“Listening to our Planet”, mettersi all’ascolto del nostro Pianeta, per abbattere del 42% le proprie emissioni dirette di gas serra e contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi siglato nel 2015. E’ l’impegnativa sfida climatica di Amplifon, la multinazionale italiana leader nel mondo nelle soluzioni e nei servizi per l’udito.
Strategia su presupposti scientifici
La strategia scelta da Amplifon è stata validata dalla Science Based Targets Initiative (SBTi), organizzazione non-profit lanciata da una coalizione di attori internazionali come CDP, UN Global Compact, World Resources Institute, WWF e We Mean Business Coalition, per supportate in modo scientifico le aziende nel loro percorso green.
Emissioni dirette giù del 42% entro il 2030
Nel dettaglio, Amplifon prevede la riduzione del 42% delle emissioni dirette di gas serra (Scope 1 e 2) entro il 2030 rispetto al 2023. Nello stesso periodo, la società si è impegnata a tagliare del 25% le emissioni indirette Scope 3 derivanti, in particolare, dai beni e servizi acquistati, dai beni capitali, dalla produzione, trasporto e distribuzione dell’energia consumata, dalla logistica in entrata dei beni acquistati, dagli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, dai beni in leasing, dall’utilizzo dei prodotti venduti e dai propri franchisee.
E proprio perché quella della sostenibilità è una maratona che si vince con il gioco di squadra, Amplifon si impegna a coinvolgere anche la propria filiera: l’obiettivo è che, entro il 2030, il 44,36% dei fornitori in termini di emissioni relative ai beni e servizi acquistati, abbia obiettivi di riduzione delle emissioni gas serra basati sulla scienza climatica.
Vita: “Ulteriore passo per l’ambiente”
“L’avvio di una strategia climatica validata scientificamente – commenta il CEO di Amplifon Enrico Vita – rappresenta un ulteriore passo in avanti nel percorso di piena integrazione dei fattori ESG nel nostro business. L’assunzione di impegni concreti di riduzione delle nostre emissioni dirette e indirette nel medio termine, infatti, si associa al piano di sostenibilità che abbiamo lanciato lo scorso anno con 20 obiettivi concreti e misurabili al 2026, 2028 e 2030 nelle aree prodotto e servizio, etica e responsabilità ambientale, persone e comunità. Vogliamo continuare a crescere in modo sempre più responsabile e sostenibile”.
Come lavora la Science Based Targets Initiative
Quanto alla Science Based Targets Initiative, che è operativa dal 2015, è utile ricordare che ha l’obiettivo di tradurre gli impegni dell’Accordo di Parigi in strategie operative aziendali, capaci di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi. L’idea è quella di attestarsi a 1,5 gradi. Le aziende che adottano un percorso approvato da SBTi definiscono piani di decarbonizzazione trasparenti e credibili, che vanno oltre il mero adempimento normativo e si inseriscono in una logica di responsabilità climatica e competitività a lungo termine.

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