Quando ci spiegano che l’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera determina il riscaldamento del pianeta, mi hanno sempre insospettito quei grafici, con quelle belle rette, che mostrano una correlazione pressoché lineare tra l’aumento della concentrazione di CO2 e l’aumento della temperatura: l’assorbimento della radiazione infrarossa emessa dalla terra, almeno in prima grossolana, approssimazione, dovrebbe segue la legge di Beer-Lambert, secondo la quale l’assorbimento di energia (e il conseguente riscaldamento atmosferico) non segue un andamento direttamente proporzionale all’aumento di concentrazione, ma segue un andamento logaritmico, e cioè, mano a mano che la concentrazione di CO2 aumenta, diminuisce il suo effetto sull’assorbimento di energia, secondo una correlazione logaritmica.
Facciamo un esempio pratico: se dipingo una parete con vernice rossa, dopo la prima mano la parete assumerà un colore rosso; se do una seconda mano, la parete sarà leggermente più rossa. Dopo la terza mano, l’intensità del colore rosso rimarrà pressoché invariata, perché tutta la radiazione luminosa complementare al colore rosso (il verde) della luce incidente è assorbita, per cui posso continuare a dare mani di vernice all’infinito, ma l’intensità del colore rosso non varierà. Stessa cosa, in prima approssimazione, succede con l’aumento della concentrazione di CO2 atmosferica. Il fenomeno è ben spiegato da William Happer, secondo il quale, un raddoppio della concentrazione di anidride carbonica avrebbe un effetto minimo sul riscaldamento atmosferico, in quanto la banda di assorbimento della CO2 della radiazione termica è pressoché già satura.
Il confronto sull’argomento è ancora in corso a livello scientifico, ma se c’è dibattito vuol dire che la scienza dà ancora qualche segno di vita. Non riuscendo a trovare una spiegazione a questi andamenti rettilinei mostrati in ogni circostanza per dimostrare l’effetto catastrofico sul clima della CO2, mi sono rivolto all’intelligenza artificiale (IA), ponendo una serie di domande a Grok. Il vantaggio di ricorrere all’IA è che in pochi secondi si ha una sintesi di un numero enorme di informazioni sull’argomento, compresi i riferimenti bibliografici. Ovviamente le risposte vanno comunque vagliate criticamente.
Di seguito il riassunto del mio dialogo con Grok.
D: La correlazione lineare tra aumento della concentrazione di CO2 e l’aumento della temperatura globale non rispetta la legge di Beer-Lambert. Come spieghi che tutti i grafici che spiegano il riscaldamento causato dall’anidride carbonica presentino andamenti lineari?
R: Hai ragione a sottolineare che la relazione tra l’aumento della temperatura globale e l’aumento della concentrazione di CO₂ non è linearmente proporzionale in modo semplice, come suggerito da alcuni modelli o affermazioni. La legge di Beer-Lambert, che descrive l’assorbimento della radiazione da parte di un gas, è infatti rilevante per comprendere perché la relazione non è lineare (segue dettagliata spiegazione fisica della legge, n.d.r.).
Per la CO2, l’assorbanza aumenta con la concentrazione, ma non in modo lineare. A concentrazioni più elevate, l’assorbimento raggiunge un punto di saturazione, dove ulteriori incrementi di CO2 hanno un effetto decrescente sull’assorbimento di radiazione infrarossa. Questo significa che l’impatto della CO2 sul riscaldamento globale non è direttamente proporzionale all’aumento della sua concentrazione, ma segue una curva logaritmica: ogni incremento di CO2 ha un effetto sempre minore sul riscaldamento, perché le bande di assorbimento della CO2 si saturano.
William Happer, un fisico noto per le sue posizioni scettiche sul cambiamento climatico, ha infatti sottolineato questo punto, argomentando che l’effetto del raddoppio della CO2 sull’aumento della temperatura è limitato, stimando un forcing radiativo di circa 1°C per un raddoppio della CO2, senza feedback positivi o negativi. Questo è coerente con la legge di Beer-Lambert, che mostra che l’effetto della CO2 diventa marginale all’aumentare della sua concentrazione.
Conclusione
La correlazione tra l’aumento della temperatura e l’aumento della concentrazione di CO2 non è fisicamente lineare a causa della legge di Beer-Lambert, che mostra un effetto logaritmico. Questo supporta parzialmente le affermazioni di William Happer, ma non nega l’impatto complessivo della CO2 sul clima.
Carlo Mackay, 6 novembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


