Commenti all'articolo L’ultima dei “terroristi” del virus: guerra alle discoteche

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Pigi
Pigi
16 Agosto 2020 21:22

Ultima perla della star del circo-virus Crisanti:
“L’attività in una discoteca aumenta la respirazione profonda, le persone vanno in anaerobiosi, si muovono, hanno bisogno di respirare molto di più. – spiega l’esperto – Questo facilita le infezioni. Penso all’ esempio di un giocatore di rugby durante una partita ha contagiato molti altri giocatori. Discoteca al chiuso o all’ aperto, cambia poco”
Fatemi capire, ha paragonato l’attività fisica dei giocatori di rugby a quella che si svolge in discoteca.
E naturalmente, nel governo, che sono ancora più dementi, chiudono le discoteche.

Franco P
Franco P
16 Agosto 2020 17:48

Per Bruno: la popolazione USA è 328 milioni e non 600 milioni, i morti sono a oggi 170.000 e non 200.000, con un rapporto di 1 morto ogni 1929 abitanti, da noi 1 su 1746. Mentre però attualmente i nostri morti sono meno di 10 al giorno, in Usa sono 1330: faccia lei i conti perché io non sono bravo. In Francia: 1 su 2796, in UK 1 su 1654, in Spagna, 1 su 1536. Criminali anche i governo spagnolo e inglese? Curioso il criterio statistico adottato da Moriotto che divide l’Italia in zona molto infetta e zona poco infetta, ambedue sottoposte alle stesse norme: posto che la prima sia per colpa del governo criminogeno, di chi è il merito per quella sana? Sull’idea di aprire ad libitum ritrovi, commerci e produzioni, perchè il virus ha battuto in ritirata, si proceda pure: magari se ne gioveranno le pompe funebri.

lotenzo van perg
lotenzo van perg
16 Agosto 2020 15:37

su…non facciamo piangere l’amico Briatore….ma come si permettono?

Mario
Mario
16 Agosto 2020 15:23

@Marina
Sono d’accordo con lei. È una specie di guerriglia tra chi sta e chi non sta.
Nella attuale situazione non dovrebbe funzionare così. Manca il senso unitario per raggiungere l’obiettivo per superare innanzitutto il problema sanitario che si ripercuote sulla parte economica.
Speriamo che a livello sanitario continui questo trend di contagiati, meglio in meno, e che non vi siano altri morti e malati gravi e terapie intensive.