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15 anni senza Oriana. E il mondo è meno libero

oriana fallaci
oriana fallaci

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Siamo orfani. Da ormai 3 lustri (15 settembre 2006) ci vediamo costretti a vivere senza colei che per lungo tempo è stata una madre intellettuale e spirituale. Un vuoto incolmabile, una solitudine immensa, resi ancor più dolorosi dal fatto che, di quella sua enorme eredità ideologica, oggi è rimasto ben poco, a giudicare da quello che stiamo vivendo. Nel giro di una ventina d’anni, infatti, il mondo è cambiato. Sotto molti aspetti in peggio. E quella Libertà, con la “elle” maiuscola, tanto amata e difesa da Oriana Fallaci nell’arco di tutta la sua esistenza ci è stata poco a poco portata via.

Com’è potuto succedere? Perché lo abbiamo permesso? Di chi sono le responsabilità?

Ebbene, quest’anno, nel ventennale dell’attentato alle Torri Gemelle e all’indomani della catastrofe politica, militare ed umanitaria avvenuta in Afghanistan, onorare attraverso questa ricorrenza la memoria del grande “scrittore” fiorentino può essere il nostro antidoto contro i mali del mondo moderno. E forse un’iniezione di speranza per il futuro.

Proviamo allora a tornare indietro nel tempo. Dimentichiamoci per un attimo del Covid, dei vaccini obbligatori, del Green Pass, dei lockdown, dei DPCM, dei No Vax (ammesso esistano veramente). Lasciamoci alle spalle anche Biden, i “talebani moderati” (sì, hanno persino provato a venderci il volto presentabile dei tagliagole), la Chiesa di Papa Francesco, la politica italiana, il sistema dell’informazione e i social network.

Le parole della Fallaci

Ecco che, azzerando tutto questo, cominciano a riaffiorare dentro di noi immagini di un mondo migliore e parole di libertà che non sentivamo più da tanto tempo:

“[…] Ero una bambina cui Buck aveva insegnato che la vita è una guerra ripetuta ogni giorno, spietata, crudele, una lotta da cui non puoi distrarti un minuto, neanche mentre dormi, neanche mentre mangi, altrimenti ti rubano il cibo e la libertà. Dio, era così facile perdere la libertà”.

Già. Lo stiamo provando sulla nostra pelle, Oriana. Ma è tutta nostra la colpa? Ci siamo forse distratti troppo? Ci mancano le palle per combatterla davvero questa guerra oppure siamo solo vittime di un sistema che rende vani tutti i nostri sforzi di resistenza?

“Chi determina il nostro destino non è davvero migliore di noi, non è né più intelligente né più forte né più illuminato di noi. Semmai è più intraprendente, ambizioso. Sia che venga da un sovrano dispotico che da un presidente eletto, da un generale assassino che da un leader amato, il potere lo vedo come un fenomeno disumano e odioso. Mi sbaglierò ma il paradiso terrestre non finì il giorno in cui Adamo ed Eva furono informati da Dio che d’ora innanzi avrebbero lavorato nel sudore e partorito nel dolore. Finì il giorno in cui s’accorsero di avere un padrone che gli impediva di mangiare una mela”.

In un momento in cui in tanti pretendono di spiegarci cosa sia davvero la libertà, arrovellandosi in mille ragionamenti e contraddizioni, Oriana ci ricorda che in realtà è una cosa molto semplice. Come poter mangiare una mela quando, dove e come si vuole. È forse anarchia questa? No, perché la vera libertà consiste nell’accettazione del progetto di vita dell’altro e nessuno può imporre agli altri come devono vivere. Lei non avrebbe mai barattato il suo libero arbitrio, nemmeno se in gioco ci fosse stato il destino stesso dell’umanità.

“Nella stessa misura in cui non capisco il potere, io capisco chi avversa il potere, chi censura il potere, chi contesta il potere, soprattutto chi si rivolta al potere imposto con brutalità. Alla disubbidienza verso i prepotenti ho sempre guardato come all’unico modo di usare il miracolo d’essere nati. Al silenzio di chi non reagisce e anzi applaude ho sempre guardato come alla vera morte di una donna o di un uomo”.

Ormai siamo rimasti in pochi a pensarla così. D’altro canto, stare dalla parte del potere e alimentare le sue narrazioni conviene. E in fin dei conti una pandemia può costituire una buona giustificazione nei confronti di se stessi e degli altri. Ma proprio per questo il nostro ruolo di cani da guardia della libertà diventa ancora più importante. La resa non è un’opzione perché per noi essere schiavi equivale a morire.

“[…] Scrivere significa innanzitutto pensare. E senza libertà non possiamo pensare. Non possiamo lavorare. I nemici della libertà sono i nostri primi nemici”.

Se la posta in gioco è la libertà, non ci devono essere mezze misure. Nessun compromesso. O sei a favore della libertà o sei contro la libertà. Oriana lo sapeva bene. E nonostante si definisse “socialista” era in realtà molto più liberale di tanti personaggi sedicenti tali. Ricordiamoci sempre che i nostri primi “nemici” li abbiamo in casa. Altrimenti va da sé che non sarebbe finita così.

“[…] Perché la libertà, credetemi, è prima un dovere e poi un diritto”.

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Corsaro Nero
Corsaro Nero
16 Settembre 2021 15:52

Fu una grande. Capace di analizzare le verità e sottoporle a chi purtroppo non le capisce o non le ha volute capire e i fatti nel tempo lo hanno dimostrato, il pericolo islamico, la perdita della vera libertà in nome di un regime sinistrato che fa governare chi non eletto, la pretesa di sottomissione occulta che ci viene propinata quotidianamente in nome di pericoli oramai attenuati e noi popolo bue capace solo di brontolare ma pronto a fare un bel nulla per scrollarsi di dosso il peso di questa finta e boicottata libertà che quotidianamente ci viene propinata.

Maliao
Maliao
16 Settembre 2021 11:44

Bellissime parole e molto attuali.

Purtroppo per tantissime, sicuramente TROPPE, persone anche intimamente buone si infrangono su considerazioni come: ” e i semafori allora??? ”

Eh si’ (sospiro);

credo cercare di spiegare le parole di Oriana Fallaci sia come aver provato nel Maggio del 1936 a convincere qualcuno che Entrare in Addis Abeba NON era ne’ una grande idea, ne’ un grande risultato (come la Storia ha poi confermato).

Speriamo solo che anche questa passi.

Werner
Werner
15 Settembre 2021 21:05

Il concetto di libertà va inteso in ogni sua forma. Qua viviamo in un regime dittatoriale liberalprogressista che consente solo quelle conformi alla sua ideologia di stampo marxista in ambito socioculturale e ultraliberista in ambito economico, tutte le altre vengono sistematicamente bandite. Un esempio su tutti: quando si parla di libertà sessuale, viene intesa solo quella della donna di concedersi sessualmente a chiunque. La libertà invece della donna di concedersi al solo uomo che sposa non viene affatto riconosciuta, anzi, quelle pochissime che lo fanno vengono derise. Ma solo se sono bianche e cristiane.

Flavio Pantarotto
Flavio Pantarotto
15 Settembre 2021 17:48

Onore ad Oriana Fallaci.
Ma la libertà è un concetto assai soggettivo, ora “finalmente” i Talebani sono liberi di segregare le loro donne, per esempio. Cosa che “l’invasore infedele” ha tentato di impedire, per vent’anni. Da qualche tempo siamo liberi di scegliere la nostra fede senza finire sul rogo, ma sarebbe meglio bandire TUTTE le religioni per essere liberi, come in Cina? Ah,ah,ah,ah!
‘Azzo è ‘sta libertà? La Corvette V8? La “liquidità” gender? Svegliarsi e decidere come vivere oggi, e domani boh ?!?
Libertà è trovarsi sempre d’accordo con chi ha il potere? Oppure non sapere nemmeno chi ce l’ha (ed è il nostro caso) e fregarsene?

Gervasoni lara
Gervasoni lara
15 Settembre 2021 17:20

Bellissimo.. da tempo nn si leggeva un così bell articolo

BUNNIE
BUNNIE
15 Settembre 2021 16:10

Di nuovo il mio commento precedente è in attesa di approvazione ????

BUNNIE
BUNNIE
15 Settembre 2021 16:09

Un buon supporto a questo articolo sarebbe la lettura del libro “Il potere ” scritto da Bertrand Russel.
Non mi stanco mai di rivisitarlo.
Dovrebbe essere nei programmi di studio delle scuole.

Maria
Maria
15 Settembre 2021 16:01

Articolo stupendo, splendido omaggio alla regina Oriana.