Anatomia del fondamentalismo politicamente corretto

Parti per difendere una vittima di colore, passi per razzie e assalti ai polli della globalizazione consumistica, arrivi a buttar giù statue a casaccio: sarebbe il movimento Antifà “Black Lives Matter”, sponsorizzato da trafficanti e divi di Hollywood, che fa a gara di emulazione dell’Isis: giù i monumenti di Churchill e Lincoln. Uno salvò l’Inghilterra dal nazismo razzista, l’altro abolì la schiavitù e ne ebbe una palla in fronte. Ma che fa? La mandria fanatica non conosce limiti e decenze, aborre la storia e la cultura come le Sardine disciolte del Mattia che dice: ora rieducare gli italiani. Ci pensa lui, col cerchietto? E dove, in appositi campi? Black Lives Matter in sé non esiste, esiste il fondamentalismo del politicamente corretto, sempre più furibondo, sempre più intollerante, al quale “le vite dei neri” offrono magnifico pretesto.

Vediamolo un po’, questo fondamentalismo ruggente nelle sue articolazioni. Il bianco occidentale, il maschio bianco come lo chiama la ineffabile Rula Jeabral, amica del “porco bianco” Weinstein, tenuto a vergognarsi di sé, ad umiliarsi, per il solo fatto di esistere, a furia di inginocchiamenti e assembramenti, questi ultimi considerati virtuosi, non contagiosi, non infettivi a differenza di quelli di destra che, secondo un curioso esponente della sinistra passepartout, sudano, puzzano. L’impudenza con cui i media organici hanno trattato cortei e manifestazioni a seconda della matrice ideologica ha del leggendario, a conferma che perfino un agente patogeno può venire sfruttato per una propaganda sgangherata. Gli stessi che fino a tre mesi fa consideravano razzista proteggersi, adesso considerano razzista la normalità, laddove la segregazione sarebbe indice di libertà.

Esattamente la menzogna che si usa nei regimi totalitari e alla quale, non a caso, si è prontamente allineato Bergoglio. Virus come pretesto per il controllo, controllo come pretesto per durare al potere, potere come pretesto per fare ingoiare il rischioso meccanismo del Mes: tutto questo l’abbiamo capito, l’avevamo fiutato per tempo, ma c’è qualcosa che va oltre, un conformismo sanitario minaccioso e pervasivo: su Twitter se citi la sigla “Covid”, non importa a quale proposito, subito ti compare l’avviso a pensare nel modo giusto e a non cedere al negazionismo.

Negazionismo, l’accusa infamante, immancabile ogni volta che rifiuti la distorsione massiva. Anche non inginocchiarsi sa di negazionismo, come se sottrarsi alla pagliacciata ipocrita degli arrivisti e dei narcisi equivalesse a indossare il cappuccio del Ku Klux Klan. Così per tutto, abusi del potere, questioni razziali, identificazioni sessuali. Stanno facendo a pezzi l’autrice di Harry Potter, la J.K. Rowling, non si capisce bene in base a quale colpa avendo ella affidato al solito Twitter una microdisquisizione un po’ contorta sul “sesso reale” e le mestruazioni. Ma vai: transofoba, infame, fino al climax grondante amore e correttezza politica: troia. Transofoba? Vengono in mente le maledizioni a Montanelli accusato di fascismo perché gli piacevano i macchiaioli.

Tutto vale tutto, tutto e il contrario di tutto nel segno dell’ossessivismo demente. Se chiedi come mai ci si inginocchia in modo chirurgico, per certi sì per altri niente affatto, non hai diritto di esistere. Se osservi che anche i clandestini sudano, ti fulminano: clandestini non si può dire e comunque non sono contagiosi. Dici che non si può sapere? Lo vedi che sei un razzista. Black lives matter. Scusate ma che c’entra il Black lives matter con lo ius soli? Ah, porco sudato, ti appendiamo per i piedi. E che senso ha devastare la memoria di Churchill e Lincoln? Per forza non lo capisci, sei uno schiavista e vai rieducato. Sempre su Twitter la giornalista Francesca Totolo, vicina a CasaPound, si accorge che un magistrato titolare di inchiesta sul medesimo gruppo di estrema destra simpatizza con la parte avversa, quella dell’Anpi, degli antifà caserecci: è normale, chiede Totolo, che possa gestire una indagine così intrecciata con implicazioni politiche? No, non lo è, deontologia e regole lo escludono, il magistrato dopo i rilievi della Totolo ha rimosso i contenuti militanti dal profilo Facebook sostituendoli con altri più generici. Ma i giornali di regime non hanno dubbi: Totolo è fascista, attacca un pm democratico.

Anche la banda Palamara era democratica e si teorizza la sconvenienza di portare alla luce le sue tresche, quanto a dire la censura virtuosa sull’informazione. Ah, che vergogna questi leak, queste chat spiattellate al pubblico. E se osservi che a contorcersi sono gli stessi che, nella magistratura come nel giornalismo sodale, sulle indiscrezioni e sui leak hanno costruito la carriera, ti trattano da provocatore. Lo stato economista, lo stato delle patrimoniali? Certo, questo è il vero liberalismo, l’unico, capito, stronzi. La sinistra popolare che predica distanziamento sociale, diffidenza tra umani? Sicuro, e se non ci state siete criminali.

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15 Commenti

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  1. «non abbocco alla stupida tendenza di attualizzare la storia del passato, di adattarla ai temi del presente. Anzi quest’abuso di storia per giustificare il presente è una vera e propria miseria di questo tempo storto e piccino che distorce e rimpicciolisce.» (Marcello Veneziani)

  2. Bene… quindi apprendiamo che oltre ad essere noi gatti randagi anarchici ed apòti…in ordine…razzisti fascisti trumpisti sovranisti populisti antipapisti saremmo pure…negazionisti…di che?…non si sa ma forse è meglio…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  3. A proposito delle colpe dei bianchi, a me risulta che il mito del buon selvaggio non ha avuto fondamento storico neanche in Africa, dove a procurare la merce umana agli schiavisti erano soprattutto altri neri. Anche noi italiani siamo stati invasori ed invasi, a seconda dei periodi.

    • Ovviamente omettono questo piccolo particolare, che erano i neri stessi a vendere gli schiavi.
      Ed omettono, sempre per sbaglio, i 20 milioni di neri schiavizzati dagli islamici.
      Sadiq Khan si dimette per la vergogna?

    • @marcor, Tempo fa scrissi questo ad un mio amico di Facebook. Commento fra [ …. ] aggiunto oggi.

      Antonio, parlando con cittadini Americani, mi dicono che erono i Democratici che volevono mantenere l’uso degli schiavi, mentre Abraham Lincon era un Repubblicano che promulgò l’emancipazione di questi. I trafficanti di allora vendevono in schiavitù migliaia di esseri provenienti dall’Africa, particolarmente dalla zona che si chiama adesso Angola, che si dice era governata da una regina, credo di origine Bantu. La prassi della regina era l’eliminazione dei suoi nemici, affinchè non trovò più redditizio venderli ai trafficanti di allora. [Meglio schiavi o morti? rispondete voi cosa scegliereste] La schiavitù per fortuna fu abolita. La maggioranza di Sudisti aveva bisogno di lavoratori per le piantaggioni, che dovettero acquistare dai trafficanti. Purtroppo questi poveretti sembravono stupidi per la difficoltà di communicazione con loro, che posso confermare di questo problema nella mia Africa; (il colore della pelle non è un’indicazione di intelligenza). Una signora Inglese dava ordini nella SUA lingua, ma non comprensibile dal giardiniere; e io essendo in vicinanza spiegai al giardiniere cosa voleva la padroncina, e sorridendo lui esiguì quanto richiesto. Dovetti spiegarle che lo “stupido” giardiniere aveva nessuna educazione, tanto meno la conoscenza dell’Inglese, e dunque era SUO compito imparare la lingua locale del giardiniere. …. Ritornando a oggi giorno, invece del passato, credo che i figli di un delinquente non dovrebbero essere condannati per le colpe del padre!! Credo che , “dobbiamo imparare dal, ma non vivere nel, passato”, dunque trovare soluzioni per risolvere i NOSTRI problemi, (evitando di criticare il NEMICO, ma contemporaneamente proporre come risolvere il problema). Spero di non aver negato il tuo commento succinto in qualsiasi modo.

  4. Trovo il tutto molto inquietante e tenderei a non sottovalutare.
    A mia modesta opinione, la dittatura del politicamente corretto è la forma più subdola, e quindi più pericolosa, di controllo.
    Non ha bisogno di Gestapo o Stasi, torture o manganellate, non c’è necessità di coercizione, questo tipo di dittatura è molto più raffinato ed efficace: è una forma di marketing, un lavaggio del cervello non alla arancia meccanica, quanto piuttosto in modo continuato e soft, con giornali, TV, social, slogan, hashtag fighetti, “opinioni che contano”, “VIP”, gesti alla moda, cinema, pubblicità, etc.
    Le persone non vengono costrette a stare davanti a un video con le palpebre aperte per ore come quel DeLarge, in realtà neanche si accorgono di stare subendo un lavaggio del cervello e proprio in questo consiste la “genialità” e l’efficacia della procedura: la persona alla fine crede anzi di pensare autonomamente e di essere l’unica a farlo.
    E’ lo stesso meccanismo della pubblicità e della moda, la gente non è costretta con la forza a pensare o comportarsi in un certo modo, è la gente stessa che dopo il continuo martellamento di anni e anni si autoconvince a comportarsi in un certo modo, si autoconvince che ci sia un’unico modo di pensare “cool”, “giusto” e “buono”, e chiunque non sia allineato è a prescindere “sbagliato” e “cattivo”, fascista, razzista, ignorante, bla bla bla. E chiaramente chiunque sia “cattivo” e “sbagliato” va combattuto in ogni modo e con ogni mezzo.

    Un popolo di zombie nonpensanti, completamente conformati al pensiero unico e fanatici, che però – e questa è la cosa più inquietante – in cuor loro sono genuinamente convinti di essere anticonformisti e “liberi”, i buoni della situazione.
    E che quindi non si ribelleranno mai.
    Nessuna dittatura nella Storia ha mai sognato risultati del genere, solo Orwell era andato molto vicino a quello che stiamo vivendo.

  5. Ragazzi, ci eravamo illusi che il fanatismo – soprattutto il fanatismo violento – fosse scomparso dalla società occidentale. Purtroppo non è cosí.

    Il fanatismo è una caratteristica dell’animo umano e, come tale, non può essere estirpato. Prime vittime ne sono i giovani, piú facilmente manipolabili. Ricordiamo la Hitlerjugend, le Guardie Rosse, i giovanissimi sterminatori al servizio di Pol Pot, i mussulmani integralisti.

    Ora è il turno di questi qui: niente di nuovo sotto il sole…
    Consoliamoci: a confronto, sono mammolette.

  6. Siamo al redde rationem.
    Metto qui la lettera di monsignor Viganò (non l’ultimo arrivato).
    https://www.aldomariavalli.it/2020/06/06/monsignor-vigano-scrive-a-trump-siamo-nella-battaglia-tra-figli-della-luce-e-figli-delle-tenebre/

    • Anch’io leggendo queste righe ho istintivamente pensato alla lettera di Viganò. Ormai le tessere si disvelano e vanno al loro posto, e si capisce la sfumatura quasi metafisica che sta assumendo il conflitto. Che non è più – o forse non è mai stato – destra vs sinistra, o progressisti vs conservatori, ma luce contro tenebre, buonsenso valori tradizione civiltà identità famiglia ecc vs polcor relativismo modernismo tribalismo globalismo genderismo ecc. Notate come da una parte dello schieramento ci siano sostantivi presenti da sempre nel vocabolario umano, dall’altra -ismi che sono appunto neologismi. Questo dice tutto.

  7. Ci siamo finiti piano piano, votando per degli incapaci, continuando a credere nella chiesa perchè timorosi, tollerando i modi, i fastidi, gli scritti deliranti dei sinistri, ruffianandoci e adorando La gente che piace, continuando a vedere i talk show dove conduttori chiaramente impegnati politicamente tentano ogni volta di far passare per deficiente il personaggio non allineato di turno, facendo spallucce alle porcherie di magistrati, politici, artisti e modelle, cantanti, nani e ballerine Politicamente corretti perchè loro sono come il Marchese del Grillo: Loro sono LORO e non non siamo un Ca**o!

  8. Da applausi, se non fosse che alla fine ti resta dentro una rabbia incontrolalbile
    Come abbiamo fatto a farci ridurre in questo modo ?
    Chi sono questi mediocri che si arrogano il diritto di insegnarci come dobbiamo pensare ?

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