Alexa, quando l’intelligenza artificiale batte l’Onu

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Alessandro Gnocchi dialoga con Alexa, l’assistente virtuale di Amazon che l’Onu vorrebbe eliminare. E scopre che l’intelligenza artificiale è più arguta dell’organizzazione intergovernativa…


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10 Commenti

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  1. Sembra che l’intelligenza artificiale sia stata scoperta oggi, nella compagnia nella quale ho lavorato abbiamo cercato di usarla per imitare le decisioni prese da ingegneri NON FUNZIONA per una ragione molto semplice, si basa sulla conoscenza di esperienze e si assume che questi dati rmarranno invariati, cosa che é rara in un mondo dove tutto cambia e dove ci sono sempre eventi imprevisti. Se il software é usato per muovere un oggetto meccanico tutto va bene se l’oggetto meccanico non soffre deterioro per un temp sufficentemente lungo per giustificare il costo di generare il sofware, mantenerlo e per fabbricare l’oggetto. La cosa cambia se si fanno molti oggetti e che si migliorano nel tempo, il che fa cambiare l’uso e il software. Non ci possiamo illudere, lo vediamo nella gara dei modelli cellulari sempre piú cari per un mercato che inevitabilmente si restringerá.
    Se infine parliamo di applicazioni alla chirurgia, non vorrei pensare cosa a cosa succederebbe se un presuppuesto del software non fosse applicabile,
    e il massimo é che ogni oggetto comandato da una intelligenza artificiale é cosí complicato che qualsiasi difetto, per piccolo che sia, nelle decine di esensori di tutti i tipi . Spero che nessuno sia stato alla guida di un a macchina elettrica in discesa al scaricaricarsi la batteria, niente risponde, non avete che una uscita, saltar fuori.

  2. E se uno utilizza Alexa come sveglia, come timer in cucina, per ricerche veloci, o per prendere appunti che serviranno in seguito…magari spendendo solo 29.90 (versione base in offerta)? Si, ci sono molte persone diversamente intelligenti. Ha ragione. Buona vita

  3. Comprarlo per fare quattro chiacchiere è sicuramente una stupidaggine… Comprarlo per accendere o spegnere vocalmente le luci di casa, aprire o chiudere le tende o le tapparelle, accendere il riscaldamento o il condizionatore può avere un senso… soprattutto se questo tipo di automazione lo si installa, insieme ad Alexa, in casa di una persona diversamente abile…

  4. visto che si trova, può chiedere ad Alexa se conosce la parola “paliatone”?
    haahahha
    mi scusi se sono irriverente, nè voglio essere offensivo, ma queste follie elettroniche non possono far altro che suscitare l’ilarità.
    ma cazzarola, possediamo l’organo più complesso e meraviglioso di cui ci facciamo vanto tanto da definirci Homo Sapiens Sapiens è dobbiamo far uso di intelligenze artificiali?
    abbiamo una mente, un cervello che è una meraviglia della natura, capace di ricordare, elaborare, pensare, creare, fingere, stupire e miliardi di altri effetti strabilianti
    e ci dobbiamo servire di una caccavella dalla voce femminile così da atrofizzare quelle meravigliose proprietà emergenti dal nostro cervello?
    Non mi meraviglio, allora, se ci sta chi crede nella Terra piatta, il grillismo, viva l’ignoranza funzionale…
    queste cretinate di intelligenze artificiali da decelebrati vanno vietate, per il bene dell’umanità

    • Non ho mai utilizzato assistenti vocali più o meno intelligenti, li considero presenze aliene tanto compiacenti quanto invadenti, mi ricordano certi osti truffaldini che ti accolgono come vecchi amici e poi ti fregano al momento del conto. Tuttavia qualche riserva ce l’ho pure sul cervello umano: non è sempre una cosa meravigliosa, basti pensare che ha prodotto fregnacce come il comunismo e consente di scrivere libri a uno come Erri De Luca e a tutta la ghenga “antifascista” del salone del libro di Torino. Per non dire del cervello di quelli che i libri di costoro se li comprano e se li leggono. Diamo all’intelligenza artificiale di Alexa almeno il merito di non sapere chi cacchio sia Erri De Luca !

      • Infatti, l’intelligenza se non è applicata in modo adeguatamente corretto può risultare fatale…

        Conosco individui oltremodo intelligenti che da tanto che guardano lontano, non vedono dove mettono i propri piedi…

      • beh, non per difendere De Luca, che mi onoro di non averlo nella mia biblioteca, ma l’intelligenza sta anche nel scrivere di idiozie che hanno un seguito.
        Quella proprietà che chiamiamo “intelligenza” si è evoluta per fare una cosa sola, importante e fondamentale: riuscire a procacciare di che vivere.
        Alle volte la confondiamo con il “ragionamento”, altre volte con il ” risolvere problemi”, altre volte con il “fare bene”, l’etimologia ci parla semplicemente di un “capire”, di “comprendere gli aspetti”.
        Questa facoltà ha come scopo il procacciamento del cibo: intelligente era l’uomo primitivo che sapeva leggere le tracce di un animale ed intuiva il percorso, così come intelligente è Erri De Luca che scrive sapendo che ci saranno dei lettori, intelligente è Jeff Bezos che vende Alexa sapendo che ci sono un sacco di sciocchi che la compreranno, intelligente è Grillo fondando un Movimento pescato nella rete delle bufale, Intelligente è Elon Musk che è riuscito a farsi finanziare la sua idea di auto elettriche, intelligenti sono coloro che si inventano esseri superiori e si fanno portare offerte…
        Gli stupidi, viceversa, sono coloro che comprano certi libri, che comprano certi apparecchi, che seguono certe mode politiche, che investono in stupidaggini, che fanno offerte agli dèi… che, in partica, non traggono nessun vantaggio e nessun sostentamento dalle loro azioni.
        Si, certo, l’intelligenza è una gran cosa, per chi la sa usare, poi ci sono anche gli stupidi, ma nel complesso sono i due aspetti complementari della mente umana: nessuno è cpompletamente intelligente, così come nessuno è completamente stupido, ma un mix delle due.
        E noto, in ambito psicologico, che le nuove tecnologie digitali creano più stupidi che intelligenti e ciò a solo beneficio dei big del settore, e di fatti, non è un caso, che le prime aziende come capitalizzazione siano del settore informatico, mentre migliaia di persone muoiono per un selfie.
        Continuando così avremo pochi intelligenti ed un mare di stupidi che si faranno consigliare come vivere e pensare da Alexa.

  5. a riprova del fatto che chi si compra Alexa è diversamente intelligente, ecco cosa dice Wikipedia a proposito di Eming-uei (coll’acca):
    “Ernest Miller Hemingway (Oak Park, 21 luglio 1899 – Ketchum, 2 luglio 1961) è stato uno scrittore e giornalista statunitense. Fu autore di romanzi e di racconti.
    Soprannominato Papa, fece parte della comunità di espatriati americani a Parigi durante gli anni venti, conosciuta come “la Generazione perduta” e da lui stesso così chiamata nel suo libro di memorie Festa mobile, ispirato da una frase di Gertrude Stein. Condusse una vita sociale turbolenta, si sposò quattro volte e gli furono attribuite varie relazioni sentimentali. Raggiunse già in vita una non comune popolarità e fama, che lo elevarono a mito delle nuove generazioni. Hemingway ricevette il Premio Pulitzer nel 1953 per Il vecchio e il mare, e vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1954…. ”
    Gentile Gnocchi, sto guardando in tv un vecchio film di Totò e già sto ridendo, ma con questo video e con questa assurdità degli assistenti vocali mi sto scompisciando dalle risate.
    C’è gente che spende dei soldi per avere un marchingegno (che tra l’altro spia qualsiasi conversazione) che neanche ti da un bacio perchè ti considera un amico?
    ahaahhahaah
    E poi ci lamentiamo delle cose che non vanno nella società?
    ahhahahaha
    troppo divertente…. l’essere umano è un idiota (senza offesa per nessuno), lo salva solo un aspetto: la comicità (per chi la sa apprezzare)
    ahahhaahh
    Lo vuole un consiglio gratuito ( sempre non apprezzati) Alexa la getti nella monnezza, bidone dell’indifferenziato, avrò fatto una cosa intelligente 😉

    • siamo d’accordo che la cosiddetta “intelligenza artificiale” d’intelligente abbia ben poco; ma ci sono anche soggetti piuttosto intelligenti che l’intelligenza umana la sprecano… un esempio?

      Il sociologo Domenico Di Masi, quel genio nostalgico del collettivismo, ha sprecato la sua intelligenza scrivendo un saggio dal titolo L’OZIO CREATIVO, come se la noia fosse più creativa della fame, della paura, dell’incertezza potenti condizioni capaci di veramente stuzzicare la curiosità umana che poi accelera la creatività…

  6. gentile Gnocchi, Alexa sarà pure più intelligente dell’ONU, ma uno che dialoga con un apparecchio?
    Che poi, Alexa, tanto intelligente manco lo è; per sapere chi è Erri De Luca, basta cercare su Wikipedia, a prescindere dai gusti letterali.
    Queste non sono intelligenze artificiali, sono giochi stupidi!!!
    Ma chi si compra Alexa o Siri è intelligente?

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