Giustizia

Aumenti di stipendio ai magistrati, sapete chi decide? È questo il vero scandalo

Tra media aritmetica e ponderata ballano 980 milioni di euro. Ma a far discutere non è soltanto la cifra: è il fatto che a dirimere la controversia tra toghe e Stato sarà...

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI

Io questa storia del miliardo di euro di aumento di stipendio ai magistrati mica la digerisco facilmente. E non tanto e non solo per una questione economica, nemmeno di opportunità storica in questo momento di crisi internazionale; ma proprio di principio. E mi spiego. In sostanza i magistrati, non avendo sindacati, non vanno alla trattativa per il rinnovo contrattuale con lo Stato. I loro rinnovi vengono adeguati collegandoli ai rinnovi delle varie categorie di dipendenti pubblici.

Per permettere un equo aumento, l’Istat calcola la media ponderata degli aumenti fra tutte categorie: cioè, non fa la somma delle percentuali di aumento e la divide per le categorie, che sarebbe appunto la media aritmetica, ma calcola una media ponderata, in funzione del numero di dipendenti che ha ciascuna categoria.

Ecco, il problema è nato perché lo Stato aveva aumentato gli stipendi dei circa undicimila magistrati, applicando la media ponderata. I magistrati hanno fatto ricorso, perché hanno chiesto invece la media aritmetica. Con la media ponderata, ci sarebbero stati aumentati che vanno da circa 9 mila lordi all’anno e arretrati, sempre lordi, per circa 37 mila euro, per un magistrato con pochi anni di servizio e fino ad aumenti per 26 mila euro annui e arretrati per 110 mila euro, per un magistrato anziano.

Con la media aritmetica, a queste cifre dovete aggiungere dai 10 ai 22 mila per l’aumento e dai 30 ai 65 mila per gli arretrati. In sostanza, fra le due medie, ballano 980 milioni di euro. Ma dicevo, che la cosa che non digerisco, non è la retorica secondo cui in questo momento in cui non è giusto spendere così tanti soldi con la gente incazzata per la crisi economica.

Quello che mi infastidisce è che a decidere chi avesse ragione fra i magistrati e lo Stato, siano stati… dei magistrati, cioè i componenti del Consiglio di Stato. Per me le ragioni possono stare dove volete voi, manco ci entro nel merito, ma che a risolvere la diatriba sia la decisione d’imperio di componenti di una delle due parti in causa, mi fa tirare il culo in una maniera che non so spiegarvi.

Guglielmo Mastroianni, 25 ottobre 2026

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