Che l’intelligenza artificiale sia destinata a trasformare ogni settore dell’economia non è più una previsione, ma una realtà. L’AI (artificial intelligence) è un abilitatore orizzontale, come lo è stata in passato l’elettricità o, più recentemente, il personal computer: tutti i comparti sono destinati ad integrarla in una certa misura.
Nello scenario attuale, il settore dell’healthcare sembra promettere un cambiamento particolarmente profondo e tangibile. L’evoluzione è già visibile nel lavoro di aziende come Amplifon, multinazionale italiana leader mondiale nella cura dell’udito da tempo impegnata sul fronte dell’innovazione, che ha avviato un percorso di integrazione dell’intelligenza artificiale nei propri servizi. Al cui centro però resta, insostituibile, la relazione tra specialista e paziente.
Nuovo dispositivo acustico
Negli ultimi mesi, il gruppo ha lanciato in Europa e Oceania un nuovo dispositivo acustico (Ampli-Mini AI) miniaturizzato e ricaricabile, dotato di un sistema di algoritmi che si adattano in tempo reale al contesto acustico circostante, migliorando la qualità d’ascolto anche negli ambienti più complessi. Ma l’intelligenza artificiale entra in gioco anche in altri ambiti dell’attività clinica, dal sistema proprietario di test audiologici OtoKiosk – certificato CE e FDA – all’ottimizzazione dell’agenda nei centri Amplifon, fino alla gestione del rapporto con i clienti.

Fattore umano centrale
La tecnologia, tuttavia, è importante ma non fa miracoli. Nel percorso di cura dell’udito le singole innovazioni non sono sufficienti, il fattore umano resta centrale. La componente tecnologica è solo una parte di ciò che Amplifon offre ai propri pazienti: il servizio altamente qualificato dei suoi audioprotesisti è cruciale per ottenere risultati eccellenti.
Sono loro, gli specialisti della salute uditiva, a seguire passo dopo passo chi si rivolge ad Amplifon: dai test iniziali – gratuiti, nelle circa 10mila cliniche del gruppo nel mondo – alla scelta del dispositivo più adatto, fino all’adattamento personalizzato, al monitoraggio e alla manutenzione nel tempo.
Con oltre 10mila professionisti attivi a livello globale, Amplifon conta su una delle reti audiologiche più estese al mondo. In Italia, il percorso per diventare audioprotesista, una delle professioni più richieste e con un tasso di disoccupazione prossimo allo zero, richiede una laurea triennale in Tecniche Audioprotesiche, parte della Facoltà di Medicina. Per sostenere le nuove generazioni e promuovere la formazione in questo ambito, l’azienda mette ogni anno a disposizione borse di studio per gli studenti interessati a intraprendere questa carriera.

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