Esteri

Zelensky riceve il piano USA: “Ne parlerò con Trump”

Sono giorni difficili per l'Ucraina, non solo sul campo. La bozza per la pace contiene molte concessioni a Putin

Zelensky @ Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricevuto la bozza di un piano di pace elaborato dall’amministrazione americana di Donald Trump. Il documento in 28 punti è stato consegnato durante un incontro a Kiev con il segretario dell’esercito statunitense Dan Driscoll e altri alti ufficiali americani il 20 novembre 2025. L’obiettivo principale del piano è quello di porre fine al conflitto tra Ucraina e Russia, in corso da oltre tre anni. L’Ucraina ha dichiarato di essere pronta a collaborare in modo “costruttivo” con gli USA sul tema.

Previsioni di concessioni e ridimensionamento

Il piano di pace presenta elementi controversi che hanno suscitato un forte malcontento da parte di Kiev. Secondo quanto riportato dai media internazionali, il documento prevede concessioni territoriali della regione del Donbass e della Crimea alla Russia, attualmente già sotto il controllo russo. Inoltre, proposta la riduzione della forza armata ucraina del 50% e la rinuncia alle armi a lungo raggio, insieme al divieto della presenza di forze straniere sul territorio ucraino. Il piano include anche il riconoscimento del russo come seconda lingua di Stato.

La reazione dell’Ucraina e il dissenso interno

Le autorità ucraine, insieme a diversi funzionari, hanno definito la proposta “inaccettabile”, “assurda” e “provocatoria”, accusando Mosca di voler creare divisioni tra Kiev e i propri alleati. Zelensky discuterà della bozza nei prossimi giorni con il suo staff, che include Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale. Tuttavia, fonti vicine alla delegazione ucraina riferiscono che la pressione da parte degli Stati Uniti su Zelensky per accettare le proposte è significativa. Lo stesso presidente ucraino ha dichiarato che la sua priorità è raggiungere una pace duratura “senza sacrificare la propria sovranità”.

La posizione degli alleati europei

L’Unione Europea ha espresso irritazione per il mancato coinvolgimento nella stesura del piano. L’alto rappresentante Kaja Kallas ha sottolineato che ogni proposta efficace “richiede il coinvolgimento diretto dell’Europa e dell’Ucraina”. Anche altri leader europei, come il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, hanno dichiarato che “qualsiasi decisione deve vedere l’Ucraina al centro”. Nel frattempo, l’UE continua a colpire Mosca con nuove sanzioni economiche setacciando il punto di equilibrio tra supporto finanziario all’Ucraina e resistenza interna contro le correnti euroscettiche.

La posizione della Russia e negoziati futuri

Il Cremlino, da parte sua, ha dichiarato attraverso il portavoce Dmitry Peskov di non aver ricevuto alcuna proposta ufficiale dagli Stati Uniti. Tuttavia, ha confermato di essere “aperto ai negoziati politici” per una soluzione pacifica, ribadendo che ogni conflitto deve essere risolto attraverso il dialogo. Secondo le analisi, il piano sarebbe stato redatto anche grazie al contributo di Kirill Dmitriev, negoziatore economico russo, coinvolto nelle consultazioni con l’inviato americano Steve Witkoff.

Impatto degli ultimi attacchi in Ucraina

Mentre il dibattito diplomatico infuria, gli attacchi sul suolo ucraino continuano senza tregua. A Ternopil un bombardamento russo ha causato almeno 26 vittime, tra cui 3 bambini, con numerosi dispersi ancora sotto le macerie. Il conflitto ha inoltre portato al blackout in diverse regioni del paese, con significative difficoltà nell’erogazione dei servizi essenziali. Sul fronte militare, si sono intensificati anche gli attacchi di droni e missili da parte delle forze armate russe.

Problemi interni e scandali in Ucraina

Lo scenario politico interno complica ulteriormente la situazione per Zelensky. Il governo è stato investito da uno scandalo di corruzione che coinvolge l’azienda statale per l’energia nucleare Energoatom. La vicenda ha portato alle dimissioni del ministro dell’Energia e del ministro della Giustizia. Fonti interne segnalano crescenti pressioni sul presidente per sostituire il suo capo di gabinetto, Andriy Yermak, nonostante sembrerebbe non ci siano piani immediati per farlo.

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