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Alitalia ostaggio delle lobby di Bruxelles - Seconda parte

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3. Ma il vero marcio è sugli slot di Linate. Ita non potrà comprare più del 50% degli slot dello scalo milanese (la merce più preziosa per il suo piano industriale). Tra poco potenziato dall’arrivo della metropolitana. Perfetto, si potrebbe dire: più concorrenza. Ma allora perché Lufthansa, nonostante gli aiuti monstre, ha ceduto solo il 4% dei suoi slot a Francoforte e Monaco, e Air France, nonostante il salvataggio, è in predicato di cedere meno del 5% di quelli a Parigi?

Il grande paradosso, infine, è che dall’Europa si dice che l’Italia potrebbe in qualche modo costruire, con soldi pubblici, una sua compagnia aerea, ma solo a patto che sia redditizia e che questi quattrini non finiscano in un profondo rosso. Ma poi la commissaria, forse più influenzata dalle lobbies che dal mandato concorrenziale, fa di tutto per uccidere il pargolo (cioè Ita) in culla, togliendogli marchio, programma di fedeltà, manutenzioni e handling e financo le rotte. Il presidente Draghi ascolti bene Franco e Giorgetti che stanno continuando a negoziare, ma faccia valere il suo standing europeo per far comprendere a questi fenomeni interessati al nostro mercato che la concorrenza è un’altra cosa.

Nicola Porro, Il Giornale 3 aprile 2021

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Roberto
Roberto
5 Aprile 2021 9:23

Quello che non si dice in questo articolo è che a differenza delle altre compagnie, Alitalia non può ricevere aiuti perché prima della pandemia era già in difficoltà, mentre le altre non lo erano. Questa è la sostanziale differenza. Cara Alitalia restituisci i soldi allo Stato , meriti di fallire come tutte le imprese normali.

Alessandro
Alessandro
4 Aprile 2021 14:08

Caro Porro,
tra una italica gestione del problema, tradizionalmente orientata al perpetuarlo al fine di ottenere denari pubblici da gestire, ed un intervento europea, ovviamente orientato a non dare denari ma anzi a prendersi qualche cosa, non c”e altro?

alessandro
alessandro
4 Aprile 2021 13:32

Alitalia ostaggio delle lobby di Bruxelles ?????????

Solo ???

l’ITALIA è 1 dei posti preferiti del GULAG EURO-PANTEGANO, il + morbido e flessibile, dove tutto si tramuta in CENERE e la popolazione è “felice”….
In Italia, anche se ti chiama il medico di famiglia, per LOBOTIZZARTI, il pargolo è ottimista……., crede a tutto…………., alla fine di italiani si troveranno in 4, ma NON sulle Piazze italiane, ma a 9000 Km di distanza………….

marcor
marcor
4 Aprile 2021 13:03

Ancora soldi su Alitalia!!!! Basta così, deve fallire.
Il Drago recentemente ha detto che non si possono salvare tutte le imprese; cominci da questa!

Simona
Simona
4 Aprile 2021 12:35

Finalmente che si dicano le cose come stanno davvero. LH non vede l’ora di appropriarsi del ricco mercato italiano, e che dire di Ryanair ha sempre avuto soldi pubblici con i famosi contratti di co -marketing in questo paese, a differenza della Germania e della Francia che si sono visti bene dal sovvenzionare questa compagnia a discapito delle loro major. In Italia diciamo che siamo molto bravi a svendere quello che abbiamo. Alitalia è stata oggetto di speculazioni politiche da sempre a discapito dei cittadini e dei dipendenti. Manager prezzolati al servizio degli interessi politici e di altri interessi economici ma mai di Alitalia. Una gestione criminale di una compagnia che doveva essere il nostro biglietto da visita nel mondo. Da cittadina e da dipendente provo tanta rabbia e tanta amarezza nel vedere come non sappiamo difendere i nostri asset. 75 anni di storia dell’aviazione buttati così… un’immensa tristezza.

Dong
Dong
4 Aprile 2021 11:46

Alitalia sempre stata una compania aeriana della mafia.
Criminalità organizzata che vuole mettere le mani su tutto.Da Leonardo fino al Alitalia, per poter controllare e assorbire in seguito altre compagnie nuove,cio prendere controllo di tutto cio che crea soldi.
Non vi lasceremo.

Sergio Pregliasco
Sergio Pregliasco
4 Aprile 2021 9:05

Quanto affermato da Porro è corretto e la sua analisi della situazione anche. Ma ci sono parecchi ” però”. Il primo e che in ITA non vi è alcuna discontinuità nel management. Cioè i prescelti per dirigerla sono gli stessi che hanno ripetutamente portato Alitalia al fallimento. Il secondo però ,che è consegunza del primo, è costituito dal piano industriale di Ita. Un piano industriale di una Compagnia Aerea di Bandiera non può escludere totalmente Malpensa. Rinunciare in partenza al ricco traffico aereo dell’ Italia Settentrionale e’ demenziale. Partire con meno di 50 aerei per arrivare a 100 in 5 anni,con un mercato potenziale di 100 milioni di passeggeri anni e’ altrettanto assurdo. Insomma se si desse il via a Ita nel giro di 3/5 anni assisteremmo all’ ennesimo fallimento di Alitalia. Quindi l’ atteggiamento europeo questa volta può essere utile. È il caso di dire che ” non tutti i mali vengono x nuocere”.
Del resto non serviva Alitalia x capire che l’ Europa e’ la rovina dell’ Italia. 20 anni di euro =20 anni di crescita zero
Buona Pasqua e ” stiamo sereni”.
Sergio Pregliasco

Davide
Davide
4 Aprile 2021 8:00

Nessuno si è dimenticato di quanto male hai detto su Alitalia e sui suoi dipendenti nel corso di questi anni. Difficilmente riuscirai riscattarti e riaccreditarti in un ambiente che ha imparato a conoscerti bene per le falsità che sei stato capace di dire.