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Alitalia? Che fallisca - Seconda parte

La nazionalizzazione della compagnia aerea di bandiera sarebbe solo l’ennesimo fallimento sia per l’azienda che per il Governo

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Sta alla Lega, secondo questi elettori, fare quello che fanno i piloti esperti per evitare lo schianto: applicare il timone in senso contrario alla rotazione della vite. In altre parole, ai suoi nuovi elettori palesatisi alle europee interessa che Salvini mantenga le promesse e non pensi che il loro voto sia un paracadute di emergenza. Solo così, almeno quelli non dello zoccolo duro, lo voteranno di nuovo.

Oltretutto il business dei vettori aerei, almeno a mio parere, non è un settore in cui investire, ma piuttosto “disinvestire”. Nel prossimo decennio occorrerà prendere decisioni importanti sul tema dell’ambiente, fare tagli energetici pesanti e il settore aereo sarà fra i più tartassati (persino Greta e Carola ormai preferiscono il treno, anche per andare in Cina), viaggiare in aereo, oltre che costosissimo, diventerà volgarissimo, come fumare, bere bevande gassate, mangiare carne.

Certo, per la Lega rifiutare la nazionalizzazione di Alitalia comporta la sconfessione di Luigi Di Maio quindi la possibile caduta del Governo Conte. Come studioso di business e di management non c’è dubbio che il destino di Alitalia debba compiersi, buttare ancora quattrini (che non abbiamo) in quella fornace grida vendetta, occorre capire se Matteo Salvini sia pronto per una decisione di tal fatta.

Riccardo Ruggeri, 12 luglio 2019

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