Commenti all'articolo Whatsapp e la privacy: l’ultima trappola dei censori del Web

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Pierina
Pierina
12 Gennaio 2021 19:12

Un Articolo in linea con il moderno modo di communicate: prendere delle affermazioni oggettive, metterle insieme in maniera causale, facendone uscire una versione distorta. A che pro? A cosa e chi serve questo Articolo? A farsi vedere. Le piattaforme citate Sono private ( come detto nell’articolo) Ognuno di noi sceglie di utilizzarle o meno. La ragione per cui le si utilizza é perché Sono facili, popolari e gratuite Gli amministratori hanno il diritto di stabilire le regole di accesso Al servizio che loro mettono a disposizione, che ha il solo obbligo di sottostare Alle leggi del Paese in cui l’utente é residente Ognuno di noi puô decidere di non utilizzare tali piattaforme. Non essendo piattaforme pubbliche, possono decidere a chi dare accesso o meno. Personalmente ritengo che le scelte fatte siano una presa di coscienza importante. Perché come emerso Nel “Black Life Matters” non Basta non essere razzisti a casa propria ma bisogna anche avere il coraggio di esprimere la propria opinione a difesa dei principi. E credo che queste piattaforme lo stiano facendo. Possiamo non essere d’accordo ma stanno esprimemdo la loro opinione oscurando ció che a loro sembra non corretto. Noi siamo quelli che abbiamo dato potete Alle piattaforme stesse. Ma noi siamo gli utenti e non I detentori. Questioni rilrvanti da risolvere: Le leggi Della privacy che… Leggi il resto »

BUNNIE
BUNNIE
10 Gennaio 2021 8:31

Per Antonio.
Concordo con le sue osservazioni ma non con le conclusioni che lei trae.
Nel momento in cui si accetta che un ” commento ” sia da cancellare automanticamente sorge la domanda : a giudizio di chi ?
Nasce la censura.
Bisogna combattere su di un altro fronte: quello del ricevente l’ informazione, bisogna dargli gli attrezzi culturali e mentali per valutare con maturità la informazioni che riceve, la strada è più lunga ma più solida .
Quindi confutare argomentando, portare dati e non slogan, riscuotere la fiducia dell’ interlocutore, dimostrare la inconsistenza delle opinioni ad personam etc etc
In fondo sono ottimista, non creda che i “cretini ” siano la maggioranza come sembrerebbe frequentando i vari forum, sono solo quelli che fanno più chiasso.

Antonio
Antonio
10 Gennaio 2021 0:28

Ormai facebook e altre piattaforme simili sono diventati fonti di fake news a gogo sia veicolate da politici, siti poco trasparenti, organizzazioni improbabili o privati che divulgano vere e proprie balle spaziali.
Ma il bello e’ che tanti utenti credono a tutto quello che viene veicolato e tanti politici usano tutto questo per fidelizzare a se i piu’ sprovveduti o creduloni, o per attaccare subdolamente gli avversari.
E per finire lo si usa per insultare, minacciare, sbeffeggiare, tanto tutti dietro una tastiera si sentono intoccabili, e l uso dei social diventa quasi compulsivo e irrefrenabile.
Con la vicenda trump, che ne paga a torto o a ragione le conseguenze, e’ ormai indispensabile che ci siano regole chiare, perche’ divulgare falsita’, video tarocco, insulti e qualsiasi altra nefandezza di complottisti, negazionisti, nazisti, estremisti di ogni genere deve finire.
Non si sta’ parlando di limitazione della liberta’ di opinione, ma di riportare tutto nell alveo della corretta e giusta dimensione, non si puo’ pensare che in rete si possono fare i propri porci comodi o dire su questo o quello il c……o che si vuole!
Per me si stava meglio e la gente era piu’ civile, quando twitter, instagram ecc. non esistevano.

Alessandro Caroli
Alessandro Caroli
9 Gennaio 2021 23:54

Per pura disgrazia, otto/nove anni fa aprii un utente Facebook. Mi resi conto poco tempo dopo dell’errore fatto: credevo fosse come LinkedIn. Nulla di più falso.
Oggi uso Facebook praticamente solo per contestare la cattiva gestione della Federazione italiana rugby. Tutto il resto gira o su LinkedIn o su Telegram. Conseguenza. In caso di blocco o di cancellazione utente su Facebook/Istagram/Whatsapp la mia risposta sarebbe un’alzata di spalle e un bel vaffan… quello lì.