Appunti sudamericani

Usa, la mossa choc di Biden su Cuba

Ogni giorno uno sguardo esclusivo sul mondo americano e sudamericano

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Oggi Lula presenta a Biden il “Club della pace” guidato da Brasile, India e Cina

La guerra in Ucraina sarà argomento di scontro per i disaccordi tra Biden e Lula su Pechino, nuovo alleato di Brasilia e dove ieri lo stesso Lula ha scelto di mandare l’ex presidente Dilma Rousseff per guidare la Banca di Investimento dei BRICS. Accordo tra i due invece sulla “difesa della democrazia” e sull’ambiente. Alla Blair House, la residenza del governo degli Stati Uniti di fronte alla Casa Bianca dove soggiornano i capi di Stato stranieri, Lula riceverà Bernie Sanders in mattinata e nel pomeriggio partecipa a un incontro con i rappresentanti del più grande centro sindacale degli Stati Uniti, l’AFL-CIO. Dopo sarà ricevuto da Biden alla Casa Bianca.

L’attacco di Lula alla Banca Centrale mette pressione sui prezzi del cibo

Il discorso del presidente contro le politiche autonome della Banca Centrale su tassi di interesse e contenimento dell’inflazione ha peggiorato lo scenario di inflazione alimentare, in quanto ha messo sotto pressione il valore del dollaro, la valuta di riferimento per i prezzi delle materie prime agricole. L’attuale direttore della Politica Monetaria della Banca Centrale ha anche affermato ieri che “la Banca Centrale è un’istituzione statale e non del governo” e che non fare ‘un aggiustamento monetario ha dei costi per l’economia’, paragonando la situazione in Brasile con quella della Turchia, che ha abbassato artificialmente per imposizione di Erdogan i tassi di interesse e ha sofferto poi di alta inflazione e svalutazione della moneta nazionale. Per quanto riguarda l’indipendenza della Banca Centrale, criticata ferocemente da Lula negli ultimi giorni, ha sottolineato che è una pratica comune in tutto il mondo, tranne che in Argentina e Venezuela, paesi con tassi di inflazione molto elevati.

A Cuba torna Raúl Castro, il 91enne è ufficialmente candidato alle elezioni per rinnovare il Parlamento comunista

Raúl Castro, l’ex dittatore comunista di Cuba di 91 anni che ha servito per decenni come la spalla del fratello maggiore Fidel Castro, torna nella politica attiva dopo l’annuncio nel 2021 di lasciare il potere e la politica per sempre. Il Partito Comunista ha programmato le sue prossime “elezioni” per il 26 marzo. L’Assemblea avrà 470 membri dopo quelle elezioni, 135 in meno rispetto alla sua ultima sessione quinquennale a causa del drammatico calo della popolazione di Cuba, risultato di un esodo di massa in corso oggi. Raúl Castro è candidato al Parlamento in rappresentanza della sua nativa Santiago de Cuba orientale, in ticket con il “presidente”, Miguel Díaz-Canel, che  rappresenterà il comune di Santa Clara se eletto nelle sue “elezioni” truccate, una posizione da cui è probabile che poi il Parlamento lo nominerà come “presidente”.

Biden vuole aprire a Cuba ma ha bisogno dell’ok del poderoso senatore democratico Bob Menendez 

Dopo che il presidente ha terminato il suo discorso l’altro ieri sera, ha detto al senatore Bob Menendez “Bob, devo parlarti di Cuba”. La conversazione tra Biden e il senatore degli Stati Uniti, Bob Menendez, il democratico del New Jersey e cubano americano che è presidente della Commissione del Senato per le relazioni estere, è stata ripresa dalle telecamere. Possibili dunque cambiamenti politici nei confronti del paese comunista. Menendez è stato uno degli oppositori più duri alla distensione di Obama con Cuba. Come cubano americano, ha detto molte volte che Cuba è una questione personale per lui, che lo ha già messo in contrasto anche con Biden.

“Qualsiasi conversazione su Cuba alla Casa Bianca di Biden richiede la leadership del senatore. Sappiamo quanto gli è costato opporsi alle politiche di Obama, e non abbiamo dubbi che lo farebbe di nuovo se necessario.” Hanno dichiarato le organizzazioni in esilio sotto la coalizione Asamblea de la Resistencia, che hanno messo in guardia l’amministrazione Biden contro la rimozione di Cuba dalla lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo e la revoca delle sanzioni finanziarie contro il governo quando ci sono oltre 1.000 prigionieri politici sull’isola.

Il Río de la Plata si colora di verde per i cianobatteri

I cianobatteri hanno un colore verde brillante sulla superficie e nella sabbia. La comparsa di questi microrganismi nel Río de la Plata è dovuta a una serie di fattori climatici, come le alte temperature per diversi giorni, l’abbassamento dell’acqua a causa della siccità e poco vento. Le tossine che rilasciano possono portare a un’ampia varietà di infezioni gastrointestinali, respiratorie, neurologiche, della pelle, dell’orecchio e degli occhi. I sintomi più comuni sono diarrea, eruzioni cutanee, dolore all’orecchio, tosse e irritazione agli occhi. Vietato dunque fare il bagno nel Rio de la Plata da ieri.

Paolo Manzo, 10 febbraio 2023


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