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Addio a Camilleri, scrittore di successo dalle posizioni discutibili

Oggi è morto Andrea Camilleri, che era nato a Porto Empedocle nel 1925. Da metà giugno stava male, attaccato alle macchine. Chi è stato Camilleri? Di sicuro lo scrittore italiano di maggior successo negli ultimi Cinquant’anni. Geniale l’intuizione del commissario Montalbano, protagonista della sua saga di gialli più famosa, poi diventato uno dei personaggi tv più amati in assoluto, visto i record di ascolti di Rai Uno.

Tra i motivi del successo di Camilleri la capacità di raccontare la provincia (e in particolare la Sicilia) e di farlo con una lingua – il dialetto siciliano, appunto – che è rimasto il suo marchio di fabbrica, sebbene nel tempo il suo modo di esprimersi nei romanzi si sia fatto sempre più semplice.

Camilleri è sempre stato orgoglioso della sua militanza a sinistra e, con il successo (conseguito in tarda età), aveva preso delle posizioni politiche discutibili che non possiamo omettere. Ha scritto poesie contro Berlusconi (pubblicate da Micromega) arrivando a dire che si stava meglio sotto il fascismo. Orgogliosamente comunista, forse è stato incapace di cogliere la novità.

In conclusione, se ne va un autore che ha reso florida una parte dell’editoria italiana e che ha tenuto vivo il mercato del libro italiano. Un merito, questo, che gli va riconosciuto.

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