigni sono caduti in aree aperte; segnalati frammenti di intercettori su diverse zone del Paese. A Umm al-Fahm, nell’area di Haifa, un uomo è rimasto lievemente ferito.

L’esercito israeliano ha parlato di “nuove ondate” di lanci e ha invitato la popolazione a rifugiarsi nei bunker, sottolineando che “la difesa non è ermetica”. Parallelamente, le Idf hanno rivolto un appello in lingua persiana ai civili iraniani affinché si allontanino da siti militari e fabbriche di armamenti, avvertendo che la loro presenza “mette in pericolo le vite”.

I pasdaran: «Colpite le basi Usa nel Golfo»

La controffensiva iraniana è stata rivendicata dai Guardiani della Rivoluzione, i pasdaran, con l’annuncio dell’operazione “True Promise 4”, presentata come risposta all’“aggressione americano-sionista”.

Secondo le autorità di Teheran, nel mirino sarebbero finite quattro installazioni strategiche statunitensi:

la base aerea di Al-Udeid in Qatar

la base di Al-Salem in Kuwait

la base di Al-Dhafra negli Emirati Arabi Uniti

il quartier generale della Quinta Flotta Usa in Bahrein

Fonti locali parlano di esplosioni anche in Bahrein, Emirati e Kuwait. Le autorità israeliane riferiscono che, al momento, non si registrano vittime sul proprio territorio a causa dei missili iraniani, mentre resta in evoluzione il quadro relativo alle basi americane.

Raid mirati e vertici nel mirino

Secondo indiscrezioni rilanciate dai media israeliani, tra gli obiettivi dei raid di Israele ci sarebbero stati la Guida Suprema Ali Khamenei e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. L’agenzia ufficiale Irna ha però riferito che Pezeshkian è “sano e salvo”, mentre Khamenei sarebbe stato trasferito in una località sicura fuori Teheran.

Notizie non confermate parlano della morte del comandante delle Guardie Rivoluzionarie, Mohammad Pakpour, e del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. Altre fonti iraniane, tuttavia, sostengono che il vertice militare non sarebbe stato decapitato e che il comandante in capo dell’esercito, generale Abdolrahim Hatami, sarebbe illeso.

Nel sud del Paese, a Minab (provincia di Hormozgan), media statali iraniani riferiscono che un attacco avrebbe colpito una scuola elementare femminile, causando la morte di cinque studentesse. La notizia non ha al momento conferme indipendenti.

Diplomazia al collasso

L’azione militare arriva dopo settimane di colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran a Ginevra. L’ultimo summit, giovedì, si era chiuso senza intese concrete. Il presidente americano si era detto “deluso” dagli sviluppi, mentre nell’area mediorientale si concentravano da tempo mezzi militari statunitensi, tra cui due portaerei e centinaia di velivoli.

L’Unione europea ha espresso “profonda preoccupazione”. L’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, ha invitato a esplorare vie diplomatiche, ribadendo la priorità della protezione dei civili e del diritto internazionale umanitario. Bruxelles ha attivato la rete consolare per facilitare l’uscita dei cittadini europei dall’area e ha ritirato il personale non essenziale.

La posizione dell’Italia

Da Roma, Palazzo Chigi ha diffuso una nota al termine di una riunione presieduta da Giorgia Meloni, con la partecipazione dei ministri competenti e dei vertici dell’intelligence. Il governo italiano ha espresso “vicinanza alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei propri diritti civili e politici”.

Uno scenario regionale ad alto rischio

Con Israele sotto attacco missilistico, le basi americane nel Golfo nel mirino e il coinvolgimento diretto di Washington, il conflitto rischia di allargarsi rapidamente. Le prossime ore saranno decisive per capire se l’escalation si trasformerà in guerra aperta su vasta scala o se prevarrà, almeno temporaneamente, la via della de-escalation diplomatica.

2026-02-28T10:50:42+01:00

L'Iran: "Non esiteremo a rispondere"

Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che il Paese “non esiterà” a rispondere agli attacchi. “È giunto il momento di difendere la patria e di affrontare l’assalto militare del nemico”, ha scritto su X.

2026-02-28T10:49:00+01:00

Colpita una base militare Usa

Il Bahrein ha riferito che un attacco missilistico ha preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta della Marina Militare statunitense nel regno. Testimoni hanno udito sirene ed esplosioni in Kuwait, sede del Comando Centrale dell’Esercito degli Stati Uniti. L’Iraq e gli Emirati Arabi Uniti hanno chiuso il loro spazio aereo e le sirene hanno suonato in Giordania.

2026-02-28T10:48:29+01:00

Qatar intercetta un missile iraniano

Il ministero della Difesa del Qatar ha riferito che un missile iraniano è stato intercettato dal sistema di difesa Patriot

2026-02-28T10:08:53+01:00

Allarmi aerei a Tel Aviv: "Intercettiamo i missili iraniani"

Le sirene di allarme risuonano a Tel Aviv e in tutto il centro di Israele. L’esercito israeliano afferma che i sistemi di difesa aerea stanno lavorando per intercettare i missili. Lo riportano i media ebraici.

2026-02-28T09:39:49+01:00

Netanyahu: "Grazie agli Usa". Poi l'appello agli iraniani

“Ringrazio il nostro grande amico, il presidente Donald Trump, per la sua leadership storica. La nostra azione congiunta creerà le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano possa prendere in mano il proprio destino”, ha scritto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota. “Da 47 anni il regime degli ayatollah grida ‘Morte a Israele’, ‘Morte all’America’. Ha versato il nostro sangue, ha ucciso molti americani e ha massacrato il suo stesso popolo. Non si può permettere che si doti di armi nucleari che gli consentirebbero di minacciare l’intera umanità. È giunto il momento per tutte le componenti del popolo iraniano – persiani, curdi, azeri, baluci e ahwazi – di liberarsi dal giogo della tirannia e portare all’Iran libertà e pace”. “Mi rivolgo a voi, cittadini di Israele: seguite le istruzioni del Comando del Fronte Interno. Nei prossimi giorni, nell’operazione ‘Ruggito del Leone’, tutti noi saremo chiamati a dimostrare pazienza e forza d’animo. Insieme resisteremo, insieme combatteremo e insieme garantiremo l’eternità di Israele. Fratelli e sorelle, cittadini di Israele, poco più di un’ora fa Israele e gli Stati Uniti hanno avviato un’operazione per rimuovere la minaccia esistenziale rappresentata dal regime del terrore in Iran“.

2026-02-28T08:40:45+01:00

Le parole di Trump: "Difendiamo gli americani"

“Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano”, ha detto Donald Trump.

Gli attacchi sono partiti dalle portaerei dislocate in questi giorni nel Mediterraneo.

Leggi qui il video messaggio di Donald Trump.

2026-02-28T08:40:04+01:00

Gli obiettivi Usa

Secondo il NYT, gli obiettivi americani riguardano tutto l’apparato militare iraniano. Oltre ai siti nucleari, si stima che ci siano 2000 missili balistici sparsi in tutto il Paese.

Secondo Channel 12, la “fase iniziale” dell’attacco potrebbe durare quattro giorni.

2026-02-28T07:34:00+01:00

Attacco all'Iran

Colonne di fumo nero si alzano su Teheran, mentre in Israele risuonano le sirene e viene dichiarato lo stato di emergenza. È una nuova, drammatica escalation in Medio Oriente: Israele ha lanciato nella notte un attacco preventivo contro l’Iran, con l’obiettivo dichiarato di “rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele”. Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, parlando apertamente di un’operazione destinata ad avere conseguenze immediate.

Attacco “non di piccola entità”

Secondo fonti statunitensi citate dalla Cnn e dal Wall Street Journal, anche gli Stati Uniti stanno partecipando ai raid. Una delle fonti americane ha definito l’operazione “non di piccola entità”, lasciando intendere un’azione militare su vasta scala. Il New York Times riporta che l’offensiva sarebbe più estesa rispetto a quella condotta lo scorso giugno contro impianti nucleari iraniani.

Le esplosioni non hanno colpito solo la capitale. Le agenzie iraniane parlano di detonazioni anche a Qom, Isfahan, Karaj e Kermanshah. A Teheran, secondo i media locali, missili sarebbero stati avvistati in volo e diversi quartieri – inclusa l’area del ponte Seyed Khandan, dove si trova il quartier generale congiunto delle forze armate – sarebbero stati interessati dagli attacchi. Secondo il nostro Michael Sfaradi, i raid avrebbero colpito il Ministero dell’Intelligence iraniano, il Ministero della Difesa iraniano, l’Ufficio della Guida Suprema, l’Agenzia iraniana per l’Energia Atomica.

Tra gli obiettivi, secondo indiscrezioni non confermate, anche una struttura legata alla presidenza iraniana. L’Associated Press riferisce che uno dei raid avrebbe colpito un’area dove si trovano uffici riconducibili alla Guida Suprema Ali Khamenei, che secondo fonti ufficiali non si troverebbe più nella capitale ma in un luogo ritenuto sicuro.

Stato di emergenza e timori di ritorsioni

Katz ha dichiarato di aspettarsi “un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell’immediato futuro”. Il Comando del Fronte Interno ha invitato la popolazione a restare in prossimità dei rifugi, pur precisando che al momento non è stato ordinato di entrarvi. Si tratta, ha spiegato il portavoce dell’esercito, di un’allerta “proattiva”.

In parallelo, il ministro dei Trasporti israeliano ha disposto la chiusura dello spazio aereo civile. Analoga decisione è stata presa su Teheran e, a catena, anche in Iraq: l’aeroporto di Erbil ha annunciato la sospensione del traffico aereo. Il conflitto rischia dunque di avere un impatto immediato su rotte internazionali e sicurezza regionale.

Guerra anche sul piano informativo

In un passaggio che segnala la dimensione ibrida dello scontro, il Mossad ha diffuso un messaggio in lingua persiana rivolto direttamente alla popolazione iraniana, invitandola a “riportare l’Iran ai suoi giorni gloriosi” e a condividere foto e video di proteste contro il regime. Un’iniziativa che mostra come l’operazione non sia solo militare ma anche comunicativa e psicologica.

L’Italia monitora la situazione

Dall’Italia, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha assicurato che il personale militare italiano non risulta coinvolto negli eventi in corso. “La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali”, ha dichiarato, sottolineando di essere in costante contatto con lo Stato Maggiore e con il Comando operativo di vertice interforze.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha attivato l’Unità di crisi della Farnesina ed è in contatto con le ambasciate italiane a Teheran e Tel Aviv. “Priorità: la sicurezza dei nostri connazionali”, ha scritto sui social.

Scenario aperto

Il quadro resta fluido e in rapida evoluzione. Se confermata la natura congiunta dell’operazione tra Stati Uniti e Israele, si tratterebbe di un salto qualitativo nel confronto con Teheran. L’annuncio israeliano di un attacco preventivo e la previsione di una risposta iraniana aprono a uno scenario di ritorsioni incrociate, con il rischio concreto di un allargamento regionale del conflitto.

Per ora, su Teheran si alzano colonne di fumo e sui cieli del Medio Oriente cala il silenzio imposto dalla chiusura degli spazi aerei. Ma il rumore delle esplosioni lascia intendere che la notte potrebbe essere solo l’inizio di una fase ancora più instabile.

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