Vi dico quello che Lollobrigida non può dire

Pugliesi, agricoltori, svegliatevi: a Gaza si festeggia l'accordo, ma da noi ci impediscono di trattare con le aziende israeliane

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sempio garlasco

Oggi è un giorno storico: Israele e Hamas hanno fatto il primo passo per attuare il piano di pace di Trump, lunedì verranno rilasciati gli ostaggi ancora in mano ai terroristi di Gaza e gli israeliani rilasceranno i prigionieri Palestinesi. Insomma, è un percorso ancora lungo come dice Meloni, ma è un inizio.

C’è poi qualcos’altro che rimarrà negli annali, l’ennesima dimostrazione dell’idiozia umana. A Bari, lo sapete quanto ci hanno fatto arrabbiare dando la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, si è inaugurata Agrilevante. Una fiera dell’agrimeccanica che vuole essere il punto di riferimento per gli operatori agricoli del mediterraneo. Lo sapete che la Fiera del Levante non ha voluto che Israele partecipasse alle sue iniziative e quindi, paradosso dei paradossi, in una fiera che vuole essere rilevante nel bacino del mediterraneo non avrai aziende israeliane che sono leader indiscusse in praticamente tutti i settori dell’agricoltura di precisione, dalla sensoristica alle selezione genomica.

Francesco Lollobrigida, intervenuto alla inaugurazione, ha fatto educatamente notare che “siamo in un momento particolare della storia. Oggi, qui ad Agrilevante ci siamo svegliati tutti con una speranza in più verso la pace” e che “la pace è fondamentale per garantire relazioni internazionali stabili e sviluppare il commercio, per un paese esportatore come il nostro”. Ha fatto tutto quello che si doveva, ha ricordato la tragedia in corso a Gaza e le vittime del Sette ottobre.

Sono parole di un ministro, usa un linguaggio istituzionale, ci dice che non potremo salutare questo passo importante verso la pace con gli israeliani, persone che condividono la nostra stessa scala di valori. E che i rapporti commerciali con loro, oltre a rappresentare opportunità importanti per le nostre imprese, e che le nostre imprese non potranno cogliere.

Io posso permettermi di andare oltre. Abbiamo avuto manifestazioni durante lo Yom Kippur, abbiamo avuto manifestazioni a Bologna il sette di ottobre, striscioni in testa a cortei cosiddetti pacifici che paragonavano la strage del Nova festival a un atto di resistenza. Ed oggi noi diciamo ai nostri imprenditori agricoli che nel nostro Paese non potranno trovare aziende israeliane perché la sinistra che piace alla gente che piace deve compiere atti di populismo diplomatico.

La Puglia è la mia terra, ma porta alla disperazione. C’è Emiliano che blocca le collaborazioni con Israele perché c’è bisogno di dire basta, Vito Leccese che dà la cittadinanza ad Albanese e fa sentire noi della “Ripartenza” ospiti, quando invece diamo vita alla città. Visti i sondaggi, mi viene da sperare che l’ex sindaco e candidato alle regionali Antonio De Caro sia meglio e ponga un freno a questo scempio. Poi vedi il suo Instagram e scopri che la scorsa settimana canticchiava insieme a tanti pacifinti: “Palestina libera dal fiume al mare”. Pugliesi, agricoltori, svegliatevi!

Lettera firmata

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