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Addio Sean Connery, 007 anti-virus

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In quest’epoca dove impazzano sui media i Galli, i Crisanti, i Pregliasco, dove la virologia dispensa le sue prediche quotidiane, James Bond non poteva che andarsene. Non se n’è andato proprio lui, l’eroe letterario, ma se ne è andata la sua incarnazione al cinema e nell’immaginario collettivo di gran parte di noi: il grande attore, scozzese e di infinito talento, Sean Connery.

Il Bond in cinemascope per eccellenza. Mai uscita di scena – e non scambiateci per dei cinici – fu più puntuale. James Bond è infatti l’eroe anti-coronavirus e anti-paura per eccellenza. Scopa molto, ama le donne, fuma, beve whisky, non teme la morte ma soprattutto combatte, in ogni episodio della sua saga, con il massimo delle proprie energie, chiunque voglia fottersi il mondo democratico e le sue libertà. James Bond è occidentale ed eroico, libertario e non timoroso, eterosessuale e non gay, politicamente scorretto e non censorio. E per queste ragioni è un eroe non più adatto a questi tempi di paure, di confinamenti, di timidezze, di proposte di legge Zan e chi più ne ha più ne metta.

Noi lo salutiamo James Bond, oggi che Sean Connery, la sua personificazione ci ha lasciato, come si saluta un eroe che ci ricorda il coraggio che noi occidentali e liberi abbiamo avuto e che oggi – porca puttana! – non abbiamo più. Lo salutiamo con una frase, più forte di ogni altra, tratta da un suo film. Una frase definitiva contro il potere della paura. “Uno prende il cianuro, un’altra si sarebbe fatta spezzare il braccio, ma non parlano. Chi spaventa la gente fino a questo punto?”. Ovviamente gli spaventatori erano i suoi nemici. Ciao Sean, e viva la libertà. Sempre!

Il corsaro nero, 31 ottobre 2020