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La nuova emergenza

Vaiolo delle scimmie, scatta la quarantena stile Covid

I casi di infezione si allargano. Ecdc e Oms alzano l’allerta sul vaiolo. E in Belgio torna la quarantena

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Appena il vaiolo delle scimmie è apparso all’orizzonte, media e virologi ci si sono buttati a rotta di collo. Appelli a fare attenzione, suggerimenti su come fare sesso, allarmi lanciati a mezza bocca, ipotesi di lockdown, restrizioni e regole Covid. La conferma che tira aria di restrizioni arriva dal Belgio, dove le autorità sanitarie hanno appena decretato una quarantena di 21 giorni per i positivi all’infezione.

La mossa del Belgio

Le autorità locali per il momento hanno registrato solo quattro casi, abbastanza però per decidere una misura così drastica. La lunghezza della quarantena è dovuta al periodo di incubazione del virus, che varia dai 6 ai 16 giorni e che può portare ad avere sintomi anche per 21 albe di seguito. Si tratta di una misura necessaria? L’Ecdc per ora ha solo suggerito di “isolare, testare e notificare tempestivamente” i casi sospetti, anche perché “la maggior parte si è presentata con sintomi di malattia lievi e, per la popolazione più ampia, la probabilità di diffusione è molto bassa”. “Le persone infette – spiega il Centro europeo – dovrebbero rimanere isolate fino alla caduta delle croste e in particolare dovrebbero evitare contatti ravvicinati con persone immunosoppresse e animali domestici”. Per i contatti stretti, invece, niente isolamento ma solo “auto-monitoraggio” per 21 giorni.

Vaiolo delle scimmie, cosa dicono gli esperti

Gli esperti assicurano che, al momento, non ci sono preoccupazioni eccessive. Si tratta di un virus conosciuto, per cui una parte di popolazione è già vaccinata. Nessuno si sbilancia sulla possibilità di inoculare il vaccino anche ai giovani visto che, Gismondo dixit, si tratta di un prodotto con alcuni effetti collaterali importanti. “Le raccomandazioni – dice l’Istituto superiore di Sanità – prevedono di restare a casa a riposo qualora insorga la febbre e di rivolgersi al medico di fiducia in caso di comparsa di vescicole o altre manifestazioni cutanee. Come prevenzione, è importante evitare il contatto con persone con febbre e valutare con attenzione, prima di ogni contatto personale stretto o contatto sessuale, la presenza di eventuali manifestazioni cutanee inusuali (quali vescicole o altre lesioni) sulla cute del partner. Questo comportamento è utile a prevenire non solo il monkeypox ma anche altre infezioni sessualmente trasmesse”.

Casi di vaiolo in mezzo mondo

Per quanto senza ancora alcun decesso, la macchia dei contagi continua ad allargarsi. L’Oms si è riunita ed ha lanciato uno stato di pre-allerta, anche se senza richiedere per ora limitazioni ai viaggi. In Italia un quarto caso è stato registrato a Arezzo, mentre tre sono ricoverati allo Spallanzani e 15 sono in isolamento nel Lazio. In Spagna un focolaio è esploso alle Canarie, forse legato ad una sauna. Almeno un positivo è stato trovato in Australia, Belgio, Canada, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti d’America. “I casi segnalati finora non hanno stabilito collegamenti di viaggio con un’area endemica – spiega l’Oms – Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, i casi sono stati identificati principalmente, ma non esclusivamente, tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini”.

Tornano le restrizioni?

La quarantena disposta del Belgio, però, cambia un po’ la percezione dell’emergenza. Negli altri Paesi Ue, infatti, gli infetti vengono isolati ma non è stata ancora disposta una vera e propria quarantena. Joe Biden, intanto, si è detto “molto preoccupato” dal vaiolo e ha invitato tutti i Paesi alla massima allerta. Il ministro della Salute dalla Gran Bretagna ha parlato di un “impatto enorme” sulla salute sessuale dei britannici e sull’accesso ai servizi sanitari. Torneremo all’era Covid? Alle chiusure, alle restrizioni e alle quarantene di massa? Difficile dirlo, ma tira una brutta aria. L’Oms stessa ha detto che “le misure precauzionali generali raccomandate contro Covid-19 dovrebbero anche proteggere ampiamente dalla trasmissione del virus del vaiolo delle scimmie”. Mala tempora currunt?