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Vaiolo, il partito gay nega la scienza: “Non siamo più a rischio”

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Ed è emergenza sanitaria anche per il vaiolo delle scimmie. È arrivata in Italia la prima tranche di vaccini Jynneos da parte della Commissione Europea: si tratta di 4200 dosi che saranno distribuite nelle regioni più colpite e cioè Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Veneto.
Pur non trattandosi di una vaccinazione di massa, il Ministero della Salute italiano ha indicato le categorie a rischio alle quale è vivamente raccomandata la vaccinazione. Tra queste: persone gay, transgender, bisessuali e uomini che hanno rapporti con altri uomini.

Ed ecco che il mondo arcobaleno insorge senza pietà contro quella che viene definita “stigmatizzazione”. Nonostante i dati parlino chiaro, in quanto il 95% delle infezioni riguarda uomini che hanno avuto rapporti con altri uomini, la medicina viene tacciata come omofoba.

Diktat comunità Lgtb

“Non è la malattia dei gay”, smentisce la comunità LGBT. A ciò si aggiunge poi il Partito Gay Italiano che punta il dito addirittura contro il Ministero: “In merito all’epidemia chiediamo chiarimenti al Ministero della Salute e che siano vietate affermazioni come quella del Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie che afferma che le persone gay sono a rischio, per tale epidemia”, sottolineando che si infettano anche donne e bambini.
Esempio  lampante di quando l’ideologia cieca pretende, addirittura, di scavalcare la medicina e in nome del “politically correct” impone a un istituto clinico di negare l’evidenza dei dati riscontrati.
Tutto ciò sembrerebbe una barzelletta se non fosse che nella nostra Italia, quella non buona ma sicuramente buonista, il mainstream, che ormai coinvolge tutti i settori, impone – implicitamente, ma non troppo – l’apparente tutela di quel mondo che è pronto a sacrificare la propria salute imponendo senza pietà i propri diktat.

Precisazioni Oms

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha infatti raccomandato agli uomini gay e bisessuali di limitare il numero di partner sessuali, ma ha subito sottolineato quanto sia fondamentale che le autorità sanitarie pubbliche coinvolgano le comunità gay proteggendole, allo stesso tempo, da stigma e discriminazione. Sempre l’Oms si fa, infatti, portavoce nell’invitare social media e testate giornalistiche a contrastare le fake news e le informazioni errate. “Lo stigma e la discriminazione possono essere pericolosi quanto qualsiasi virus”, afferma il Direttore Generale dell’Oms Teodors Adhanom Ghebreyesus.

Inevitabile chiedersi: per quale altra malattia, virus, emergenza sanitaria abbiamo assistito a spiegazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità? La tanto invocata “normalizzazione” del mondo arcobaleno sembrerebbe arrivare a mettere in discussione addirittura la scienza e a “costringere” istituzioni mondiali a ponderare affermazioni e dichiarazioni. Cosa avremmo detto assistendo a una “rivolta degli anziani” durante le vaccinazioni covid? Le autorità si sarebbero sentite in dovere di dare spiegazioni? No. Ma in questo caso è diverso.

A dimostrazione che questa “battaglia” è l’ennesima presa di posizione, frutto di infantilismo ed egocentrismo di chi a prescindere si sente in diritto di essere discriminato – spesso gettando al vento gli sforzi di chi realmente si impegna a colmare le disuguaglianze – ci sono quelle frange LGBT che richiedono a gran voce il vaccino.

Pietro Turano, portavoce di Gay Center – infatti – lancia un appello, esattamente opposto a quanto riferito dal Partito Gay Italiano, – a Speranza: “C’è una forte richiesta, il Ministro si impegni per rendere il vaccino disponibile su larga scala. Non possiamo continuare a vedere il virus diffondersi”.

Contraddizioni su contraddizioni, convinzioni ossessive, idee confuse ma – nel dubbio – le giustificazioni sono d’obbligo in questo ambiente.

Bianca Leonardi, 6 agosto 2022