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Asor Rosa chiede Invalsi per gli adulti ma lui fa sfondoni da terza media…

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Buongiorno, oggi ho letto un articolo divertente di Alberto Asor Rosa su Repubblica. Il professore è in ansia per l’istruzione del Paese. La scuola ha smesso di insegnare, ormai anche gli adulti hanno difficoltà a capire o scrivere un testo. In effetti tutta la sinistra è preoccupata per l’analfabetismo dilagante. Il bello è che la sinistra ha fatto tutto da sola. Prima ha distrutto la scuola con riforme deficienti, minando l’autorità dei professori, imponendo sonore cazzate tipo “è più importante come si insegna di cosa si insegna”. Adesso si lamenta e si indigna. Comunque il professore propone, come provocazione, di introdurre il test Invalsi anche per gli adulti (il test invalsi è una prova che misura la qualità degli scolari e delle scuole).

Il sottotesto è chiaro. Il popolo è bue e ignorante, infatti vota i Salvini e i Di Maio. Il professore ha pubblicazioni importanti e ha avuto un grande potere accademico. Qualche anno fa diede alle stampe una storia della letteratura europea che conteneva uno dei refusi più belli di tutti i tempi. Infatti Curzio Malaparte, l’autore di “Kaputt” e altri innumerevoli capolavori, veniva confuso con Curzio Maltese, l’autore di una rubrica sul Venerdì di Repubblica. Colto in castagna, Asor Rosa incolpò i redattori dell’Einaudi. Ma come è noto, il visto si stampi lo dà l’autore dopo aver verificato tutto quanto. Professore faccia anche lei il test Invalsi!

Alessandro Gnocchi, 25 luglio 2019

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carlottacharlie
carlottacharlie
26 Luglio 2019 22:08

Beh, ma Asor Rosa è intelligente a prescindere, mica per niente è di sinistra. In quel covo ci sono talmente tanti asini che si potrebbe ricoprire il globo terracqueo.

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
26 Luglio 2019 1:02

AmicoGnocchi, io avuto la fortuna di passare elementari, ginnasio, liceo prima della riforma Gentile e, non ebbi mai la sensazione che il modo di insegnare fosse difettoso, anzi mi scanadlizzai quando, anni dopo, facendo il postgrado negli Stati Uniti trovai studenti che interrompevano i professori con domande troppo spesso originate da maleducazione e pigrizia mentale. Quell’attitudine veniva dalla riforma liberale Dewey della educazione pre universitaria ed era un prodotto dell’atteggiamento di sospetto verso le Universitá, che trovai, a mia sorppresa, in vari settori di adulti borghesi americani prodotto dal fatto che la superioritá intellettuale del professore universitario era sospetta perché dimostrava che non siamo tutti eguali e che aver fatto soldi nega l’arrivo dell’American Dreamo. Il risultato fu quello di avere genitori ignoranti supervisando i professinisti del¡educazione. Siamo cosí progressisiti che imitiamo gli sbagli degli altri con molto ritardo. Mi ricordo ancora di aver ottenuto la maestria teorica, la non sperimentale, per esporre la teoria di integrazione di superfici piane di Archimede a professori di matematica che non ne avevano mai sentito parlare ed io imparato nell’ultimo anno del Liceo Scientifico Cavour a Roma. L¡enorme difetto dell’educazione progressista é di non cercare di ampliare l’orizzonte mentale degli alunni, di aiutaerli a pensare di forma razionale ed autonoma ma solo di insegnarli il minimo necessario per mantenerli tutti allo stesso livello,… Leggi il resto »