Buongiorno. Oggi tutti i giornali aprono sulla stessa cosa: Israele che blocca il cardinale Pizzaballa al Santo Sepolcro nella Domenica delle Palme. E subito capite tutto: il Corriere usa un titolo diplomatico, Repubblica sceglie la foto del cardinale nella folla palestinese, il Fatto titola “Buona Pasqua da Bibi.” Stesso fatto, tre giornali, tre narrazioni. La libertà di culto è universale o non è. Chi si indigna oggi per Pizzaballa era silente sui cristiani copti bruciati in Egitto, sui cristiani cacciati da Gaza, sui cristiani perseguitati in Iran. Il metro è politico. Non etico. Biloslavo ricorda.
Il campo largo festeggia e già pensa al Quirinale. Amato, Monti, Franceschini, Riccardi di Sant’Egidio — il pantheon dell’Italia dei buoni. Come direbbe Montanelli: il potere, in Italia, ha sempre un volto noto. Intanto Schlein, Conte e Bindi litigano su chi deve fare il candidato premier. Ruffini dice che le primarie non sono un talent show — e ha ragione.
Il Giornale ha scoperto che l’assistente della Salis al Parlamento europeo ha precedenti. Sorpresa. Meno sorprendente: 91 anarchici fermati preventivamente grazie al decreto sicurezza che la sinistra voleva abrogare. Funziona.
La vera notizia però è l’economia: Emmott, che non ne prende una da anni, sul Corriere evoca la stagflazione del 1973 — petrolio come arma, inflazione e recessione insieme. Tognoli scrive che i mercati restano sensibili alla guerra. E la Germania, strozzata dal Green New Deal, ha già perso mezzo milione di posti manifatturieri. I Paesi del Golfo, nel frattempo, comprano 185 miliardi di aziende italiane. Lusso, bici, yacht. Lo stesso Golfo che non ha libertà di stampa, che criminalizza l’omosessualità, che finanzia moschee radicali in Europa. Nessuno chiede niente.
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