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Vertice Putin-Trump, “accordo non c’è ma progressi”: cosa è stato deciso

Dopo tre ore di riunione in Alaska, i presidenti di Russia e Usa si presentano di fronte alle telecamere

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Ci sono volute tre ore per arrivare alla fine del primo vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin. I due presidenti sono rimasti chiusi nella stanza della Joint Base Elmendorf-Richardson ad Anchorage con due fidati consiglieri per parte. Il pranzo delle delegazioni è stato rinviato. Poi sia il Cremlino che la Casa Bianca hanno annunciato la fine del primo faccia a faccia, confermando la tanto attesa conferenza stampa.

Il palco è composto da due pulpiti abbastanza distanti, le bandiere russa e americana dietro ognuno dei due presidenti e una grande scritta campeggia al centro dell’inquadratura: “pursuing peace“, cioè perseguire la pace, ovvero lo scopo che Donald Trump si era dato per questo storico incontro con lo Zar.

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Sul volo che lo portava in Alaska, il presidente Usa ha detto chiaramente che non intende “sostituirsi” a Kiev nelle trattative per la pace. Pensi il suo scopo è quello di “mettere al tavolo” i due contendenti. L’Ucraina è però in fermento per le immagini che arrivano da Anchorage, con il tappeto rosso srotolato sotto i piedi del leader russo, la stretta di mano vigorosa tra i due, gli applausi di Trump, i sorrisi di Putin e infine l’inusuale viaggio insieme sulla stessa limousine.

Cosa hanno deciso, dunque, i due potenti nel segreto del meeting riservato? Cosa si sono detti alla presenza di Marco Rubio (segretario di Stato americano), Steve Witkoff (inviato speciale), Sergei Lavrov (ministro degli Esteri russo) e Yuri Ushakov (consigliere per la politica estera del Cremlino)?

Le parole di Putin

Durante la conferenza stampa, Putin ha fatto sapere che il confronto è stato “costruttivo” e segnato da “reciproco rispetto”. Il leader russo è convinto che avesse senso incontrarsi in Alaska, che con Donald al potere nel 2022 questa guerra non sarebbe mai iniziata, che quattro anni dall’ultimo vertice bilaterale sono troppi e che i due Paese devono tornare a cooperare lasciandosi alle spalle le recenti incomprensioni. Putin ha spiegato che lui e Trump hanno raggiunto una prima “intesa” sull’Ucraina e ha avvertito l’Europa e Kiev di non “sabotare i progressi” fatti oggi. “Spero che l’intesa di oggi apra la strada alla pace in Ucraina”, ha detto Putin. Che poi è tornato a rimarcare l’importanza delle relazioni bilaterali: “Ricorderemo sempre altri esempi della storia quando i nostri Paesi sconfissero nemici comuni, aiutandoci l’uno con l’altro – ha detto – Sono certo che questa eredità ci aiuterà a costruire e alimentare con benefici reciproci i nostri legami, anche nelle condizioni più dure”.

Tra le note più importanti, c’è il fatto che Putin concorda nella necessità di porre fine alla guerra si è detto d’accordo con Donald Trump sulla necessità di garantire la sicurezza dell’Ucraina.

Le parole di Trump

Positivo anche il resoconto del presidente americano.  “Abbiamo fatto grandi progressi con Putin“, ha detto. “Ho sempre avuto un fantastico rapporto con lui”. E ancora: “Ci sono stati molti, moltissimi punti su cui siamo stati d’accordo, direi sulla maggior parte di essi; su un paio di questioni importanti non ci siamo ancora del tutto arrivati, ma abbiamo fatto dei progressi“. Adesso Donald chiamerà le cancellerie europee, e anche Kiev, per riferire l’esito del colloquio: “Abbiamo discusso diversi punti, alcuni molto importanti. – ha spiegato – Ci sono ottime possibilità di raggiungere un accordo. Ma non c’è accordo finché che non c’è accordo, chiamerò la NATO e Zelensky e gli dirò dell’incontro di oggi”. 

Trump resta comunque “molto fiducioso” per il raggiungimento di un accordo finale. Alla fine della conferenza stampa, i due presidenti non hanno risposto alle domande dei giornalisti. E quando Trump si è augurato che l’incontro potesse ripetersi presto, il leader russo lo ha ufficialmente invitato a Mosca.

Articolo in aggiornamento

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