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Voltagabbana, quanti sono (e quali sono i peggiori) - Seconda parte

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Ma voltagabbana sono i parlamentari o i leader di partito, per i quali il situazionismo sembra l’unica filosofia politica praticabile? Certo è che i partiti come sono stati fondati e vissuti nella prima Repubblica sono finiti. Almeno in Italia. Quando mai si vede un congresso? Ma nemmeno a livello provinciale. Una volta la “fedeltà” si costruiva in un confronto serrato, con un po’ di retorica forse, ma con un ricorso generoso a idee e programmi. Certo, morte le ideologie, le idee si sono fatte leggere e impalpabili, i programmi sono diventati solo un esercizio di facciata.

Ma in questa condizione di liquidità che cosa vuol dire fedeltà? I centouno “traditori” di Prodi all’elezione del presidente della Repubblica, nel 2014, che cosa erano? Voltagabbana? Quali sanzioni hanno avuto dal loro partito, che era sempre il Pd? Che senso ha perseguire formalmente chi cambia idea, quando a cambiarla sono quasi sempre i segretari di partito? Chi invoca sanzioni contro i transfughi – a prescindere dalla loro etichetta di traditori o di responsabili – forse invoca un Parlamento ridotto a un Direttorio.

Invece di ridurre i parlamentari da 900 a 400, era meglio ridurlo a una ventina, tanti quanti sono i leader dei piccoli o grandi “partiti” o movimenti o gruppi rappresentati in Parlamento. Con buona pace della democrazia, dei suoi rischi e delle sue imperfezioni, che resta “la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”, per citare Winston Churchill.

Antonio Mastropasqua, 11 genanio 2022