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Vi dico la verità su referendum Cgil: prende di mira anche tutti voi

Se volete potete chiamarlo "risarcimento". Perché non produce alcun effetto positivo diretto sulla sicurezza sul lavoro. Ma prende di mira voi

Maurizio Landini Cgil referendum Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Chiamatelo Referendum Risarcimento. Riguarda pure voi. Il referendum “sicurezza” della Cgil non introduce nessuna norma positiva sulla sicurezza ma estende l’obbligo di risarcimento a tutti i committenti, dalla Fincantieri fino al condominio o al negozio sotto casa, anche se hanno rispettato tutte le regole di appalto e non hanno avuto nessuna corresponsabilità nell’incidente.

Il quarto referendum (“sicurezza”) non produce alcun effetto diretto sulla sicurezza del lavoro e non apre la strada a nuove misure preventive, come obblighi di formazione o ispezioni. Il sì vuole estendere la responsabilità economica e quindi l’obbligo di risarcimento al committente, indipendentemente dalla sua possibilità di verificare le condizioni di lavoro.

La legge vigente però già punisce penalmente e civilmente le ‘stazioni appaltanti’ (sia le società pubbliche o private, sia i privati cittadini) quando vi sia stato qualche maneggio irregolare. Con la nuova norma si rende economicamente responsabile degli eventuali infortuni qualunque ‘committente’ di lavori, dal più grande fino al più piccolo, che sia un condominio, un proprietario di case, un negoziante o che so io.

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Sarebbe bene che questa operazione populista di un sindacato che cerca di farsi partito con la sigla Pd-Avs-5Stelle venisse discussa con veri confronti sugli organi di comunicazione, non è vero?

Marco Taradash, 23 maggio 2025

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