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2 criteri per capire Draghi

mario draghi(4)
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Se Luigi Pirandello avesse visto in azione Mario Draghi in questi giorni gli avrebbe dedicato Uno nessuno e centomila, oppure Cosi è se vi pare, o magari anche Il Fu … Mario Draghi. Straordinario Zelig, Draghi è riuscito in due giorni a essere definito “socialista liberale”, “verde”, “socialista rooseveltiano”, “erede della tradizione riformista italiana“(compreso Berlinguer e magari Togliatti), erede della “altra Europa per Tsipras” su Repubblica; liberale, giolittiano e no, ma pure lamalfiano e magari vagamente churchilliano per Il Corriere della sera. Liberale certo, vagamente berlusconiano per alcuni quotidiani di destra, ma senz’altro “sovranista” per altri.

Draghi Mr Zelig

I giornali, si dirà. Ma ascoltati gli interventi dei senatori e poi dei parlamentari, ognuno ha attaccato su Draghi un pezzo di sé. Socialdemocratico per il Pd, casaleggiano per i 5 stelle, persino di sinistra radicale per Leu e poi, giro di emiciclo, “liberale” (ancora!) per Forza Italia e “altro europeista” per la Lega (nessuno qui si è fortunatamente spinto a definirlo sovranista). Eh sì, che il discorso l’avevano ascoltato, i senatori, e letto, i deputati.

Però li capiamo. Draghi ha continuato ad essere Zelig anche nel discorso, che in effetti, a parte la netta collocazione Uerista, secondo il modello germanico (e Draghi sarà pure amerikano, ma su quello è sempre molto tedesco) tutto il resto è sì ascrivibile al socialismo liberale, al liberalismo, al sovranismo, al popolarismo, persino al grillismo nelle sue componenti ecologiste e futuribili del Casaleggio padre. Così è, se vi pare…

Trasformismo

La realtà è che tutti questi -ismi si sono esauriti, e non da ieri, sono come dei gusci vuoti sbattuti sulla spiaggia per cui chi li ritrova ne fa un uso che vuole. Se si vuole comprendere Draghi a mio avviso sono necessari altri due -ismi: trasformismo e bonapartismo.

A me il discorso di Draghi, più che Cavour, citato forse un po’ a sproposito, come se fosse un riformista allorché era un conservatore, mi ha ricordato uno di qualche anno successivo a quelli dell’Unità d’Italia. L’aveva pronunciato a Stradella, suo feudo elettorale, nel 1876 una delle figure politiche più importanti della storia d’Italia, Agostino Depretis.

Leggiamolo: “io spero che le mie parole potranno facilitare quella concordia, quella faconda trasformazione dei partiti, quella unificazione delle parli liberali della Camera, che varranno a costituire quella tanto invocata e salda maggioranza la quale ai nomi storici tante volte abusati e forse improvvidamente scelti dalla topografia dell’aula parlamentare, sostituisca per proprio segnacolo un’idea comprensiva, popolare, vecchia come il moto, come il moto sempre nuova: il progresso.”

Da li a poco, con una “rivoluzione parlamentare”, cioè diremmo oggi volgarmente un ribaltone, il passaggio di un gruppo di deputati della Destra con la Sinistra, di cui Depretis era il capo, si sarebbe formato il primo governo di Sinistra (storica), a cui sarebbe seguito nel 1882, il primo governo del “trasformismo” teorizzato però già nel 1876 e ora messo in pratica da Depretis: la fine delle divisioni tra Destra e Sinistra, diventate artificiali e artificiose. Il trasformismo, tra alti e bassi e variazioni, fu la formula che permise di governare il paese prima a Depretis, poi a Crispi, quindi a Giolitti: la sua crisi, con la fine della Prima guerra mondiale, portò al fascismo. Con la differenza, rispetto a Draghi non di poco conto, che Depretis era un politico ed era stato eletto, sia pure da una quota molto ridotta della popolazione italiana.

Bonapartismo

L’altra formula per comprendere l’esperimento Draghi è quella del “cesarismo “ o “bonapartismo” nella definizione che ci restituisce Antonio Gramsci nei Quaderni del carcere. Il bonapartismo moderno, scrive Gramsci, non ha bisogno di un generale o di un militare, né di una personalità particolarmente carismatica. L’importante è che intervenga in un momento in cui il paese per ragion profonde non riesce ad essere governato e che si proponga di governarlo mettendo in equilibrio le forze contrapposte in campo:

“Si può dire che il cesarismo esprime una situazione in cui le forze in lotta si equilibrano in modo catastrofico, cioè si equilibrano in modo che la continuazione della lotta non può concludersi che con la distruzione reciproca. Quando la forza progressiva A lotta con la forza regressiva B, può avvenire non solo che A vinca B o B vinca A, può avvenire anche che non vinca né A né B, ma si svenino reciprocamente e una terza forza C intervenga dall’esterno assoggettando ciò che resta di A e di B”. Draghi è la “terza forza C”.

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32 Commenti
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Dan
Dan
19 Febbraio 2021 17:13

Dopo gli ultimi governi, non poteva che arrivare uno migliore (magari il capo sarebbe stato un Messia, con sospiro di sollievo -non di tutti- icorporato).

Silver Fletcher
Silver Fletcher
19 Febbraio 2021 15:41

Questo Draghi è sovrastimato. Uno che forma un Governo con dentro delle nullità della masssima inconsistenza come Di Maio, Speranza, Orlando , Lamorgese e Franceschini a me sembra un gran somaro e chi è somaro e cervo si crede al saltar della fossa se n’avvede.

alessandro
alessandro
19 Febbraio 2021 15:08

” (………………) Promotore della Scepsi: Eminentissimi Padri congregati, i fatti ricordati dal Postulatore di Beatificazione e dal Procuratore del Grande Architetto hanno altra e più semplice spiegazione, che non consente affatto di sostenere, con allegazioni di pretesi miracoli, la postulata Beatificazione di Mario Draghi.Egli ha fatto, sin da giovane, spietata carriera al servizio incondizionato dei poteri finanziari, costruendo architetture bancarie e monetarie internazionali che alla fine hanno trasferito surrettiziamente a loro il potere politico, lasciando le responsabilità per il suo uso a governi e parlamenti fantoccio. A questo, e non al bene delle genti, è servito il salvataggio dell’Euro, che gli viene ascritto a grande merito. Non ha affatto ottenuto che le genti italiche si distolgano dai beni terreni e si rivolgano supplicemente al loro sommo Creatore, bensì le ha sprofondate passo dopo passo nell’indigenza, nella quotidiana lotta per materiale sopravvivenza, che le abbrutisce, le aliena dalla speranza, le allontana dalla Salvezza. Il Beatificando ha cooperato col Tentatore per privarle di fede, di speranza e di carità. Dunque Super Mario sì, ma nel male, perché instrumentum Diaboli. Ora gli si accredita il vantato miracolo di aver riunito nella concordia i partiti politici italici – tranne uno, quello dei reprobi postfascisti. Ma non è un miracolo: i capi dei partiti si uniscono per spartirsi la torta sulla teste della gente comune.… Leggi il resto »

stefano
stefano
19 Febbraio 2021 13:58

Beh Draghi fara’ le sue proposte poi bisognera’ vedere se saranno votate… e su questo di difficolta’ su molte tematiche la vedo dura.
Anche pero’ vero che se a opporsi sara’ la destra, allora non ci sara’ opposizione su nulla, di concreto, in quanto ad oggi la destra in Italia non ha mai portato a casa nulla.Farebbe piu bella figura, la destra ad astenersi sempre o in luogo di votazione a uscire dall’aula. Il peso della destra e’ purtroppo pari a ZERO.

Valter Valter
Valter Valter
19 Febbraio 2021 13:35

Mettiamola così: si potevano indire elezioni sciogliendo le camere e lasciando il governo in carica, come da prassi, per il disbrigo degli affari correnti, tra i quali, piccolo particolare, il principale affare da “disbrigare” era la vaccinazione di massa. Pensiamo che nelle mani di Speranza ed Arcuri, col piano vaccinale “alla primula” da loro predisposto, si sarebbe riusciti a combinare qualcosa ? Speranza vana, come l’omonimo ministro. Aspettare il tempo necessario per la campagna elettorale, le elezioni e l’insediamento di un nuovo governo, verosimilmente di cdx, avrebbe comportato non meno di 2 mesi di attesa prima che un nuovo ministro ed un nuovo commissario potessero decidere un cambio di passo, quindi ? Non restava che chiamare il “Bonaparte” disponibile e su cui il consenso era maggioritario per togliere dalle mani del duo Speranza-Arcuri la gestione del piano vaccinale. E taccio del disastro economico incombente che con quelli di prima, in due mesi, non poteva che peggiorare.
P.S. Se proprio occorre un “Bonaparte” , meglio Draghi o tenersi altri due mesi quello che c’era prima, che in testa si era messo lo scolapasta ?

Sergio
Sergio
19 Febbraio 2021 12:42

Draghi rappresenta il commissariamento dell’Italia, anche se la cosa più razionale da fare sarebbe stata quella di indire le elezioni. In ogni caso se la Destra riuscirà a fare approvare alcuni provvedimenti che interessano il suo elettorato, potrebbe aumentare il suo consenso ben oltre le attese.

Laval
Laval
19 Febbraio 2021 12:29

Superando la comprensione dei criteri per capire Draghi dobbiamo ricordare che non ci è stata data la possibilità di andare al voto da cui una sola possibilità agli italiani, il nuovo governo.
Sono favorevole all’ingresso della Lega al governo con il suo 17,37% riferito alle elezioni politiche del 2018 con FI al 14,42%.
Oggi l’Europa deve iniziare a prendere atto dell’esistenza del centro destra e dell’Italia non come serva ma come conduttrice paritaria.
Sono d’accordo con la Meloni all’opposizione per i due motivi principali come risulta dai miei commenti regressi.
La lega dentro e lei all’opposizione per rimarcare le posizioni negative del governo e anche per il fatto che con il suo 4,26% del 2018 non avrebbe portato una differenza significativa.
In altre parole abbiamo il buono e la cattiva, la situazione migliore per andare al governo appena possibile.

Massimo da Rotterdam
Massimo da Rotterdam
19 Febbraio 2021 12:14

Draghi è un economista, un banchiere, uomo della finanza che risponde agli interessi di soggetti che popolano tale mondo. Probabilmente non gli importa neanche tanto di politica, per cercare di ottenere gli obbiettivi che si prefigge deve comunque rivolgersi ai partiti e avere il loro appoggio. Sarà una dura lotta di equilibrismo, ma come ha già dimostrato nella scelta dei ministri, per quelli non economici ha lasciato gli stessi equilibri scegliendo, o facendosi scegliere, “politici di professione”.
Per il momento storico che passa l’ Italia una persona che metta un pò i conti a posto non è neanche un fatto negativo, bisogna vedere chi dovrà pagare i conti più gravosi, se i soliti noti o altre categorie che fino ad ora sono state privilegiate.
Tutta la fuffa giornalistica e le filosofeggianti ideologie a lui attribuite sono comunque in gran parte aria fritta.