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Wikileaks, Assange verrà estradato. La stilettata di Capuozzo: “È molto curioso…”

Lo storico inviato di guerra commenta la firma da parte del governo britannico del via libera all’estradizione di Julian Assange

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La notizia è ormai su tutti i portali: Julian Assange, fondatore di Wikileaks, potrebbe essere estradato dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti. A darne notizia è stato l’Home Office del governo britannico, secondo cui il ministro inglese “deve firmare l’ordine di estradizione” se non vi siano motivi validi per impedirlo. E poiché tempo fa ormai i giudici di Sua Maestà avevano escluso la possibilità di non concedere l’estradizione, pare che la parabola di Assange si avvicini sempre di più al suo rimpatrio verso l’America. E dunque verso il possibile processo

Le accuse contro Assange

Il cofondatore di Wikileaks infatti è accusato di spionaggio per un totale di 18 capi di accusa che, se confermati, potrebbero costringerlo a 175 anni di carcere. Il giornalista è accusato di aver trafugato, rivelato e passato alla stampa file riservati con segreti (anche militari) sui conflitti armati in Afghanistan e Iraq. Ma anche notizie sulla repressione cinese della rivolta tibetana, le violenze in Turchia. E ancora la corruzione nei Paesi arabi. Fino ad arrivare, come detto, agli Stati Uniti: il suo principale bersaglio, di cui ha rivelato abusi dei diritti umani commessi dalle forze armate americane. Famoso anche il coinvolgimento di Wikileaks nella rivelazione delle mail di Hillary Clinton durante la campagna presidenziale del 2016 che aprirono la strada a Donald Trump.

Le proteste delle Ong contro l’estradizione

Assange è rimasto per diverso tempo nell’ambasciata dell’Ecuador dove si era rifugiato. Nel maggio del 2019, il tribunale di Londra lo aveva condannato a 50 settimane di carcere per violazione delle condizioni di libertà vigilata. Dagli Stati Uniti nel frattempo è arrivata la richiesta di estradizione presentata al Regno Unito, che ora sembra disposta a concederla. Sia chiaro: Assange non rischia di essere caricato domani su un aereo per essere rispedito oltre oceano. Wikileaks ha già annunciato che presenterà ricorso, sebbene è difficile possa essere accolto dalla giustizia britannica. E poi potrebbe tentare la carta della Corte Europea dei Diritti umani di Strasburgo. Attualmente detenuto nel carcere di Belmarsh, Assange come i suoi legali non credono alle rassicurazioni americane sul trattamento che otterrebbe una volta estradato. Diverse Ong parlano di persecuzione politica. Per Amnesy International spedirlo negli Usa sarebbe “un messaggio agghiacciante ai giornalisti di tutto il mondo”. Melenchon, il candidato della sinistra francese, assicura che se verrà eletto darà la cittadinanza ad Assange. E anche Mosca, per bocca della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, accusa l’Occidente di cercare una “vendetta” e la “distruzione del giornalista”.

Il commento di Toni Capuozzo

Sul caso anche Toni Capuozzo, storico inviato di guerra, ha voluto dire la sua. Soprattutto in un periodo in cui si fa un gran parlare di libertà di stampa e repressione dei giornalisti, solitamente guardando a quanto fanno Putin e la Russia. Secco e lapidario: “È curioso come i più bellicosi difensori della democrazia e della libertà firmino l’estradizione di Julian Assange verso gli Stati Uniti, dove verrà processato per spionaggio”. Il riferimento pare essere alle dichiarazioni britanniche sulla guerra in Ucraina e la libertà di espressione in Russia.