Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco, emergono nuovi dettagli attraverso le intercettazioni di Andrea Sempio, attuale indagato nel caso. Una registrazione ambientale dell’8 febbraio 2017 ha attirato l’attenzione della Procura di Pavia. Nell’audio, Sempio dichiara: “È successo qualcosa quel giorno (…) era sempre lì a casa (…) però cazzo (…) alle nove e mezza”. Gli inquirenti ritengono che questa frase possa indicare l’orario in cui Sempio si trovava nella casa della vittima. Nelle nuove analisi del caso, chiuse nel 2025, la Procura ha sottolineato che tali soliloqui possono rappresentare confessioni inconsapevoli, dimostrando la presenza di Sempio sulla scena del crimine. Secondo i pm, quella frase sulle 9.30 “sembra riferirsi all’orario in cui si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno dell’omicidio”. Sembra.
Per la precisione, nel fascicolo dei pm è riportato il seguente soliloquio: “È successo qualcosa quel giorno (incomprensibile)… era sempre lì a casa (incomprensibile)…io non so se lei ha detto che lavorava (incomprensibile)…però cazzo, oh (incomprensibile).. alle nove e mezza a casa”. La registrazione risale alle 17.43, poco dopo che Sempio ha ricevuto la prima notifica per l’invito a comparire di due giorni dopo nell’indagine sul delitto di Garlasco. Da quella indagine, Sempio venne archiviato su richiesta di Mario Venditti e dalla sostituta Giulia Pezzino, poi disposta dal gip Fabio Lambertucci.
Stasi e il nuovo orario
Le nuove indagini includono una rivalutazione completa delle prove medico-legali e informatiche, che scagionano Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi, già condannato in passato per l’omicidio. Secondo la consulente medico-legale Cristina Cattaneo, Chiara disattivò l’allarme di casa alle 9.12 del 13 agosto 2007 e sarebbe stata ancora viva alle 9.45. Nel frattempo, Stasi risulta documentato al computer alle 9.35, nella sua abitazione a circa 1,7 chilometri dalla scena del delitto. Per i pm, ciò dimostra che Stasi non avrebbe potuto commettere l’omicidio.
La nuova cronologia ricostruita dagli investigatori evidenzia che il momento dell’aggressione si sovrapporrebbe all’orario indicato da Sempio nell’intercettazione delle 9.30, rendendo il coinvolgimento di quest’ultimo un elemento centrale delle indagini.
Le frasi di Sempio
Un’ulteriore intercettazione risalente al 12 maggio 2025 contiene un’altra frase chiave di Andrea Sempio. Durante un soliloquio in automobile, l’indagato afferma: “Quando sono andato io… il sangue c’era…”. Senza dimenticare poi quella del 14 aprile, in cui sembra accennare a tre telefonate fatte a Chiara e al video intimo prodotto da Chiara e Stasi. Gli investigatori ritengono che queste frasi colleghino Sempio al delitto. L’avvocato difensore di Sempio, Liborio Cataliotti, sostiene invece che il suo assistito stesse commentando un verbale relativo a depositi passati legati a Stasi, e non facendo riferimenti diretti alla propria presenza sul luogo del crimine. A dire il vero nella trascrizione delle intercettazioni ad opera dei carabinieri, neppure gli stessi militari sono in grado di stabilire se Sempio dica “quando sono andato io” o “quando sono andato via”. Il che potrebbe cambiare tutto, avvalorando la tesi della difesa. “Basta leggere integralmente la trascrizione di quei soliloqui per capire benissimo che non sono una confessione. Andrea recitava le parole di Stasi”, spiega Cataliotti.
Tracce di sangue e impronte sulla scena del crimine
Tra le nuove possibili prove emerse, ci sono tracce individuate sulle scale della cantina della villetta di via Pascoli. Gli investigatori hanno trovato segni a forma di “C” rovesciata, compatibili con l’appoggio di un’arma sporca di sangue. Inoltre, ai margini della pozza di sangue all’ingresso, è stata rilevata un’impronta che somiglia al palmo della mano sinistra. Sebbene non ci siano impronte digitali utili al confronto, gli inquirenti ritengono che solo l’assassino possa aver lasciato questo segno.
Queste nuove tracce, insieme ai risultati delle perizie passate, ridefinirebbero il quadro probatorio. Studi precedenti effettuati nel 2009 avevano stimato che fosse altamente improbabile evitare di calpestare il sangue sulla scena del crimine, supportando ulteriormente l’ipotesi che l’autore del delitto fosse presente nel luogo delle tracce.
Ricordiamo che tutte le fonti di prova raccolte dalla procura dovranno essere dibattute in Tribunale, e la difesa di Sempio prepara una battaglia serrata.
Molto si è discusso ad esempio del famoso fogliettino gettato da Sempio nella spazzatura vicino al luogo di lavoro, anziché a casa. “L’appunto che inizia con la scaletta ‘cucina, sala, tv’ e finisce con la parola ‘assassino’ era un appunto preso da Sempio funzionale a un breve contributo audio per lo spettacolo ‘La fabbrica degli innocenti’“. Lo spiega Liborio Cataliotti, legale (insieme alla collega Angela Taccia) di Andrea Sempio, sottolineando che si tratta “dell’ennesimo travisamento dei fatti e della prova”. L’appunto era “funzionale a un breve contributo audio per lo spettacolo: gli era stato chiesto di produrre un audio che rappresentasse il momento in cui aveva scoperto di essere indagato per l’ennesima volta e lui aveva nella scaletta raccontato che era in cucina, che aveva visto la televisione, che aveva sentito il cane abbagliare… abbiamo tutti gli audio che comprovano che la lettura giusta di questo appunto è esattamente questa“. E perché gettare la spazzatura altrove? Facile: quel cestino era l’unico in cui “si poteva buttare il sacco dell’immondizia come indifferenziata”. “Tutto ciò – conclude l’avvocato Cataliotti – per dimostrare come ogni singola prova meriti di essere vagliata razionalmente e sottoposta al vaglio e alle controdeduzioni del difensore prima di essere preso per buono l’ennesimo travisamento dei fatti”.
Ma Stasi dice di non conoscere Sempio
C’è poi un altro dettaglio. Nel maggio 2025, Stasi, interrogato di nuovo, ha dichiarato che Chiara non gli ha mai riferito di approcci sospetti legati a Sempio o di strane telefonate ricevute nei giorni precedenti all’omicidio. Ricorda, però, che la vittima aveva accennato a possibili avances da parte di un collega, ma nessuna menzione specifica a Sempio. Interrogato su video intimi di Chiara, Stasi ha escluso che altre persone potessero esserne a conoscenza o che il fratello di Chiara avesse notato qualcosa di sospetto.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


