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Ai tifosi non serve la paternale della Lucarelli

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La finale di domenica contro l’Inghilterra si avvicina e gli italiani devono ancora riprendersi dalla sbornia dovuta ai festeggiamenti di martedì scorso. Dopo il rigore della vittoria calciato da Jorginho la gente si è riversata in strada, ha riempito le piazze brandendo il tricolore e facendo festa per ore. Scene da notti magiche che non si vedevano da tempo e che l’anno passato in lockdown ha sicuramente accentuato.

Peccato si siano verificati anche episodi di totale inciviltà che hanno macchiato la serata ma che purtroppo, in casi come questo, risultano inevitabili. C’è stato un rider a Cagliari spinto a terra dalla folla festante mentre era a bordo del suo scooter, ragazzi che hanno preso a calci le auto e volanti della polizia accerchiate. E poi il video che in queste ore sta facendo il giro del web con la ragazza che si abbassa la maglietta per mostrare il seno e viene letteralmente sommersa dalle palpate dei presenti. Insomma, scene da non andare certo fieri. Ma tra il denunciare certi episodi e rimpiangere il coprifuoco e il blocco del calcio per questi fatti ce ne vuole.

La pensa così la giornalista Selvaggia Lucarelli che in queste ore sta pubblicando sui suoi canali social i video dei festeggiamenti più folli commentando: “C’è tutta una meravigliosa narrazione sulle notti magiche degli italiani che festeggiano le vittorie all’Europeo uniti in tutta Italia, finalmente liberi di stare nelle piazze. Bene. Me la sono studiata un po’ la faccenda ed è parecchio diversa. Roba da rimpiangere il coprifuoco e il blocco del calcio.”

Mi dispiace cara Lucarelli, ma noi, pur non condividendo quegli episodi non riusciamo proprio a rimpiangere il lockdown e lo stop dello sport più bello del mondo. È assurdo poter pensare che la soluzione possa essere quella di vietare i cortei e i festeggiamenti rimpiangendo le chiusure e invocando il lockdown. Gli italiani sono rimasti fin troppo agli “arresti domiciliari” ed è offensivo trattarli da criminali per colpa di qualche incivile sparso qua e là nelle nostre città. Siamo stufi dei soliti atteggiamenti moralizzatori che tendono sempre a puntare il dito contro il popolo dall’alto di non si sa quale cattedra.

Lucarelli conclude poi con la domanda delle domande: “…cosa succederà domenica prossima!? E non so se preoccuparmi di più per una vittoria o una sconfitta. In ogni caso, suggerisco ai comuni di prepararsi come per una guerra e a chi non ha voglia di farsi del male di stare a casa, come se fossimo ancora nel picco dell’epidemia.”

Noi al posto delle domande, lanciamo un appello. Cari italiani, qualunque sia il risultato, domenica sera dopo la partita uscite di casa e andate a respirare quell’aria di libertà che per un anno ci è stata negata dalla dittatura sanitaria.