
Per anni, i fautori del boicottaggio d’Israele hanno cercato di giustificarsi dicendo che non ce l’avevano con tutti gli ebrei, ma solo con le istituzioni israeliane, e ponendo una distinzione tra antisionismo e antisemitismo. Tuttavia, dopo il 7 Ottobre è diventato sempre più evidente come il loro odio prenda di mira chiunque non sia allineato alla loro narrazione terzomondista e antisraeliana.
Due esempi in tal senso giungono da Torino, dove il 15 maggio si sono tenuti a breve distanza l’uno dall’altro due eventi in cui i filopalestinesi non hanno preso di mira degli israeliani, bensì ebrei italiani che cercavano solo di spiegare la loro prospettiva.
Università di Torino
Il primo caso riguarda un incontro che doveva tenersi presso il Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino, dal titolo “Il manifesto nazionale per il diritto allo studio – per l’università come luogo di dialogo, di democrazia e di contrasto all’antisemitismo” e organizzato da diverse associazioni studentesche e dall’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’Italia).
In tale occasione, centinaia di manifestanti propal hanno fatto irruzione nell’aula dell’incontro e hanno iniziato a prendere di mira i relatori con insulti, minacce e mettendogli le mani addosso; in un video, si vede in particolare un manifestante che strappa al presidente UGEI Luca Spizzichino la spilla gialla, il simbolo di coloro che chiedono la liberazione degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas. Alla fine, la direttrice del Campus Anna Mastromarino ha deciso di annullare l’incontro.
Salone del Libro
Il secondo episodio si è verificato poche ore dopo al Salone del Libro di Torino, dove il giornalista e collaboratore di Atlantico Qutidiano Nathan Greppi ha presentato il suo libro “La cultura dell’odio. Media, università e artisti contro Israele“, pubblicato dalla casa editrice Lindau.
Dopo che nei giorni precedenti erano apparsi su Instagram degli appelli contro la presentazione, firmati in particolare dall’associazione Intifada Studentesca Torino, hanno dovuto disertare l’evento i due relatori che avrebbero dovuto affiancare Greppi, il presidente della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni e lo storico Claudio Vercelli, in seguito agli avvertimenti della Digos sul rischio di potenziali disordini. Greppi ha presentato comunque il libro assieme al direttore editoriale della Lindau, Ezio Quarantelli.
A differenza di ciò che è successo all’Università di Torino, in questo caso la maggior parte dei manifestanti è rimasta fuori dal Lingotto Fiere, che ospitava l’evento, tenuti a bada dalla polizia anche quando hanno distrutto un lucchetto nel tentativo di fare irruzione. Solo pochi di loro sono riusciti ad entrare di nascosto, per stendere una bandiera palestinese davanti all’ingresso della Sala Avorio che ospitava la presentazione del libro.