in

Afghanistan, le 4 bugie nel discorso di Biden

Dimensioni testo

Il presidente Joe Biden non ne vuol sapere di riconoscere che la ritirata dall’Afghanistan è stata uno smacco militare e politico. Anzi. Nel suo discorso alla nazione, ha difeso la decisione contestata persino dai media liberal. Tanto che la Bbc ha proposto una specie di fact checking sul discorso dell’inquilino della Casa Bianca. Sono venute fuori almeno quattro macroscopiche inesattezze.

1. Biden ha sostenuto che la missione Usa in Afghanistan è sempre e solo servita a prevenire attacchi terroristici, non a creare una nazione con un regime democratico. Peccato che già nel 2001 il futuro presidente sia augurasse proprio “che vedremo un governo relativamente stabile in Afghanistan”, tale da stabilire le fondamenta “per la futura ricostruzione del Paese”. E nel 2003, Biden ammetteva che “l’alternativa al nation builinding è il caos”.

2. Biden ha sostenuto che “alcuni afgani non hanno voluto lasciare il loro Paese in precedenza, nutrendo ancora speranze”. Falso. Ci sono state migliaia di domande per un passaporto americano in Afghanistan, solo che sono state bloccate per mesi, se non anni, a causa di ritardi e cavilli burocratici. Un recente articolo di The Atlantic, ad esempio, ha raccontato alcune drammatiche storie del personale che ha collaborato con le truppe americane e delle sue difficoltà nell’ottenere un visto per gli Usa. Almeno 18 mila domande si sono incagliate nelle rigide maglie dell’amministrazione americana.

 

3. Biden ha criticato i leader afgani, che sono “fuggiti” e che hanno “abbandonato il loro Paese”. È vero: il presidente Ghani è fuggito, ma altri esponenti politici di spicco non hanno fatto i bagagli. Ad esempio, l’ex presidente Hamid Karzai, il primo vicepresidente dell’Afghanistan, Amrullah Saleh, oltre ad alcuni leader come Ahmad Massoud, per non parlare di alcune amministratrici locali donne, la cui vita è ora in gravissimo pericolo.

4. Biden ha affermato che “l’esercito afghano è collassato, a volte senza nemmeno combattere”. Nelle ultime settimane, in effetti, le forze militare hanno capitolato in modo incredibilmente repentino. Ma questa, secondo gli analisti della Bbc, è stata la conseguenza, non la causa, della caotica ritirata degli occidentali. Ad aprile, ad esempio, hanno levato le tende 18 mila contractor, che avevano svolto, in questi 20 anni, un ruolo fondamentale di supporto ai militari afgani, che nel frattempo non sono stati adeguatamente equipaggiati. Ad ogni modo, più di 70 mila tra poliziotti e soldati sono stati uccisi dai talebani dal 2001 a oggi. Tutta gente che ha gettato la spugna senza combattere?