in

3 domande a Conte sul “suo” 007

Dimensioni testo

Oggi, Repubblica sgancia un siluro sul presidente del Consiglio uscente. Giuseppe Conte avrebbe, sì, rinunciato alla delega ai servizi – scelta sofferta, maturata quando tentava di ricucire con Matteo Renzi – ma Pietro Benassi, cui l’ha ceduta, starebbe agendo come un plenipotenziario e non come, appunto, il delegato di un premier dimissionario.

Secondo Carlo Bonini, che ha firmato il pezzo sul quotidiano diretto da Maurizio Molinari, Benassi “fissa incontri con i vertici degli apparati, visita di persona (è accaduto ieri) siti in costruzione destinati a ospitare centri di spionaggio e controspionaggio e non per verificare lo stato di avanzamento dei cantieri”. Se quello che si legge su Repubblica è vero, sorgono spontanee alcune domande da rivolgere a Conte:

1. Il premier uscente è al corrente di quanto starebbe facendo Benassi?

2. Se lo è, visto che Benassi è un suo uomo di fiducia, l’attivismo del diplomatico è da ricondurre a un’indicazione diretta del premier uscente?

3. Conte cerca forse di utilizzare la leva dell’intelligence per non essere tagliato fuori dai giochi e assicurarsi un ruolo politico, dopo l’uscita da Palazzo Chigi?

Il tramonto dell’avvocato si profila travagliato e la conferenza stampa del predellino ha dimostrato che non ha alcuna intenzione di mollare l’osso. Ma non tutti gli strumenti sono politicamente agibili per garantirsi un posto al sole…