Esteri

Vertice Trump-Putin: “Ci vedremo a Budapest”. Può funzionare?

Budapest diventa la nuova capitale del dialogo: Orban apre le porte, lo zar accetta e l’Ue si ritrova ai margini del tavolo che conta

trump putin (3) Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Il presidente statunitense Donald Trump ha definito “un grande progresso” la telefonata avuta con Vladimir Putin, la prima dopo circa due mesi. Il colloquio si è svolto alla vigilia dell’incontro previsto alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo quanto riferito, i risultati della conversazione con il leader russo saranno al centro del faccia a faccia tra Trump e Zelensky, in vista anche di una riunione tra “consiglieri ad alto livello” di Stati Uniti e Russia la prossima settimana e di un successivo vertice tra gli stessi Trump e Putin. Quest’ultimo si dovrebbe tenere a Budapest, anche se non è stata ancora indicata una data precisa.

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha accolto con favore l’annuncio, scrivendo sui social: “Una grande notizia per chi vuole la pace, siamo pronti”. Il summit in programma seguirebbe quello di Ferragosto in Alaska e si svolgerebbe in territorio dell’Unione Europea, che Mosca considera uno degli ostacoli principali ai negoziati di pace.

Trump ha definito le due ore e mezza di dialogo con Putin “molto produttive” e ha raccontato che il presidente russo ha iniziato la conversazione congratulandosi per “il grande risultato della pace in Medio Oriente”. Secondo il leader americano, “il successo in Medio Oriente aiuterà nei nostri negoziati per raggiungere la fine della guerra Russia-Ucraina”. Trump ha aggiunto che i due hanno discusso anche del futuro del commercio bilaterale “quando la guerra con l’Ucraina sarà finita”. Anche il Cremlino ha espresso una valutazione positiva, parlando di “una telefonata franca e incoraggiante”. Mosca ha inoltre sottolineato di aver promosso l’iniziativa del contatto e che la sede di Budapest è stata proposta da Trump e “subito sostenuta” da Putin, anche considerando l’ostilità del premier ungherese nei confronti di Zelensky e dell’ingresso dell’Ucraina nell’Ue.

Trump “ritiene ancora possibile” un faccia a faccia tra Putin e Zelensky. E c’è un dato cristallino: nonostante le dichiarazioni di facciata del Cremlino, la minaccia dei Tomahawk ha costretto lo zar a tornare al tavolo. Sì, perchè la possibilità di un attacco massiccio potrebbe stravolgere i calcoli di Mosca e potrebbe mettere a rischio diverse cose, a partire dalle infrastrutture energetiche. Ma c’è anche un altro fattore da non sottovalutare: l’incontro a Budapest consentirebbe a Putin di tornare in Europa. E anche per questo motivo l’Ue non ha preso posizione sull’annuncio di Trump. Non c’è di mezzo solo il mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale – di cui Budapest non fa più parte – ma anche le sanzioni nei confronti della Russia, soprattutto a pochi giorni dal Consiglio europeo che dovrebbe discutere nuovi pacchetti.

Il tono del presidente statunitense è apparso più disteso rispetto alle settimane precedenti, quando aveva dichiarato di sentirsi “deluso da Putin” e aveva manifestato frustrazione per la mancanza di progressi verso un accordo di pace. In passato, Trump aveva persino ipotizzato la possibilità di fornire a Kiev missili da crociera Tomahawk, con un raggio d’azione di 2.500 chilometri. Da parte russa, Putin ha avvertito che una simile mossa causerebbe “danni significativi alle relazioni” tra i due Paesi, “per non parlare delle prospettive di una soluzione pacifica”. Il Cremlino aveva già descritto un’eventuale fornitura dei Tomahawk come “una nuova escalation” tra le principali potenze nucleari, osservando inoltre che i missili dovrebbero essere operati da personale militare americano.

Difficile sbilanciarsi sui possibili risultati del vertice tra Trump e Putin. Una cosa è certa: forte del successo in Medio Oriente, il presidente americano proverà a forzare la mano rispetto al summit in Alaska. Sì, perchè in quel caso è apparso come lo “sconfitto”, considerando le azioni dello zar, pressochè insensibile alle parole dell’omologo a stelle e strisce. Non si arriverà alle firme per il cessate il fuoco, ma è comprensibile profetizzare un passo avanti concreto verso la pace.

Un alto funzionario ucraino, rimasto anonimo, ha riferito all’agenzia Afp che la richiesta di Kiev di ottenere i Tomahawk sarà uno dei temi centrali del colloquio tra Trump e Zelensky. L’Ucraina considera però altrettanto essenziali i sistemi di difesa antiaerea Patriot, ritenuti cruciali dopo i recenti attacchi russi contro infrastrutture energetiche che hanno causato interruzioni di corrente diffuse in tutto il Paese per il secondo giorno consecutivo. Zelensky ha scritto su Telegram: “Si parla di attacchi al nostro popolo, al nostro settore energetico e alle nostre infrastrutture civili. La Russia ha utilizzato più di 300 droni e 37 missili, un numero significativo dei quali balistici”. Gli obiettivi principali, secondo le autorità ucraine, si trovavano nelle regioni di Vinnytsia, Sumy e Poltava.

Leggi anche:

Mosca ha confermato di aver condotto “un massiccio attacco” contro infrastrutture del gas, sostenendo che esse supportino “il funzionamento del complesso militare-industriale ucraino”. Il ministero della Difesa russo ha specificato che sono stati impiegati anche missili ipersonici Kinzhal e che i raid sono stati eseguiti “in risposta agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro obiettivi civili sul territorio della Russia”. Anche le forze ucraine hanno proseguito con operazioni su obiettivi energetici in territorio russo, sebbene di portata minore. Nella regione di Volgograd, il governatore ha riferito che i resti di un drone abbattuto sono caduti su una sottostazione elettrica nella località di Balashovskaya, provocando un incendio. Nel frattempo, il governatore di Belgorod ha denunciato la morte di un civile e il ferimento di altri tre a causa di attacchi di droni ucraini.

Franco Lodige, 17 ottobre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026