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La sentenza Usa

Aborto, Senato assaltato: a Phoenix la sinistra fa come i trumpiani

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Democratici e progressisti americani ci hanno riempito la testa, dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2020, sullo scarso o nulla rispetto per le istituzioni democratiche da parte di Donald Trump e dei suoi seguaci, sul tentativo di piegare ai propri interessi la prassi e la normale vita civile americana, sul non volere accettare con fair play un risultato sfavorevole arrivando persino a delegitimare gli organi democratici e di controllo.

Tutto poco credibile alla luce delle reazioni inconsulte che stampa e vertici democratici stanno avendo in queste ore alla sentenza sull’aborto. La Corte suprema, che fino a prova contraria, dovrebbe essere l’architrave del sistema di garanzie su cui si regge il sistema, e che andrebbe rispettata a prescindere, viene presentata come un’accolita di pochi di buono. E quei giudici vengono screditati e dati in pasto all’opinione pubblica uno per uno. Le violente manifestazioni di piazza dei movimenti abortisti, che spesso impongono a quelli pro life di non farlo, vengono presentate come palestre di democrazia. A Phoenix si sono ripetute persino le scene di Capitol Hil: con alcune persone che hanno tentato di rompere le finestre del palazzo del Senato e cercato di farvi irruzione.

Il mondo dei vip, da Serena Williams a Billie Elish, si è ovviamente schierato combatto, contribuendo a dare un’altra significativa picconata alla reputazione dell’organo supremo dello Stato. La stampa prospetta conseguenze apocalittiche: cliniche chiuse, aumento della povertà, tensioni sociali crescenti. Il fatto poi che alcuni Stati stiano già traendo conclusioni dalla sentenza della Corte, ponendo limiti alla pratica dell’aborto nel loro territorio, viene presentato come un pericoloso “balzo all’indietro” mentre è semplicemente il portato della vita democratica: i governanti di quegli Stati rispondono infatti ai propri elettori, i quali probabilmente hanno idee diverse su quel che è bene per loro rispetto a chi si erge a loro difensore e vorrebbe decidere a posto loro.

Persino il cattolico Biden, che sull’aborto dovrebbe avere almeno qualche dubbio, e che si era riproposto di far ritornare l’America quella civile di un tempo, invece di spegnere gli animi degli esagitati, contribuisce con certe dichiarazioni al vetriolo a gettare benzina sul fuoco sperando di ricavarne qualche lucro elettorale. Di tutto questo dovremmo sempre ricordarcene: non si possono accettare lezioni morali o di democrazia dalla sinistra, perché è un po’ come il bue che dà del cornuto all’asino. 

Corrado Ocone, 26 giugno 2022