Commenti all'articolo A maggio crollo delle entrate oltre il 27%

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stefano
stefano
8 Luglio 2020 12:57

…aspettiamo il 31-12-2020 per fare i conti.
Questi prevedono lo smart working per la PA al 60%
Il paese si salva solo attraverso un commissariamento stile Portogallo Irlanda Grecia.
Prima arriva meglio sarà,per tutti.

Fabio Bertoncelli
Fabio Bertoncelli
8 Luglio 2020 8:03

1) La UE prevede per l’Italia nel 2020 una diminuzione del PIL dell’11,2%. Sarà il peggior dato tra i Paesi dell’unione.

2) Indagine della Banca d’Italia: “Un terzo degli intervistati dichiara di disporre di liquidità al massimo per tre mesi per mantenere la propria famiglia”.

3) ISTAT: “A rischio chiusura piú di un’azienda su tre”.

4) Romano (PD) dichiara: “Con la Lega al governo il Paese sarebbe in mutande”.
… … …
Non c’è niente da fare: i pidioti vivono in una realtà separata.

Giovanna
Giovanna
7 Luglio 2020 22:34

Dice il sig. Kim: “Posti di lavoro creati per decreto”. Sono curiosa di sapere come intenda sia possibile, nel concreto, fare ciò. Immagino che, a parte i proclami, Lei abbia in mente anche le soluzioni. Sono tutta orecchi…

Pigi
Pigi
7 Luglio 2020 22:20

Vorrei fare una considerazione sui dipendenti pubblici. Sono circa tre milioni, per cui è possibile che in famiglia ce ne sia uno.
Un ingegnere magari ha come coniuge un insegnante, un avvocato essere sposato con un ministeriale. In periodi di incertezza, avere in famiglia uno stipendio sicuro pemette di tirare aventi. Nei periodi di espansione magari il libero professionista guadagna cinque volte tanto.
Quindi non mi pare né utile né politicamente conveniente scardinare le garanzie di stabilità del dipendente pubblico. Invece, come avevo già proposto in un criticatissimo intervento di qualche giorno fa, se le entrate diminuiscono, nella stessa proporzione deve ridursi la massa complessiva delle spese per gli emolumenti pagati con queste entrate: stipendi, pensioni, indennità, appannaggi… TUTTI, senza eccezioni.
Per creare meno disagi possibili, la riduzione deve essere progressiva a scaglioni, come le imposte, ma il totale dev’essere almeno il 20% in meno.
Il vantaggio di una simile riduzione è di costituire un risparmio costante, mentre altre forme di imposizione, magari una-tantum, hanno un pesante effetto recessivo.
Ricordate il catastrofico governo Monti: al cinque per cento della crisi del 2008, se ne era aggiunto un altro cinque per cento in meno per le misure di quel governo.