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Abbiamo una burocrazia da camicia di forza

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Di questi tempi carogna, di virus vampireschi, pipistrelleschi, arcani, si addita un mostro più mostruoso: la burocrazia! È lei, il Moloc, che tutto peggiora perché tutto impedisce, cure, azioni, reazioni, tamponi, mascherine perfino: le paralizza, le blocca, impastoia la riconversione aziendale, le spedizioni, burocrazia malsana italiana che si salda a quella gretta, infame eurounionista; e tutti, dal Capo dello Stato al Presidente del Consiglio, fino all’ultimo svuotacestini della più misconosciuta amministrazione periferica, si disperano e dicono che è colpa sua, di lei, se non ci fosse lei, maledetta dannata burocrazia ninfa crudele, tutto si fa per te e tu non hai pietà di noi. E tutti ti additiamo quale causa di tutti i mali.

Ma un momento. Se la burocrazia è un mostro di carta, chi è che crea il mostro se non gli uomini? Chi, se non i burocrati, ossia chi abbia in mano almeno uno spicciolo di potere? Chi è che moltiplica i papiri, chi è che una sera sì e l’altra pure si presenta con nuovi piccoli decreti, chi è che aggiorna le autocertificazioni peggio delle app? La burocrazia è una malapianta che, una volta gettato il seme, non smette più di crescere, di avvolgere in viluppi mostruosi, questo lo sappiamo.

Ma il seme lo gettano gli uomini, per quella deformazione mentale che conosciamo bene, perché ci è comune: burocrazia uguale potere, appena ho una facoltà decisionale la esplico in regolamenti astrusi, legifero ergo sum, la mia onnipotenza si misura in corpi normativi, sapendo che son fatti per essere elusi, evasi, disillusi. Non giriamoci attorno: la mania burocratica infetta chiunque, appena lo può. E, siccome nessuno vuol restare indietro e ciascuno se mai vuol contare un po’ più dell’altro, ogni corpo decisionale produce “cacata carta” in grado di paralizzare la defecatio altrui. Più chiedono di semplificare, più promettono di semplificare, e più complicano.

Ma come fa il Giuseppi Conte a lamentarsi, proprio lui, della burocrazia se ne è l’esponente più genuino, da tipico leguleio di scuola che difatti ha ipertrofizzato l’impotenza di fronte all’emergenza a colpi di plurimae leges? Ma come possono tutti gli altri, ma con quale faccia, protestare contro qualcosa che essi per primi alimentano, e che rappresenta non solo il loro potere quanto il loro rifugio, la loro evasione dalle responsabilità: io decreto, io regolo, poi se le cose vanno male non è colpa mia, io il mio dovere l’ho fatto?

E siccome tutti fanno il loro dovere, a colpi di comma 22 (Heller, poi le Sturmtruppen), va a finire che quel che c’è da fare non lo fa nessuno. Da cui ritardi, ripensamenti, perdite allucinanti: e allora le famigerate mascherine che le avevamo in casa ma nessuno lo sapeva, e poi il mercato nero, la dogana che sequestra tutto, gli aiuti europei che non passano, e allora che bisogna fare per le 600 euro una tantum, e allora le file apocalittiche alle poste per ricevere il pin del pin del pin (si chiama speed, che ironia), e i questionari per sospendere i mutui, e la trafila arabescata degli “aiuti” che partono dai comuni e arrivano ai comuni, i quali li debbono smistare, ma dopo chilate di domande controvidimate, e poi la Protezione Civile, e quinci l’Anci e quindi il monte di carte carte carte.

Non è solo deformazione psichiatrica e non è solo un modo per scoraggiare, per complicare, per indurre i beneficiari a rinunciare (non c’è italiano che, in questi giorni di dubbi massonici, non si sia sentito schiaffare in faccia una e una sola frase da: aziende – commercialisti – banche – poste – patronati – ecc: “non si sa ancora niente, bisogna capire”). Non è solo l’insostenibile pesantezza dell’essere italiani, è qualcosa di più terra terra, meschino e concreto: è che burocrazia vuol dire stecca, come sapevano benissimo gli antichi romani che infatti ci avevano fatto sopra una massima eterna: corruptissima republica, plurimae leges.

Il peccato originale è questo, il vizio genetico sta qua. Quando lo stato blocca è perché pretende il dazio. E siccome le porte d’accesso sono sempre “plurimae”, bisogna versare la percentuale tante volte quante sono queste onnipotenti entità anonime; alla fine, tutti i colpevoli diventano nessun colpevole. Ma chi l’ha decisa la probatio diabolica del 33% in meno sul fatturato degli ultimi 3 mesi per avere accesso a tutto? Ma che è, sta roba? Ma come fai a dimostrare una cosa così? Salvo, quand’anche ci riuscissi, inoltrarti per la selva oscura di pin, permessi, interlocutori, domande, cazzi & mazzi? Troppo difficile, fare come gli altri: bonifico in conto corrente, e vai con Dio.