Mi faccia il piacere

Vogliono imporci per legge l’autoradio

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All’Italia il mercato fa proprio schifo. L’ultima geniale idea del Garante per le comunicazioni (non ce ne vogliano il presidente, i commissari e tutto l’organigramma) è, in sintesi, questa: vogliono imporci l’autoradio. Per legge.

In pratica dovete sapere che “il custode del pluralismo” è interessato alla “massima circolazione delle idee anche attraverso la radio”, come scrive Repubblica, ed è quindi “preoccupato” per la piega che sta prendendo il mercato delle auto. Non solo se ne vendono sempre di meno, ma molti modelli hanno deciso di eliminare antenna e autoradio. I primi a pensarci sono stati i cinesi, poi gli altri sono corsi dietro a Pechino: tanti saluti al caro vecchio ricevitore in favore del sistema di infotainment “integrato al veicolo” che permette di collegare via bluetooth il cellulare e di scegliere se ascoltare le stazioni AM-FM oppure uno dei tanti sistemi di streaming. Tutto tramite internet.

Le case automobilistiche non stanno violando la legge, stanno solo sfruttando il modo maldestro con cui i politici le scrivono. In pratica la norma prevede l’obbligo di montare “un sintonizzatore DAB+ solo nei veicoli dotati di autoradio” mentre quelli in cui è “assente l’autoradio tradizionale non rientrano formalmente nel campo di applicazione della norma e, pertanto, non sono soggetti all’obbligo di installare un ricevitore DAB+”. Da qui l’invito al governo a riscrivere la legge rendendo obbligatoria l’autoradio, quindi il ricevitore digitale.

Ora, potremmo entrare nello specifico e spiegare che parte della preoccupazione dell’Agcom, più che al pluralismo dell’informazione, è rivolta al fatto che – dopo aver investito tempo e risorse per la diffusione del sistema DAB+ radiofonico digitale – adesso teme di ritrovarsi fregata. Ma ci fermeremo al principio. Per quale motivo il governo, cioè lo Stato, dovrebbe imporre alle case automobilistiche di montare la radio? Non stiamo parlando dei freni o delle cinture di sicurezza, ma di un optional peraltro facilmente sostituibile con i podcast. Se fossimo un paese liberale, e non lo siamo, lasceremmo tutto nelle mani del mercato: se i consumatori desiderano l’autoradio, sceglieranno i marchi che lo propongono. E se è considerata davvero così importante dagli automobilisti, vedrete che tutti i produttori – alla fine – torneranno a proporlo. Facile.

Giuseppe De Lorenzo, 31 maggio 2025

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