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10 cose da sapere sulla farsa Stato-Mafia

1) Il reato di “violenza o minaccia ai danni del corpo politico dello Stato”, per cui tre ex ufficiali dei Ros Mori, Subranni e De Donno sono stati condannati rispettivamente a 12 e 8 anni di galera senza attenuanti, non si concretizza in nulla.  Insomma non c’è un atto concreto, una norma, una legge che sia stata fatta per agevolare i corleonesi. Il cosiddetto papello delle richieste dei mafiosi per trattare con lo Stato, è stato definito da un magistrato (processo Mancino) una manipolazione. E comunque di richieste (false) si trattava: tra cui quella di ridurre il prezzo della benzina in Sicilia. E comunque non sono stati condannati per aver trattato, ma aver minacciato un corpo dello Stato. E cioè Berlusconi, che sarebbe tecnicamente la vittima della minaccia.

2) L’unica concessione, se così vogliamo definirla, fu fatta dal ministro della Giustizia Conso. Ministro prima del governo Amato e Ciampi. Nessuno di questi galantuomini è però sfiorato dal fango della trattativa. Fu Conso a decidere nel novembre del 1993, dopo le stragi, di non prorogare il carcere duro per 373 mafiosi. Il “minacciato” cioè Berlusconi ha invece fatto arrestare il capo superstite dela mafia, Bernardo Provenzano, in nome del quale sarebbe stata aperta la trattativa.

3) Il pm della trattativa, in modo piuttosto irrituale, il giorno stesso della sentenza ha collegato alla vicenda Silvio Berlusconi: sarebbe stato avvicinato da Marcello dell’Utri, per questa fantomatica trattativa. Dell’Utri si è beccato 12 anni di galera, quanto gli ufficiali. È bene ricordare che il primo governo Berlusconi durò circa nove mesi. Entrò in carica a marzo del 1994, non fece alcuna norma per agevolare i mafiosi (al contrario ricorderà il giudice della Dna, Piero Grasso, anni dopo) e comunque non allargò le maglie del carcere duro, cosa che fecero i suoi predecessori.

4) Marcello dell’Utri secondo la tesi della trattiva avrebbe cospirato con gli ufficiali del Ros (carabinieri). Peccato che furono proprio i Ros (Obinu e Mori furono anche testimoni dell’accusa) ad avviare l’inchiesta contro dell’Utri e per la quale fu condannato.

5) Sempre Dell’Utri, utilissimo per i magistrati al fine di screditare Berlusconi, ha una doppia veste. I magistrati che lo hanno condannato per concorso esterno e per il quale sta scontando il carcere hanno esplicitamente escluso che l’ex senatore abbia avuto rapporti con boss mafiosi dopo il 1992. Per la sentenza trattativa stata mafia invece era là nel 1994 a trattare. Due sentenze possono dire cose opposte?

6) Questi tre ufficiali e Dell’Utri, cioè quattro persone, non sarebbero il diavolo, ma avrebbero fatto tutto in solitaria. Da soli stavano trattando per conto dello stato e prendendo accordi scellerati. A parte Berlusconi, tirato in ballo nelle interviste, tutti gli altri premier del periodo o ministri, sono candidi come delle verginelle. Potentissimi

7) Mori e i suoi Ros hanno arrestato almeno trecento mafiosi a Palermo, tra cui il capo dei capi, Totò Riina e poi Siino, Contrea e Carovana. Insomma i peggiori nemici dei mafiosi nei fatti. Fu a loro che Falcone consegnò la delicata inchiesta Mafia-Appalti.

8) Mori, prima con il capitano ultimo e poi con Obinu, sono stati più volte assolti da tronconi paralleli che prevedevano sempre l’esistenza di questa fantomatica trattativa. In virtù di questo patto scellerato i Ros erano infatti accusati, in due diversi processi, di non avere perquisito il covo di Riina e del mancato arresto di Provenzano. Ebbene queste sarebbero state prove concrete di un patto, di un accordo di non belligeranza tra pezzi dello Stato e criminali. Ma su queste vicende fattuali sono stati assolti e i giudici hanno di fatto fugato il dubbio di qualsiasi accordo sottobanco.

9) Uno dei principali accusatori di questa vicenda è il figlio dell’ex sindaco di Palermo, Massimo Ciancimino. È stato condannato a 8 anni per calunnia, sempre in questo processo. Il suo papiello e l’idea che a consegnarlo fosse un fantomatico “Signor Franco” sono state considerate balle. Ha provato a farsi un attentato in solitario. Insomma è inaffidabile su tutto tranne che per Santoro&Travaglio che ne fecero un eroe e per i giudici quando parla dei Ros.

10) Non riguarda questo processo. Ma riguarda i processi mediatici in Italia. Ricordate che Enzo Tortora senza alcuna prova se non un appunto un’agendina con su scritto Tortona e non Tortora, fu condannato in primo grado a dieci anni di carcere. Diffidate.

Nicola Porro, 21 aprile 2018

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22 Commenti

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  1. D’accordo su tutto e ancora di più su tanti altri problemi italiani.sostengo che sarà difficile se non impossibile uscire da questa situazione: giudtizia, economia, sicurezza, lavoro, immigrati etc etc. Ci vorrebbe una rivoluzione alla francese, concedendo magari il salvataggio di qualche collo. Ma siamo italiani!!!!!!!!!!!

  2. Falcone e Borsellino li hanno eliminati togliendogli la vita, ma li hanno resi immortali nella memoria di tutti noi. Basta bombe, sono controproducenti, è meglio distruggere la reputazione e coprire di fango chi dà fastidio, in questo modo si cancella del tutto il loro operato e gli affari sono al sicuro ….

  3. A parte la politica, vi ricordate il caso di Gigi Sabani ? Indagato per favoreggiamento della prostituzione, tenuto in galera perchè sua eccellenza il giudice doveva andare in ferie, poverino. Alla fine risultato innocente, ma con la carriera rovinata e poco dopo morto per infarto. Il “vostro onore” che lo indagò, si mise con la ex fidanzata di Sabani e, credo, si sono sposati, ma egli continua imperturbabile la sua “onorevole” carriera.

  4. Allora, secondo un sillogismo a “mentula canis” come quello dei magistrati in questo processo, si potrebbe dire anche che la sentenza è una vendetta dei mafiosi nei confronti di chi li ha fatti arrestare.

  5. Onore ai ROS dell’arma che hanno e continuano ad avere grande professionalità nell’investigare contro ogni forma di reato

  6. ll maxi processo , dopo secoli d’imperio mafioso, è stato incardinato da Giovanni Falcone che, pure osteggiato da suoi colleghi, “scoprì” la necessaria collaborazione del Buscettismo. Capì che bisognava entrare nei meccanismi perversi della cosaloro, rivelò al mondo che non valori ma nefandezze e basta regolavano l’organizzazione mafiosa. Trattò con i mafiosi convincendoli che dovevano tradirsi tra loro, utilizzando le leggi dello Stato come arma contro l’antistato. Leggi varate dal Parlamento dopo la necessaria attuazione dei principi che le ispiravano. Chi crede nei miracoli , oggi, non può che pregare perchè Falcone e Borsellino non resuscitino, perchè rimangano gli Eroi che sono e non rischino, invece, di doversi sedere sulla dura panca degli imputati del reato di “trattativa”.

  7. Esiste un peccato originale che fino a quando esisterà darà sempre risultati del tipo ora agli onori della cronaca: questo è la SEPARAZIONE DELLE CARRIERE. Indipendenza, cioè, della magistratura giudicante dalla magistratura inquirente; sono così imparentate e vicine che l’imparzialità di giudizio ha sempre un risvolto di dubbio che fa male proprio alla stessa magistratura.

  8. Fino a che non sarà possibile BUTTARE FUORI senza troppi indugi dalla magistratura i giudici che sbagliano in modo macroscopico, e permettere il controllo del loro operato ad un organo davvero terzo, indipendente ed autonomo da loro, questi saranno i risultati.

  9. Se fosse stata acquisita agli atti la telefonata tra Napolitano e Mancino (per cui l’allora Presidente della Repubblica con una mossa irrituale si mise di traverso finché non ne ottenne la distruzione), e se il consigliere di Napolitano, D’Ambrosio, non fosse stranamente morto (un mese dopo!) dopo che le sue telefonate con Mancino erano state acquisite agli atti del processo, forse oggi la sentenza sarebbe piu a 360 gradi, piu comprensibile e comprensiva di altri soggetti…….chissà

  10. Mi chiedo perchè fu necessario costruire il caso (vero? falso?) del manoscritto mancante di Petrolio, di PPPasolini? In entrambi i casi avrebbe portato acqua con cui fare fango. Chissà perchè mi viene in mente la pergamena di Chateau le Rennes. La spectre a braccetto
    con i Templari…da farne una saga.

  11. Io mi butto sulla politica. Quando vinse a Palermo come sindaco il candidato di FI con il 53,49% (erano voti di mafia?) Orlando con il 75%(non c’erano voti di mafia?).
    Quando il CD in Sicilia presero tutti i seggi(erano voti di mafia?), oggi che i 5 stelle hanno preso tutti i seggi(non ci sono voti di mafia?). La domanda è chi gestisce veramente la mafia?…dubbi tantissimi.

  12. Ricordiamoci che il generale Morì è forse il militare che ha catturato più mafiosi dai giorni dell’Unità d’Italia ad oggi e che dalla mafia è stato sempre considerato nemico acerrimo

  13. La situazione è così incancrenita che l’unica soluzione potrebbe essere una guerra civile, dove si contrapporrebbero cittadini di diverso orientamento e istituzioni (es. elettori moderati con forze dell’ordine e esercito contro elettori di sinistra con magistratura e laboratori statali). Potrebbe essere meglio una parentesi di conflitto aperto, con due parti ben contraddistinte, che trascinarsi per decenni come facciamo da troppo tempo.

  14. più che meraviglia provo terrore. Questi possono tutto come in URSS ai tempi di Stalin. c’è da tremare. ma i vari Travaglio ,Di Matteo, Ingroia ecc… cosa vedono la mattina quando si radono? non hanno un minimo di vergogna oppure non riescono a guardare

  15. Non provo nessuna meraviglia ….!
    È acclarato dai fatti che in Italia da anni..databili al 1993….una certa magistratura fa politica attiva…entrando a piedi uniti…nelle vicende di questo Paese con una precisa tempistica, prova evidente della “commistione” perversa tra una parte della magistratura policizzata ( e contraria ad ogni riforma di se stessa ) e la politica!

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